Il centrale è tornato ormai da due mesi ad essere leader anche in campo: per Castan non sarà facile, viste le ottime prestazioni del classe '81

Alla quarta stagione con il Torino addosso, Moretti è qualcosa di più di un semplice giocatore "del Toro": il difensore classe '81, infatti, è simbolo iconico dei granata, ma - più concretamente - è il vero "ultimo" leader dello spogliatoio, dopo la partenza dell'altro "decano" Vives. E se nella prima parte di stagione, questo ruolo pareva marginalizzato "al contorno", ormai da due mesi Moretti si è preso la maglia da titolare davanti ad Hart, e - complice l'infortunio di Castan - se la sta tenendo stretta a suon di prove più che convincenti.

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L'esperto centrale è ormai tornato ad essere uno dei punti fissi di questa squadra, e per il rientrante difensore brasiliano - ieri in gruppo con i compagni durante l'allenamento - sarà dura soffiare il posto a - per rendimento - il difensore più affidabile nel roster di Mihajlovic. Sempre in campo in questo 2017 (dalla sfida contro il Sassuolo in poi), Moretti è entrato in maniera pressoché totale nei meccanismi e nei movimenti della difesa a 4 del tecnico serbo, superando le fisiologiche difficoltà del primo periodo di ambientamento. Ad oggi, il contributo di Moretti sia  in fase di copertura - tra anticipi e chiusure d'esperienza, e in fase d'impostazione pare quasi imprescindibile per questa squadra, che ha ritrovato un leader carismatico dentro al campo che meglio di chiunque altro rappresenta il passato recente granata.

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L'ultimo decano del Toro sta dimostrando di potersi ancora giocare alla grande le sue carte, nonostante le primavere e nonostante la concorrenza: Mihajlovic - in questi due mesi - ha avuto la capacità di rinserire al meglio Moretti, facendo di necessità virtù dopo l'infortunio di Castan. Ora il brasiliano è rientrato, e il sano duello per una maglia da titolare è aperto. Ma se Moretti fa "il Moretti", per il brasiliano occorrerà fare gli straordinari.

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