Cairo-Longo, il rapporto è sempre ottimo. In futuro chissà…

Cairo-Longo, il rapporto è sempre ottimo. In futuro chissà…

Focus on / Stima reciproca tra il presidente granata e l’allenatore del Frosinone, tra trofei e telefonate.

di Alberto Giulini, @albigiulini
Longo Cairo, Primavera, Supercoppa

Quella in programma questa sera sarà una sfida davvero particolare per Moreno Longo, che si giocherà il proprio futuro contro il “suo” Toro. A Torino il tecnico dei ciociari ritroverà, tra gli altri, anche Urbano Cairo, presidente con il quale ha sempre avuto e continua tuttora ad avere un rapporto ben saldo. Oggi Moreno Longo è l’allenatore del Frosinone, e spera di restare tale, visto che la gara di Torino potrebbe avere delle ripercussioni sulla sua panchina. Nel momento in cui si si avvicina a Torino-Frosinone, però, è lecito raccontare del rapporto tra il patron granata e il tecnico torinese, che ha radici salde nel tempo.

PRIMI TROFEI – Un ottimo rapporto tra i due confermato dalle parole di stima pronunciate dal patron granata negli scorsi giorni: “Da noi Longo ha fatto benissimo, è una persona in gamba. Con lui sono cresciuti giocatori come Parigini, Barreca, Edera e tanti altri”. E proprio sotto la guida tecnica di Moreno Longo è arrivato il primo trofeo della gestione Cairo, lo Scudetto Primavera del 2015 cui ha fatto seguito la Supercoppa della stagione successiva. Ma sarebbe superficiale ridurre ai soli trofei conquistati l’avventura dell’allenatore sulla panchina granata: se oggi il Toro ha in rosa giocatori come Edera e Parigini, buona parte del merito è anche del tecnico, che ha saputo valorizzarli nel vivaio granata.

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IL RETROSCENA – A testimoniare l’ottimo rapporto tra i due, anche una chiamata del presidente in uno dei momenti più difficili della scorsa stagione per i ciociari: la gara contro il Foggia a maggio. Il Frosinone era in vantaggio e lo stadio aspettava solamente il fischio finale per festeggiare la promozione, ma un gol al 90′ degli avversari costrinse il club laziale a disputare i playoff. In quel momento particolarmente difficile, Cairo volle rassicurare il tecnico e in una chiamata lo invitò a non mollare nonostante la beffa e Longo guidò poi la squadra alla promozione attraverso i playoff. Un retroscena svelato dallo stesso Longo negli scorsi mesi. Il rapporto di stima e fiducia, quindi, rimane inalterato e non potrebbe essere così. Moreno Longo ha affermato che la panchina del Torino è per lui un sogno: sperava di essere lui il prescelto nel 2016, quando Cairo scelse Sinisa Mihajlovic al posto di Gian Piero Ventura. Poi però il tecnico torinese ha sempre detto di “doversi meritare di diventare l’allenatore del Torino con i risultati”. Quel che saprà conquistarsi in carriera lo dirà il tempo. Adesso la panchina del Torino è e rimane di Walter Mazzarri, con l’auspicio di tutti che rimanga tale il più a lungo possibile. In futuro, chissà…

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  1. user-13973712 - 3 settimane fa

    io spero che Moreno torni a casa il prima possibile

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  2. lipsiagranata - 3 settimane fa

    Premesso che odio la göba:
    Longo ha 42 anni.
    Allegri ne ha 51 e a 43 ha iniziato ad allenare il Milan e prima non ha vinto o dimostrato nulla.
    Non vedo dove ci sia scritto che per allenare il Toro so debba avere tutta questa esperienza e almeno 60 anni…

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    1. Granata - 3 settimane fa

      Come cambiano i significati se non la si racconta tutta. Allegri prima del Milan nel 2010 ha fatto esperienza come allenatore presso ,Aglianese ,Spal, Grosseto ,Udinese (come collaboratore tecnico), Lecco ,Sassuolo, Cagliari. Basta come percorso ? Longo può vantare, al di là dell’età, la stessa esperienza ? A me non pare ma sicuramente sbaglio

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      1. lipsiagranata - 3 settimane fa

        Hai ragione. Guardati allora Tedesco dello Schalke e Nagelsmann dell’Hoffenheim. Hanno portato l’anno scorso le squadre al secondo e quarto posto in Bundesliga e ora si giocano la Champions…33 e 30 anni ( l’anno scorso )

