Torino, Gazzi non ha solo polmoni d’acciaio

Torino, Gazzi non ha solo polmoni d’acciaio

Focus on / Il rosso centrocampista non è solo l’indispensabile frangiflutti davanti alla difesa ma è diventato un abile ordinatore del gioco granata

Primo tempo della sfida contro il Napoli: il pallone arriva ad Alessandro Gazzi nel cerchio di centrocampo. La pressione del Napoli si alza e Alessandro si trova attorniato da due giocatori. Palla che passa dal tacco destro al piede sinistro e poi finisce sulla fascia a Bruno Peres: il centrocampista di Ventura con un abile piroetta si è riuscito a liberare dalla marcatura e a dare respiro alla manovra.

IL MIGLIORAMENTO – Centrocampista principalmente di rottura, il numero 14 granata è riuscito a migliorare tantissimo nella fase di costruzione. Una volta il compito in fase di possesso palla del classe ’83 si limitava al passaggio di alleggerimento. Ma ora non è più così. Il duttile centrocampista granata cerca l’imbucata per la punta e guida il giro-palla, facendo muovere la sfera da destra a sinistra. Questo cambiamento è frutto del grande lavoro del centrocampista e di Ventura. Sempre stato abituato a giocare in una metacampo a 4, Gazzi aveva sofferto il passaggio al 3-5-2, in quanto non si inseriva abbastanza per ricoprire il ruolo da interno di centrocampo e non aveva le proprietà tecniche per svolgere la doppia fase come schermo davanti alla difesa. Nel 2013-2014 infatti le presenze di Alessandro sono state solo 11. Ma quest’anno Ventura ha deciso di dare più fiducia al rosso centrocampista e Gazzi non ha tradito. 

IL RECUPERATORE DI PALLONI – Seppur migliorato nella fase di possesso, la qualità migliore di Gazzi rimane la fase di interdizione. La cattiveria con cui sradica i palloni dai piedi degli avversari è impressionante. Alessandro ha anche acume tattico: nella partita con il Napoli ha bloccato sul nascere le ripartenze avversarie, anche ricorrendo alle maniere forti. La sua funzione fondamentale è il collegamento che garantisce tra la difesa e il centrocampo, rendendo in questa maniera la squadra corta e compatta. Questo compito dispendioso è svolto in maniera egregia anche grazie alla sua prestanza fisica e alla sua resistenza, che lo rendono un giocatore infaticabile e insostituibile nello schacchiere granata.

 

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