ToroPreview, cosa pensiamo di Torino-Milan

ToroPreview, cosa pensiamo di Torino-Milan

Istruzioni per l’uso / Ogni settimana cinque domande a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro

di Redazione Toro News

Cinque domande, tre pareri diversi a confronto. I nostri pareri, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview, il nuovo format di Toro News: ogni settimana, prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Queste settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Lorenzo Bonansea, Federico Bosio e Nicolò Muggianu.

Turno infrasettimanale, Torino che ospita il Milan. Inutile girarci intorno eccessivamente: i granata possono davvero puntare ancora all’Europa League, e – se è così – quello di questa sera è il crocevia fondamentale in quest’ottica? 

Federico Bosio – Sono un inguaribile ottimista per natura, almeno per quel che riguarda il Toro. Personalmente – nonostante le complicazioni vissute nel corso dell’annata – ho sempre creduto alla possibilità di un piazzamento in zona Europa League, e finchè la matematica non decreterà l’esclusione definitiva continuerò a crederci. La lista di motivazioni è lunga e ricca. All’atto pratico, è chiaro che il doppio confronto con Milan ed Atalanta, due veri e propri scontri diretti, viene a rappresentare in questo momento il passaggio determinante di questo campionato: è un doppio dentro o fuori, senza ombra di dubbio alcuno.

Lorenzo Bonansea – Dopo il pareggio contro il Chievo credo che il Toro possa solo più sperare in clamorosi passi falsi altrui. Certo, un buon risultato contro il Milan sarebbe in ogni caso ben accolto e terrebbe più che matematicamente in gioco i granata, ma una squadra che non vince nemmeno una volta contro Chievo, Verona e Spal in cinque scontri totali, merita davvero di accedere all’Europa League? In teoria si, perché la classifica la fa la somma dei numeri. In pratica, forse no. Più che che puntare all’Europa, il Toro spera in un riscatto ormai però secondo me tardivo. Parlando di “crocevia”, comunque, sicuramente se perdi col Milan non ci puoi neanche più sperare.

Nicolò Muggianu – Finché non sarà la matematica ad escluderlo è giusto che i giocatori ci credano. Quando giochi per te stesso, per la tua gente e con in più un obiettivo prefissato, sul campo riesci a dare qualcosa in più. Senza dubbio dispiace per le tante occasioni sprecate nel corso della stagione. Se fossero arrivati 5 o 6 punti in più contro squadre abbordabili (Hellas Verona, Chievo e Spal per citarne alcune) a questo punto si starebbe parlando di tutt’altro campionato. Ad oggi però sei obbligato a giocarti tutto nelle ultime 7 giornate, provando a vincere il maggior numero di partite possibile e fare i conti alla fine. La mia sensazione è che il cuore del campionato del Torino si giocherà tra oggi e domenica a Bergamo. Lunedì potremmo trarre le prime conclusioni.

Contro il Chievo, non la miglior prestazione di Belotti, condita da un errore pesante sotto porta. Quando tornerá il vero Gallo? Oppure è già tornato, ed è questo sistema di gioco a non favorirne la realizzazione?

Federico – Quella che sta vivendo a livello personale non è affatto una stagione semplice per lui, ma stiamo parlando di un giocatore al quale manca comunque una sola marcatura per raggiungere la doppia cifra in campionato. Il gol ce l’ha nel sangue, nonostante gli errori sotto porta in questa annata non siano stati pochi né ininfluenti. Chiaro è che non stiamo ancora ammirando il vero Gallo (dove per vero si intende al cento per cento delle sue potenzialità), ma dal punto di vista fisico ha ormai ritrovato una buona condizione. Per quanto riguarda il modulo, non credo assolutamente che questo schieramento tattico lo penalizzi: se così si poteva dire del 4-2-3-1, adesso non è lo stesso. Intanto, perchè ha già giocato e reso in un 3-5-2 di sorta in carriera (anche al Torino stesso), ed in secondo luogo è proprio con questo modulo che ha segnato la tripletta al Crotone, ed anche contro il Chievo ha mostrato di effettuare i giusti movimenti e di riuscire a crearsi le occasioni da gol. Crearsi.