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  3. Riba - 3 settimane fa

    Scusatemi ma vado contro corrente rispetto a tutti i vostri commenti; amo vedere giocare a calcio e arrivare noni con Mazzarri che ha un gioco deprimente o decimi con Longo che fa giocare i giovani granata preferisco arrivare decimi…opinione personale

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  4. marcocalzolari - 3 settimane fa

    Allenare la Primavera e la prima squadra sono due cose differenti.
    E soprattutto a Torino, piazza esigente, ci vuole una certa dose d’esperienza.
    Zidane è un esempio insensato, per la caratura del giocatore e per la squadra allenata.
    Allenata anche dopo un periodo da secondo di Ancelotti.
    Non me ne voglia Longo, ma spero Mazzarri stia con noi per tanto tempo

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  5. granatadellabassa - 3 settimane fa

    Longo è da seguire. Credo cmq indispensabile un minimo di gavetta. In ogni caso è davvero difficile valutare un allenatore.

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    1. rogozin - 3 settimane fa

      E chi l’ha detto che serve la gavetta? Zidane e Gattuso hanno insegnato nulla?

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      1. lipsiagranata - 3 settimane fa

        La gavetta si fa nelle giovanili

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      2. GrandeToro - 3 settimane fa

        gattuso non è un allenatore

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        1. Granata - 3 settimane fa

          Hahahahaha bellissima. Ho lo stesso pensiero

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  6. wendok - 3 settimane fa

    vabbè…. stasera ci 2. un aiutino nello stile toro nn si nega mai

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  7. lipsiagranata - 3 settimane fa

    In Germania ci sono molti allenatori giovani emergenti (Tedesco allo Schalke e Nagelsmann all´Hoffenheim si giocano addirittura la Champions e non fanno 65 anni in due)…ma anche un sacco di primari giovani in ospedali, dirigenti d´azienda, etc. Io anche sono dell´idea che un Longo per noi sarebbe stato una risorsa da valorizzare e, molto probabilmente, un valore aggiunto per noi, visto il suo DNA granata!
    Ora spero che: 1. Mazzarri rimanga a lungo e ci riporti in Europa. 2. Longo non si bruci in piccole realtá e poi venga da noi dopo WM!

    Forza Ragazzi!!!

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  8. rokko110768 - 3 settimane fa

    Penso sia solo questione di anni e di esperienza accumulata per Mister Longo. Il Cuore Granata lo ha, può portare bel gioco e Tremendismo (lui sa cosa sia).
    Tempo al tempo, ora pensiamo a far bene e quindi Forza Toro e Forza Mazzarri.

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  9. Conterosso - 3 settimane fa

    Molto spesso a questo Toro è mancata un po’ di follia e un po’ di coraggio. Subito dopo Ventura mi sarebbe piaciuto vedere Longo sulla nostra panchina, e visti i risultati ottenuti da Mihalovjc e quelli fino ad oggi di Mazzarri, forse, tanto peggio Moreno non avrebbe fatto

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    1. user-14003131 - 3 settimane fa

      Lo penso anche io.

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    2. Granata - 3 settimane fa

      Io invece penso che avrebbe avuto diversi problemi. L’allenatore, nel calcio moderno, deve imparare a gestire sia i giovani in rosa che giocatori affermati. Longo, che io apprezzo, più che tattiche, moduli, allenamenti vari mi auguro possa accumulare questo tipo di esperienza. Il Toro è proiettato in avanti e Moreno, al momento, deve ancora imparare. In futuro andrà benissimo vista la sua umiltà.

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      1. Conterosso - 3 settimane fa

        Ecco, in Italia si ragiona sempre così: i giovani calciatori devono fare esperienza, i giovani allenatori devono fare esperienza, i giovani massaggiatori devono fare esperienza, i giovani magazzinieri devono fare esperienza ecc.ecc. nel frattempo, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, in Francia ecc i giovani a 19 anni sono già titolari in nazionale. Complimenti vivissimi “mentalità italiana”

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    3. Granata - 3 settimane fa

      @conterosso tu confondi le cose. Gli allenatori non sono assimilabili ad altre categorie. Conosco allenatori “giovani” italiani che hanno vinto e convinto all’estero ma , colpa mia, non ricordo di allenatori giovani inesperti stranieri in Italia non solo che abbiano vinto ma nemmeno convinto. Tu che hai pensiero,cultura ed una bellissima mentalità straniera rendici edotti. Fai capire chi come dove quando uno straniero giovane inesperto è meglio di un qualsiasi ALLENATORE italiano, dai.

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