L'analisi tattica / I ragazzi di Rastelli subiscono molti gol, e si sono dimostrati incapaci di gestire attacchi prolungati dagli avversari
Il risultato dell'andata, tra Cagliari e Torino, deve dire più di qualcosa ai granata, su come si battono i sardi: il 5-1 rifilato a novembre da Benassi e compagni, infatti, è indicativo rispetto a quanto la difesa di Rastelli sia tutto meno che imbattibile, soprattutto se presa in velocità.
A dire il vero, la fase difensiva del Cagliari appare carente da tutti i punti di vista: sia in campo aperto che nelle situazioni di calcio piazzato, infatti, Bruno Alves e compagni faticano a tenere le marcature, a causa di limiti tecnici e tattici abbastanza evidenti. Il segreto - se si vuole chiamarlo così - per fare male agli isolani è quello di produrre più occasioni possibili, facendo andare in affanno una difesa dal tempo di reazione molto lento come quella rossoblù. La chiave, dunque, sarà anche e soprattutto "la quantità" di azioni offensive granata, abbinate comunque - naturalmente - alla qualità: fraseggio corto e poi lancio nello spazio la ricetta migliore per prendere controtempo i terzini, e il Toro possiede svariate soluzioni in attacco - tra ali e un centravanti tuttofare come Belotti - per dare continuità alla manovra, opprimendo la squadra di Rastelli nella propria metacampo.
Video - La rassegna stampa di TN del 05/04/2017
Contro una squadra come il Cagliari, dunque, sarà importante avere il pallino in mano del gioco, per segnare - certo - ma anche per rischiare il meno possibile dietro: se la fase difensiva rossoblù lascia molto a desiderare, il gioco offensivo produce discrete occasioni, con Borriello (leggi qui) che se messo in condizione, può fare malissimo. Obiettivo possesso palla, quindi, per i granata, che dovranno puntare a far giocare il meno possibile gli attaccanti di Rastelli, mettendo pressione e proponendosi in costanza in avanti. I 5 gol dell'andata, se ci si approccia al meglio alla partita, non sono utopia per i granata.
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