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Lys Gomis, che retroscena: “Una volta aprii un estintore addosso a Ogbonna”

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L’ex portiere del Torino racconta le esperienze nelle giovanili e gli anni bui tra le dipendenze e il crollo dopo la morte del padre
Andrea Croveri

Lys Gomis ha trascorso diversi anni in granata, tra il percorso in Primavera in cui si è formato e le presenze in prima squadra come secondo o terzo portiere. Oggi, a 36 anni, ha raccontato senza filtri il periodo più buio della sua vita in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando apertamente di dipendenza da alcol e droga e del crollo emotivo seguito alla morte del padre. “Senza di lui è crollato tutto”, ha spiegato, raccontando come il dolore per la perdita di uno dei suoi principali punti di riferimento lo abbia spinto verso una spirale autodistruttiva fatta di eccessi e isolamento.

Dall'episodio con Ogbonna al percorso di recupero

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Tra gli episodi raccontati nell’intervista c’è anche quanto accaduto durante un ritiro delle giovanili del Torino, quando aprì un estintore in albergo contro Angelo Ogbonna: “Scattò l’evacuazione, il ristorante sotto si riempì di fumo. Rischiai seriamente di essere mandato via, ma alla fine se la presero più con Ogbonna perché era il più grande”. Non è finita qui. Gomis ha raccontato anche: “A 17 anni litigai in discoteca con un ragazzo che aveva importunato la mia ragazza. Finimmo alle mani e mi ruppi il mignolo. Saltai tutta la prima parte del ritiro 2007-08 con il Torino di Novellino. Un mese dopo mi presentai ai vari Recoba, Barone, Ventola e Di Michele. Non il miglior biglietto da visita”. Oggi l’ex portiere parla di rinascita dopo il percorso al centro Narconon Falco e si dice impegnato nella prevenzione: “Voglio fare prevenzione e parlare ai giovani: alcol e droga non risolvono i problemi”. Un racconto di caduta e consapevolezza che trasforma la sua esperienza personale in un messaggio sociale. Nel suo percorso di recupero, Gomis ha voluto ringraziare anche alcune figure che gli sono state vicine negli anni, a partire da compagni di squadra e amici: “Ringrazio Mattia Perin, che negli anni è diventato un vero amico: l’ho conosciuto proprio al mio debutto in Serie A. Ha sostenuto concretamente il progetto di recupero e prevenzione, insieme a D’Ambrosio, Darmian, Paolo Zanetti, Padelli e tanti altri calciatori. Ringrazio anche Mattia Aramu, Francesco Cosenza e le persone che mi hanno seguito nel percorso di disintossicazione”.