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GLASGOW, SCOTLAND - MARCH 01: Dane Murray of Celtic heads the ball while under pressure from Emmanuel Fernandez of Rangers during the William Hill Premiership match between Rangers and Celtic at Ibrox Stadium on March 01, 2026 in Glasgow, Scotland. (Photo by WM Sport Media/Getty Images)
Notoriamente Glasgow si divide in due fazioni tutt’altro che riconducibili alla sola idiosincrasia sportiva. In questa rivalità, infatti, c’è molto di più: uno sfondo politico e religioso che rende l’Old Firm uno dei derby cittadini più infuocati al mondo. Oggi le due sponde del fiume Clyde, che divide la città più popolosa della Scozia, si sono incontrate a Ibrox Park per i quarti di finale della Coppa di Scozia. I 90 minuti regolamentari, conclusi sullo 0-0, non restituiscono l’immagine di una partita particolarmente scintillante sul piano del gioco, tanto che la sfida si è decisa ai calci di rigore, con il Celtic — nelle vesti di squadra ospite — a conquistare la qualificazione.
Ben più acceso, invece, è stato il finale. I tifosi dei padroni di casa dei Rangers non hanno accettato l’esultanza a centrocampo dei giocatori rivali, insieme ai propri sostenitori, riversatisi sul terreno di gioco. La provocazione non è caduta nel vuoto e così anche alcuni tifosi di casa, a volto coperto, hanno scavalcato i cartelloni pubblicitari per cacciare quelli del Celtic dal loro campo. Ne è nata una vera e propria guerriglia, con le forze dell’ordine impegnate a riportare una calma ormai completamente smarrita. Nel frattempo, anche dagli spalti è piovuto di tutto, tra oggetti e fumogeni lanciati in campo. Tutto ciò in un contesto in cui, per la prima volta dal 2018, è stata concessa l’intera capienza del settore ospiti. "La SFA condanna il comportamento dei tifosi che sono entrati sul terreno di gioco dopo i quarti di finale della Coppa di Scozia, oggi, a Ibrox", ha dichiarato un portavoce della Federazione scozzese, assicurando che "verrà immediatamente aperta un’indagine, in conformità con il protocollo del panel giudiziario".
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