Marco Ferrante: “Il Toro primo in classifica? Non mi stupisce”

Marco Ferrante: “Il Toro primo in classifica? Non mi stupisce”

Esclusiva TN / Il doppio ex di Verona – Torino: “Con Ventura in gialloblù fu un grande girone di ritorno, ma non riuscimmo a salvarci. Martinez? Ora o mai più”

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Marco Ferrante, con 127 reti, è uno dei più grandi bomber di sempre della storia granata. Con passione, orgoglio e grinta, ha speso tanto per la maglia del Toro, dal 1996 al 2004, con in mezzo una parentesi all’Inter in prestito nella seconda parte della stagione 2000/2001. Per lui anche un’esperienza all’Hellas Verona, nel 2006/2007 con Ventura in panchina. Con lui abbiamo parlato del sorprendente primo posto di Glik e compagni, del mercato e di tanto altro ancora.

Domenica all’ora di pranzo si giocherà Verona -Torino. Che cosa dobbiamo aspettarci da questa gara?

“Sicuramente giocando fra le mura amiche la partita dovrà farla il Verona, però per quanto visto in questo avvio di campionato non dovrebbe esserci storia. Diciamo che ogni partita ha una storia a sé, in quanto nasce in un modo e può finire in un altro. Tuttavia  sicuramente il Toro oggi è molto sicuro non solo sotto il profilo dei risultati ma anche del gioco. La squadra granata é molto quadrata in tutti i reparti, forse più dell’anno scorso ( anche se ha fatto un ottimo campionato), però dall’altra parte il Verona ha il vantaggio di giocare in casa, perciò sulla carta sarà una partita da tripla”.

 Quindi non la stupisce oggi la posizione del Torino in classifica?

Ma no, conoscendo Ventura, sapendo che ha tenuto l’ossatura della squadra e che gli innesti sono di valore e giovani, credo che la strada sia giusta in quanto un club per crescere deve sempre tenere i pezzi migliori all’interno del gruppo ( anche se il Torino ha dato via Darmian). Però, ripeto, ha messo tre innesti giovani nel mosaico (Baselli, Belotti e Zappacosta) cosicché la società ha fatto degli acquisti mirati soprattutto a centrocampo,che è il fulcro del gioco,  avendo poi già una difesa consolidata. Il mercato non è da dieci perché la perfezione nel calcio non esiste mai, però si avvicina molto”.

Tu sei rimasto nel cuore dei tifosi granata per tanto tempo: qual è stato il tuo segreto?

“Lo spirito di sacrificio, l’ umiltà e poi attaccarsi alla pelle una maglia importante indipendentemente da quello che ho fatto. Vivendo otto anni a Torino  ( tranne la parentesi all’Inter di sei mesi) e con la storia del grande Torino, con la sorte che ti volta quasi sempre le spalle, con un carattere come il mio sono subito riuscito a raggiungere gli obbiettivi sportivi. Ecco quindi perché sono rimasto moltissimo tempo, avendo la fortuna anche di fare cose importanti ed entrare nella storia di questo club: il Toro rimarrà per sempre nella mia vita”.

 Fra l’altro tu esultavi imitando il Toro!

“Beh, quel tipo di esultanza non è stata mirata ma voluta, di certo non è mai stata una mancanza di rispetto verso gli avversari o verso qualcuno, in quanto sono sempre stato rispettoso, però in occasione dei derby ci tenevo a gioire e far godere i miei tifosi”.

Parlando di attaccanti, come giudichi il giovane Martinez?

“Secondo me questo deve essere l’anno di consacrazione dopo un anno di ambientamento anche se sulla carta non parte da titolare, ma sempre pronto a subentrare. Ha senz’altro fatto vedere alcune cose positive, in quanto è molto rapido e veloce, cosa che in serie A può fare certamente la differenza. Ovviamente le chiacchiere stanno a zero, deve dimostrare  tutte le sue qualità se vuole rimanere in Italia”.

 Parlaci invece della tua esperienza di Verona?

“Io sono arrivato a Verona nel mercato di riparazione a gennaio con la squadra che lottava per non retrocedere, però posso dire che avevamo un grande tecnico (Ventura, subentrato a Ficcadenti, ndr) con il quale abbiamo fatto un grande girone di ritorno. Ci fu in quella stagione poi un episodio strano in quanto arrivammo allo spareggio “immeritato” perché lo Spezia vinse a Torino contro la Juventus  dei record (imbattuta da due anni in casa). Così poi i liguri ci sconfissero e noi retrocedemmo”. 

Un pronostico sul piazzamento del Torino?Arriverà fra le prime 6?

“Beh oggi come dire il contrario? Io penso che ci vogliano sempre umiltà ed unità d’intenti e pensare partita dopo partita ( anche se siamo solo all’inizio del campionato), ma se si ha  quello spirito di convinzione di arrivare ai vertici nulla è precluso in quanto hai le potenzialità per raggiunge tale obbiettivo”.

Giuseppe Antonelli

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  1. Leovigildo - 2 anni fa

    Marco Ferrante é uno di noi!
    Tra parentesi: c’é il suo nome tra quelli del TORO della terza maglia? sicuramewnte se lo merita.
    Ho cercato la 3a maglia sabato scorso, sold out dappertutto!
    questo vuol dire che piace.
    altro punto per la nostra società che davvero inizia a conoscere bene l’animo di noi tifosi.

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  2. maxmurd - 2 anni fa

    Posso solo dire “grandissimo Marco!” :)

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