Mihajlovic e De Silvestri: i due “tifosi” biancocelesti incontrano il loro passato

Mihajlovic e De Silvestri: i due “tifosi” biancocelesti incontrano il loro passato

Lazio-Torino / Sfida particolare per il tecnico granata e per il terzino: entrambi non hanno mai nascosto la propria fede…

di Redazione Toro News

Lazio-Torino di lunedì sera è una partita importantissima per un Toro che a bisogno di tornare alla vittoria, ma contro i biancocelesti non sarà affatto facile: al di là del tabù Olimpico (leggi qui), davanti i granata si troveranno una delle formazioni col miglior gioco della Serie A, e per molti – nel Toro – non sarà una partita come le altre. Stiamo parlando, in particolare, di Lorenzo De Silvestri e Sinisa Mihajlovic, due elementi che per diversi motivi sono legati a doppio filo con la società biancoceleste – e che per forza di cose non vorranno sfigurare lunedì.

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L’amore tra la Lazio e Mihajlovic scoppia subito: Sinisa arriva a Roma nel 1998, per un cifra quasi da record di 22 miliardi di lire. Le sue prestazioni di qualità e la grinta che il difensore mette in campo lo fanno diventare ben presto beniamino dei tifosi, ed è suo il primo gol della Lazio nella storia della Champions League – con una grande punizione (suo celebre marchio di fabbrica) nella gara contro il Bayer Leverkusen. Miha diventa uno dei punti fermi della Lazio più vincente nella storia biancoceleste, lasciando dopo 6 stagioni con due Coppa Italia, uno scudetto, una SuperCoppa Europea, due SuperCoppa italiana e una Coppa delle Coppe. Diventato allenatore, non ha mai goduto di grande fortuna nei suoi incroci contro la Lazio: appena due vittoria in 13 precedenti, la prima da tecnico del Catania, la seconda da tecnico del Milan – entrambe all’Olimpico. Anche ultimamente, interrogato sulla sua fede calcistica, Mihajlovic non si è nascosto dichiarando la sua lazialità.

Lazio che è rimasta nel cuore anche di De Silvestri, il quale – per essere precisi – è nato già con la fede biancoceleste. Di famiglia romana, De Silvestri muove i suoi primi passi (dopo una breve parentesi alla Romulea) nel settore giovanile della Lazio, per poi esordire in prima squadra a 17 anni a luglio 2005, nella sfida di Coppa Intertoto contro il Tampere United. Nella stagione successiva brucia le tappe, esordendo in Serie A e diventato presto un giocatore importante per la Lazio. Nel cuore dei tifosi capitolini, rimane la sua dedica con dito al cielo dopo il gol segnato al Napoli in Coppa Italia il 19 dicembre 2007: il gesto è per l’amico Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso nell’area di servizio di Badia al Pino qualche tempo prima.

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  1. Granatissimo1973 - 1 anno fa

    ecco ottima idea, vai Mihailovic, i laziali ti aspettano a gloria,
    vai ad allenare la Lazio, a Torino i tuoi danni li hai gia’ fatti
    ora tocca a chi ti ama (chi si somiglia si piglia)

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  2. user-5170806 - 1 anno fa

    Beh, non sarebbe male facessero le valige e tornassero a roma, lasciando il posto, nei rispettivi ruoli, a persone più competenti. In poche parole, che si levino dai co….ni e lascino spazio a chi ci merita!!! Sempre F.V.C.G.

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