- Coppa Italia
- Mondo Granata
- Video
- Redazione TORO NEWS
TURIN, ITALY - JANUARY 31: Torino FC unveil new signing Luca Marianucci at Stadio Olimpico Grande Torino on January 31, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Diego Puletto - Torino FC 1906 via Getty Images)
Era solo il 21 dicembre quando Gianluca Petrachi per la prima volta parlava di Luca Marianucci. Un nome che già da inizio mese aveva iniziato a circolare, quindi ben prima della reale apertura del calciomercato. Un nome che, in effetti, al Torino piaceva eccome. Ma c'era un grosso ostacolo: la formula. "Lui è di sicuro un giocatore interessante, un giovane che sta facendo benissimo, ma c'è un presupposto per questo mercato: non voglio giocatori di passaggio. Mi piacerebbero giocatori che arrivano con l'idea di rimanere a lungo, perché solo così si instaura un senso di appartenenza",affermava il DS granata prima di Sassuolo-Torino, proprio in quel 21 dicembre. Un grande messaggio: no a "giocatori di passaggio", no a "crescere giovani di altri", sì a "creare un senso di appartenenza". Poi Marianucci è arrivato davvero...
Se si è iniziato ad accostare Marianucci al Torino, è perché il profilo è decisamente quello giusto. La dirigenza granata si è mossa dall'inizio del calciomercato con alcune necessità ma una priorità assoluta: un difensore centrale. Le linee guida stabilite da Petrachi, in accordo con il tecnico, erano chiare da subito: un profilo giovane, duttile, in grado di adattarsi a varie posizioni (tra centrale e braccetto), prestante fisicamente e con il quale iniziare ad ipotizzare un futuro. A livello di duttilità ci siamo: tra Empoli, Napoli e nazionali, Marianucci ha giocato in diverse posizioni, tra centrale, braccetto e all'occorrenza anche mediano. Anche a livello di fisico, con i suoi 186 cm di altezza e i suoi 76 kg di peso, si pone tra i giocatori che creano spessore in area di rigore. Quando a età e futuribilità, nulla si può dire a un classe 2004. Ecco perché il Torino ha da subito cercato lui per mettere una toppa, e anche qualcosa in più, in difesa.
La modalità con cui è arrivato, però, annulla se non tutto almeno buona parte di quanto abbiamo analizzato finora. Luca Marianucci si è trasferito da Napoli a Torino con la formula del prestito secco: il 30 giugno di quest'anno, il classe 2004 di Livorno farà ritorno al club partenopeo. Questo annulla le parole di Petrachi che abbiamo ripreso in apertura: "No a giocatori di passaggio". Certo, va detto che non è, in realtà, dipeso dai granata. Il Torino aveva chiuso per un altro profilo che ben rispettava le caratteristiche descritte sopra: il 2003 brasiliano João Pedro Tchoca. Alcuni problemi nelle visite mediche, però, hanno bloccato la trattativa e Cairo è dovuto tornare da De Laurentiis accontentandosi sulla formula. Il prestito secco, prima rifiutato, è diventato l'unica opzione per avere un difensore pronto da regalare a Baroni per la seconda parte di stagione. Questa formula, di certo, come non soddisfa i tifosi e non soddisfa neanche la dirigenza granata.
Adesso, però, bisogna sfruttare quanto si ha a disposizione. L'abbiamo detto, Marianucci non arriva certo con la modalità che il Torino avrebbe voluto. Ora però è in granata e bisogna sfruttarlo, almeno fino a giugno, quando tornerà a Napoli. Le prestazioni di Tameze hanno convinto molto poco, Coco spesso si è mostrato disattento e Ismajli ha diverse fragilità fisiche che lo tengono fuori a fasi alterne. Un difensore pronto e di qualità come Marianucci, per quanto la futuribilità sia annullata dalla formula, è fondamentale per il Toro in questa stagione: Baroni deve farne un protagonista finché ce l'ha. Poi magari in estate, se si sarà trovato bene sotto la Mole e se Conte non gli garantirà un certo minutaggio, potrà fare ritorno a Torino con una formula diversa. Mai dire mai.
© RIPRODUZIONE RISERVATA