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Udinese, il patron Pozzo: “L’Udinese vale 300 milioni ma…”
Il patron dell'Udinese, Gianpaolo Pozzo, è intervenuto ai microfoni di Radio GR Parlamento, in occasione del programma "La politica nel pallone". Tra i tanti temi toccati, Pozzo si è soffermato su i suoi anni vissuti al timone dei friulani e il valore del club e della squadra: "Sono passati come un fulmine quegli anni. Quanto vale l'Udinese? Vorrei precisare prima di tutto che non vogliamo vendere, ma vogliamo internazionalizzare il club, un po' come ha fatto l'Atalanta, per migliorare i risultati sportivi. Il nostro è un budget regionale e l'obiettivo è una salvezza tranquilla. Questo è quello che le risorse ci permettono, poi può succedere che ti esplode un giocatore, ma per arrivare nelle coppe ce ne vogliono di più. Abbiamo sempre cercato di potenziare, se qualcuno vuole venire a Udine per un progetto ambizioso, noi siamo qua a qualsiasi condizione. Fare cifre è difficile, ma la trattativa di cui si parlava e che avevamo anche firmato prevedeva la cessione dell'Udinese a 300 milioni di euro. Non siamo qui però per vendere, vorremmo la partecipazione di qualche fondo, solo per migliorarci a livello sportivo. Altrimenti siamo qui, non abbiamo per fortuna bisogno di vivere con le risorse dell'Udinese, che rimane un hobby con impegni professionali di alto livello".
Inoltre, Pozzo si è soffermato anche sulla Nazionale italiana, sul Var e gli obiettivi dell'Udinese per questo finale di stagione: "Qual è l'obiettivo dell'Udinese in questa stagione? "La squadra potenzialmente può arrivare a 50 punti, ma c'è sempre la questione di giocatori che devono adeguarsi in tempo all'ambiente e alla mentalità. Qualcuno ci riesce, ma un calciatore ha bisogno di un minimo di tempo… Abbiamo giocatori validissimi, che devono maturare in questa realtà, se si verifica, potremmo fare 50 punti. Se andremo al Mondiale? Penso di sì, la squadra c'è, arriveremo sicuramente al Mondiale. La mia idea del VAR? Sono d'accordo. Nel 99% dei casi ha risolto dei problemi che sarebbero state ingiustizie. Lo perfezioneranno, ma è la strada giusta. Questa tecnologia ha aiutato a migliorare tanto le cose. Io la vedo bene, lo dico in modo obiettivo. Ricorderete che 30 anni fa ero contro gli arbitri, adesso va molto meglio. Watford? Il campionato è difficile, andiamo alla ricerca di talenti da scoprire e quindi, con pazienza, si va avanti. L'obiettivo è andare in Premier League, vedremo se ci riusciremo".
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