Lorenzo Bonansea – 4-3-3, 4-2-3-1, 3-5-2, 3-4-1-2. Sono i moduli utilizzati quest’anno dal Toro, e Belotti non ha mai veramente brillato in nessuno di questi schieramenti nell’ultima stagione. Perché il problema, semplicemente, non è il sistema di gioco, ma la condizione prima psicologica e poi fisica del Gallo. Quando ci sono errori tecnici come gli stop mancati o i passaggi imprecisi, il modulo conta quel che conta. Se lo scorso anno vincevi ogni contrasto su palla lunga, e in questa stagione crolli a terra dopo un corpo a corpo – vuol dire che è il tuo stare in campo come singolo, più che come parte di un sistema, a non funzionare bene. Il vero Gallo non è tornato, ma ha tutto dentro per tornare.

Nicolò – I numeri non mentono mai. Se dopo aver fatto 26 gol lo scorso campionato, quest’anno ne fai solo 9 sicuramente c’è qualcosa che non va. È vero, gli infortuni (non gestiti nel migliore dei modi dal mio punto di vista) hanno pesato parecchio sulla disponibilità e soprattutto sulla tenuta fisica e atletica del ragazzo. È altrettanto vero però che da inizio campionato ho sempre avuto il sentore che gli manchi qualcosa a livello caratteriale rispetto allo scorso anno. Ho visto affievolirsi il fuoco nei suoi occhi, come se la voglia di spaccare tutto vista un campionato fa non fosse più così viscerale. Ma parlo per me. Per caratteristiche invece, a mio avviso il modulo che gli si addice di più è il 4-3-3, o il 3-4-3 (o 3-4-1-2 che dir si voglia). Il 4-2-3-1 che proponeva Mihajlovic porta troppi uomini nelle zone centrali nel campo e Belotti ha bisogno che si allarghino le linee e si creino spazi per attaccare con successo la profondità.

Dopo tanti alti e bassi, nell’ultimo periodo Baselli ha conquistato i riflettori ed anche al Bentegodi è stato uno dei migliori in campo: il centrocampista riuscirà a mantenersi su questi livelli? Può essere davvero, a tutti gli effetti, uno dei perni di questo Torino?

Lorenzo – Grandi piedi, senso della posizione, visione, inventiva, tiro da fuori. Baselli ha già (quasi) tutto quello che serve per essere, in potenza, uno dei migliori dieci centrocampisti del nostro campionato. Però? Però è un’altalena. E non da una partita all’altra, ma da un’azione ad un’altra azione. Effettua un gran recupero, e poi sbaglia il passaggio dopo; gioca 20′ ai mille all’ora, cala per altri 10′ in maniera importante. Baselli è fortissimo, a mio modo di vedere, ed è un giocatore dalle caratteristiche tecnico-tattiche molto rare “nel genere”, ma deve imparare a stare dentro alle partite per 90′. E ce la può fare solo credendo di più in se stesso e in chi gli sta attorno.

Federico – La tecnica del giocatore, a mio modo di vedere, non può essere messa in discussione. Restano da capire le motivazioni (probabilmente caratteriali, pur essendo stati i miglioramenti evidenti anche in questo senso) che stanno alla base della poca continuità e che ne hanno finora impedito il definitivo salto di qualità. Nell’ultimo mese, l’inversione di rotta ed una serie di prestazioni molto importanti. La speranza è ovviamente quella che sia solamente l’inizio, in un percorso di stabilizzazione. Può, deve essere un punto di riferimento per il Torino del presente e del futuro.

Nicolò – La sensazione è che Mazzarri riponga molta stima in lui. Sin da quando è arrivato a Torino l’ex tecnico del Watford ha sempre speso parole dolci nei suoi confronti, facendo capire che il progetto tecnico che ha in mente lo include eccome. La qualità non è in discussione, adesso dovrà crescere dal punto di vista fisico e caratteriale se vuole fare il salto di qualità e diventare un gran giocatore. A Verona ci sono stati buoni segnali, contro il Milan dovrà dimostrare di aver ritrovato continuità. Ora la domanda me la pongo io: Mazzarri riuscirà a completare con lui il percorso di crescita iniziato (e mai concluso) da Mihajlovic?

Con ogni probabilità, Mazzarri confermerà anche contro i rossoneri lo stesso undici riproposto nell’ultima uscita a Verona. Giusto continuare a dare fiducia ad un blocco che si è dimostrato affidabile, o sarebbe ‘più giusto’ effettuare qualche cambio visti i tanti impegni ravvicinati?

Federico – Davvero difficile rispondere. Indipendentemente da classifica o qualsiasi altro fattore, il Milan resta comunque una squadra dall’organico superiore e contro la quale sarebbe giusto schierare “i migliori” a prescindere, e l’ormai solito – e solido – undici ha dato risposte importanti. Il calo dovuto alla stanchezza di qualcuno è d’altra parte possibile, anzi plausibile, ma mi sento di dire che personalmente mi fido di Mazzarri: se manderà in campo determinati giocatori, sarà perchè avrà la certezza di una tenuta fisica da parte loro. Inoltre, è in partite come questa che si testa davvero lo zoccolo duro anche in vista della prossima stagione.

Lorenzo – Qualche cambio non sarebbe sicuramente male accolto dal punto di vista “fisico”, visto che la squadra ha un po’ il fiato corto dopo l’ultimo mese estremamente inteso. Però è anche vero che quando sei in striscia positiva, cambiare anche solo un interprete può essere un rischio per l’equilibrio della squadra. Sicuramente, se Mazzarri deciderà d’inserire qualcuno di “nuovo” – avrà sperimentato la soluzione più volte in settimana, e in questo senso i tanti allenamenti a porte chiude dell’ultimo periodo potrebbero essere un indizio.

Nicolò – La partita contro il Milan è troppo importante per sperimentare. Tra oggi e domenica il Torino si giocherà una fetta importante del campionato. Se dovessero arrivare due risultati positivi la stagione rischierebbe di rilanciarsi e dunque trovo assolutamente coerente la scelta di giocarsi il tutto per tutto con gli uomini che Mazzarri ritiene più affidabili. D’altronde il tecnico ha modo di lavorare con la squadra tutta la settimana, testando la tenuta fisica e atletica di tutti. Mi fido delle sue scelte.

A questo proposito, sabato pomeriggio il Torino ha visto scendere in campo ben tre canterani contemporaneamente: Barreca, Bonifazi ed Edera. Qualcuno meriterebbe la conferma contro il Milan, dal primo minuto? Chi può essere il più pronto?

Lorenzo – Dal 1′ nessuno. NKoulou dovrebbe lasciare il posto a Bonifazi, Iago ad Edera, Ansaldi/De Silvestri a Barreca. I rispettivi titolari sono più “forti” o in questo momento indispensabili rispetto ai giovani canterani. Mi sembra difficile che Mazzarri, in questo momento dove clamorosamente niente è ancora detto, rinunci a Nkoulou o Iago Falque nello schieramento di partenza. Certo, un turno di riposo per Ansaldi o De Silvestri ci starebbe anche, ma siamo sicuri che il Barreca di questa stagione sia in grado di reggere una gara da titolare contro il Milan? Non lo so.

Federico – L’anno scorso Barreca ha stupito tutti, e sono convinto che nonostante la stagione complicata resti una pedina di assoluto valore per il Torino del futuro. Al momento non sembra però dare le giuste certezze a Mazzarri, un tecnico che – la storia parla per lui – in qualsiasi partita esige undici certezze assolute sul terreno di gioco. Molto difficile che uno dei tre venga lanciato dall’inizio contro il Milan, ma se devo individuarne uno che potrebbe essere il più pronto ad entrare in campo da un momento all’altro dico Bonifazi. Un giocatore estremamente interessante, per quanto mostrato finora.

Nicolò – Confido molto in tutti e tre, ma credo che nessuno di loro scenderà in campo dall’inizio oggi. Fa sempre piacere vedere giocatori cresciuti nel settore giovanile riuscire ad arrivare ed affermarsi anche in prima squadra. Mi metto nei loro panni: è un sogno che si realizza. Detto questo credo che Bonifazi abbia ampiamente dimostrato di essere il più pronto in questo momento, per una serie di fattori. Innanzitutto la difesa a tre: marchio di fabbrica di Mazzarri nonché schieramento con il quale il centrale ha fatto vedere le migliori cose ai tempi della Spal. Per quanto riguarda Edera invece trovo abbia un grandissimo talento, ma purtroppo per lui là davanti la concorrenza è agguerritissima. Dovrà essere bravo a sfruttare le occasioni che gli capiteranno. Peccato per Barreca, sta trovando poco spazio; credo molto nelle sue potenzialità.

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