Generazioni a confronto: Velazquez sfida il Torino di Mazzarri

Generazioni a confronto: Velazquez sfida il Torino di Mazzarri

Verso la partita / Il giovane tecnico spagnolo ingaggiato dall’Udinese incontra l’allenatore del Toro, vecchia volpe del campionato italiano.

di Roberto Bianco

È il primo allenatore degli anni ’80 su una panchina di Serie A, tra i più giovani di sempre, l’unico straniero della stagione 2018/19. Domenica, lo spagnolo Julio Velazquez, 37 anni, se la dovrà vedere contro Walter Mazzarri, classe 1961, uno che nella massima serie italiana conta più di 400 presenze, risulta essere diciannovesimo mister per presenze di sempre e terzo tra quelli ancora in attività, dietro a Spalletti e Ancelotti. Facile pronosticare una partita ricca di spunti.

Velazquez, partito dalle giovanili del Villarreal, arriva ad allenare la prima squadra a soli 31 anni, in Segunda Division. Sempre nella seconda serie spagnola, siede sulla panchina del Murcia e del Betis, passa al Belenenses in Portogallo per poi rientrare in Spagna, alla guida dell’Alcorcon, club che porta per due anni di seguito alla salvezza in Liga 2. Ingaggiato a sorpresa dall’Udinese – mentre tutti aspettavano l’arrivo in Friuli di Prandelli -, Velazquez ha dimostrato nelle prime tre partite di campionato di essersi ben calato nella dimensione della Serie A.

Arrivato in Italia con le stigmate dell’allenatore dal gioco propositivo, abbonato al 4-2-3-1, più interessato alla fase offensiva che a quella difensiva, lo spagnolo ha fatto capire di essere allenatore flessibile, adattando i suoi dettami ai valori espressi dal campionato italiano. Di qui il passaggio a un più equilibrato 4-1-4-1, sistema di gioco di riferimento fin qui visto in campo.

Forte di una retroguardia che si è immediatamente compattata attorno ai nomi di Nuytinck ed Ekong al centro, con Samir a sinistra e Larsen a destra, Velazquez ha piazzato il suo giocatore di maggiore esperienza, Valon Berhami, ex del Napoli di Mazzarri e oggi capitano dell’Udinese, davanti alla difesa. Scelta azzeccata, che permette all’allenatore di reggere l’urto offensivo avversario e di proporsi in avanti con una mediana di qualità, votata all’attacco, guidata dal super acquisto Mandragora, e forte degli incursori De Paul, Fofana, Machis e Pussetto. Punta di riferimento, il collaudato Lasagna, con il nuovo acquisto Teodorczyk, possente nazionale polacco prelevato dall’Anderlecht, che scalpita.

Per la partita al Dacia Arena difficilmente Mazzarri cambierà sistema di gioco. Questione terzino sinistro a parte – Berenguer avvantaggiato su un Parigini in grande spolvero per sostituire l’infortunato Ansaldi, la novità potrebbe arrivare in mezzo al campo, complici gli impegni con le nazionali. Se lo scorso anno, in mancanza di alternative, Rincon è stato chiamato spesso agli straordinari, domani potrebbe andare in panchina. In regia spazio al rientrante Baselli, con Meité e Soriano mezzale, e la variabile Lukic a complicare le scelte dell’allenatore. Davanti Iago Falque e Belotti, tandem d’attacco granata.

Anche l’Udinese vede il rientro dagli impegni con le nazionali dei suoi giocatori, con Larsen impegnato nell’unica partita giocata della Danimarca, Machis in gol con il Venezuela e Mandragora in campo con l’Under 21 di Di Biagio. L’obiettivo di Velazquez non cambia: trasformare il Dacia Arena, dopo la vittoria con la Sampdoria, nel fortino dei bei tempi dell’Udinese. E per il Torino di Walter Mazzarri ci sarà da sudare.

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