Lys Gomis ha trascorso diversi anni in granata, tra il percorso in Primavera in cui si è formato e le presenze in prima squadra come secondo o terzo portiere. Oggi, a 36 anni, ha raccontato senza filtri il periodo più buio della sua vita in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando apertamente di dipendenza da alcol e droga e del crollo emotivo seguito alla morte del padre. “Senza di lui è crollato tutto”, ha spiegato, raccontando come il dolore per la perdita di uno dei suoi principali punti di riferimento lo abbia spinto verso una spirale autodistruttiva fatta di eccessi e isolamento.

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Lys Gomis, che retroscena: “Una volta aprii un estintore addosso a Ogbonna”
Dall'episodio con Ogbonna al percorso di recupero
—Tra gli episodi raccontati nell’intervista c’è anche quanto accaduto durante un ritiro delle giovanili del Torino, quando aprì un estintore in albergo contro Angelo Ogbonna: “Scattò l’evacuazione, il ristorante sotto si riempì di fumo. Rischiai seriamente di essere mandato via, ma alla fine se la presero più con Ogbonna perché era il più grande”. Non è finita qui. Gomis ha raccontato anche: “A 17 anni litigai in discoteca con un ragazzo che aveva importunato la mia ragazza. Finimmo alle mani e mi ruppi il mignolo. Saltai tutta la prima parte del ritiro 2007-08 con il Torino di Novellino. Un mese dopo mi presentai ai vari Recoba, Barone, Ventola e Di Michele. Non il miglior biglietto da visita”. Oggi l’ex portiere parla di rinascita dopo il percorso al centro Narconon Falco e si dice impegnato nella prevenzione: “Voglio fare prevenzione e parlare ai giovani: alcol e droga non risolvono i problemi”. Un racconto di caduta e consapevolezza che trasforma la sua esperienza personale in un messaggio sociale. Nel suo percorso di recupero, Gomis ha voluto ringraziare anche alcune figure che gli sono state vicine negli anni, a partire da compagni di squadra e amici: “Ringrazio Mattia Perin, che negli anni è diventato un vero amico: l’ho conosciuto proprio al mio debutto in Serie A. Ha sostenuto concretamente il progetto di recupero e prevenzione, insieme a D’Ambrosio, Darmian, Paolo Zanetti, Padelli e tanti altri calciatori. Ringrazio anche Mattia Aramu, Francesco Cosenza e le persone che mi hanno seguito nel percorso di disintossicazione”.
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