Gorobsov si presenta

Gorobsov si presenta

dal nostro inviato a Folgaria
Edoardo Blandino
 

La conferenza stampa si tiene presso l’hotel dove il Torino si trova in ritiro a Folgaria. Nell’incontro con i media ci sono il ds Foschi e Loria, Belingheri e Gorobsov. Oggi è il giorno di Gorobsov. Il dirigente granata presentando il regista spende parole importanti, che suonano quasi come un’investitura…

di Edoardo Blandino

dal nostro inviato a Folgaria
Edoardo Blandino
 

La conferenza stampa si tiene presso l’hotel dove il Torino si trova in ritiro a Folgaria. Nell’incontro con i media ci sono il ds Foschi e Loria, Belingheri e Gorobsov. Oggi è il giorno di Gorobsov. Il dirigente granata presentando il regista spende parole importanti, che suonano quasi come un’investitura per il futuro: « Gorobsov ha fatto bene e crediamo molto nel suo futuro. Lo abbiamo seguito già da tempo e non solo in campo. Andavamo a vederlo anche in allenamento e fuori dal campo. Il ragazzo ha grinta e carattere».

La parola passa poi a Gorobsov. Il neoacquisto, nonostante la giovane età, sembra già maturo e affronta le domande con una scioltezza sorprendente. «L’interesse del Toro? L’ho saputo due settimane fa. Ero in Argentina in vacanza, sapevo della trattativa, me niente altro. Sono partito per le mie vacanze, poi un giovedì di due settimane fa, mi chiama mio padre e mi ha detto che la trattativa era chiusa. Per me venire qua è motivo d’orgoglio. Per un giovane come me è importante essere in questa rosa. Già da questa stagione speriamo di tornare in A e rimanere anche l’anno prossimo. Sono contento e orgoglioso di questa scelta».

Ma come ci è arrivato in Italia questo ragazzo? «La mia storia è particolare: sono partito che avevo 14 anni da Buenos Aires. Siamo venuti qua insieme alla mia famiglia, senza sapere niente, neppure dove sarei finito a giocare. Nel 2004/05, all’arrivo, ho fatto un anno negli Allievi di una squadra di Eccellenza, poi mi ha chiamato il Vicenza. Da lì sono arrivato in Primavera e Prima squadra». Ma non è stato facile: «A volte neppure ci credo. Sono partito in un età difficile. Si comincia ad uscire con gli amici. Cambiare da un giorno all’altro non è facile. Ma devo ringraziare la mia famiglia per la scelta che hanno fatto di venire in Europa e sono contento del mio passato».

Il calcio italiano, però è molto diverso da quello a cui Gorobsov è stato abituato: «In Argentina mi sono divertito, qua in Italia ho imparato innanzitutto la disciplina e il comportamento. Ho cambiato il mio gioco. In Sudamerica giocavo più avanti, trequartista, qua invece sono arretrato e diventato un regista. Ho imparato la tattica che non c’è in Argentina. Qua c’è un calcio più statico. In cosa devo migliorare? Nella fase difensiva, me lo diceva il mio tecnico a Vicenza. Spero con Colantuono di riuscirci».

Torino è una Piazza tanto importante quanto esigente e il ragazzo di Buenos Aires lo sa bene: «Ci sarà concorrenza, ma è un bene. Per me è importante avere a fianco un giocatore di esperienza che mi faccia da guida. A volte essere da solo significa avere tante pressioni e per un giovane non è facile. Mi è capitato l’anno scorso a Vicenza che quando la squadra non andava bene le colpe le davano ai giovani. Credo che avere un collega esperto con più campionati alle spalle sia positivo».

Ma a che tipo di calciatore si ispira? «Mi piacciono tanti giocatori, anche se non posso dire di ispirarmi a qualcuno. Mi piace Pirlo, ma preferirei avere le caratteristiche di De Rossi, che è un giocatore più completo. Le caratteristiche che ha lui sono pochi in giro a possederle. Ma ci sono anche Gago e Cambiasso due argentini molto bravi». In giro si dice che abbia un fratellino ancora più bravo di lui: «Si chiama Valentin e gioca nel Vicenza. Adesso ha 12 anni e fisicamente non è ancora cresciuto e soffre molto i contrasti. Però ha tutto ciò che serve a un calciatore, compresa una gran tecnica. Quando crescerà può avere un futuro».

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy