Gli intrecci di Benevento-Torino: ex più o meno avvelenati e aria di derby

Gli intrecci di Benevento-Torino: ex più o meno avvelenati e aria di derby

Verso il match / Corsi e ricorsi di una storia con pochi precedenti

4 commenti

Benevento-Torino, quasi un unicum nella storia: abbiamo già sottolineato su queste colonne come vi sia soltanto un match giocato tra le due squadre, e come i granata abbiano incrociato il Vigorito soltanto un’altra volta nella storia, in occasione di un match decisivo per risalire in A nel ’99. Ma la storia non conosce confini, ed ecco che il passato si ricollega a se stesso come meno ce lo si aspetta.

Kevin Bonifazi
Kevin Bonifazi

GIOVANI EX – Da una parte Bonifazi, dall’altra Parigini. Entrambi ex delle squadre che andranno ad affrontare domani, entrambi reduci da situazioni delicate. Il primo si lasciò in aperta polemica con la piazza campana dopo essere stato soltanto sei mesi a Benevento, con un botta e risposta sui social che non lasciò indifferente la calda tifoseria locale. Il secondo, al contrario, è molto legato ai suoi vecchi tifosi, tifosi che, in caso di salvezza degli Stregoni, dovrà salutare a titolo definitivo, visto che l’attuale tecnico Sinisa Mihajlovic ha dimostrato di non avere intenzione di puntare, ad oggi, su di lui.

ARIA DI DERBY – Il nome di Marco Baroni, alla stragrande maggioranza del pubblico italiano, potrebbe non aver detto nulla, nei giorni in cui il Benevento saliva alla ribalta. Ma ai tifosi granata più appassionati, questo nome non sarà certo venuto nuovo. Il tecnico, infatti, è stato per due anni allenatore della Primavera della Juventus (tra il 2011 e il 2013), un momento di altissimo livello di contesa tra i bianconeri e i granata. Il suo bilancio è di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta in campionato, cui si sommano due vittorie in semifinale di Coppa Italia. Domenica, però, i ruoli saranno rovesciati: Baroni non avrà più i favori del pronostico come accadeva ai tempi della Primavera, ma dovrà costruire una partita da underdog, nella speranza di far valere il proprio fattore campo e di strappare i primi punti in campionato. Chissà se ha già iniziato a fiutare l’aria di derby.

4 commenti

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  1. CUORE GRANATA 44 - 2 mesi fa

    Penso che riguardo a Parigini la questione sia in prevalenza di natura caratteriale. A dare credito a chi lo conosce dai tempi dei primi passi nelle giovanili viene descritto come “nato imparato” e quindi poco incline a ricevere osservazioni.Staremo a vedere. In ogni caso non ho letto a quale valutazione è stato fissato l’obbligo(seppur condizionato)di riscatto.Mi sembra tutto piuttosto strano.FVCG!!!!

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  2. Enrichetto - 2 mesi fa

    Nessun mistero ha fatto panchina in tutte le squadre di serie b a parte una dozzina di partite a perugia…purtroppo ne lui ne aramu nn penso diventeranno mai giocatori di serie a

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  3. alètoro - 2 mesi fa

    Parigini bocciato dal tecnico serbo al termine di due preparazioni estive e spedito nuovamente altrove è un autentico mistero sotto l’aspetto tecnico … L’assurdo paradosso è che gli si chiede, ribadisco, di contribuire in nome della professionalità alla permanenza in Serie A della matricola Benevento e in questo caso l’obbligo di riscatto della società campana causa l’addio definitivo dell’esterno nazionale Under 21 al sogno di indossare stabilmente nel futuro l’ amata maglia del TORO. In questa specifica situazione personalmente nutro seri dubbi sulla reale capacità di valutazione tecnica dell’allenatore serbo. Sono davvero perplesso …

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    1. prawn - 2 mesi fa

      Ma quanti allenatori e Squadre vogliono Parigini?

      Forse non è all’altezza?

      Non credo che Miha sia scarso a individuare giovani di talento, anzi.

      Guarda Edera.

      Parigini è scarso, amen

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