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Lazaro, due facce della stessa medaglia: scadenza o rinnovo?

Davide Bonsignore Redattore 
La duttilità e la spendibilità del profilo nascondono prestazioni raramente di livello e un ingaggio elevato: ragionamenti in corso

Al momento Valentino Lazaro non è il giocatore più apprezzato nella rosa granata. La situazione dell'esterno austriaco è particolare, sia a livello economico, sia a livello di calciomercato, sia a livello tecnico-tattico. Da una parte si hanno alcuni pregi dell'ex Salisburgo che lo rendono un giocatore se non imprescindibile comunque importante per la stagione del Torino. Dall'altra, non soltanto il livello delle prestazioni ma anche alcuni aspetti economici e societari ne fanno un elemento segnato sul taccuino degli indiziati per lasciare la società granata da qui ai prossimi mesi. Approfondiamo la situazione e soprattutto proviamo a bilanciare queste due facce della stessa medaglia, quella di Valentino Lazaro.

Lazaro, duttilità e spendibilità: le doti che lo rendono importante

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Non sicuramente il giocatore più brillante in questa stagione - né, a dire il vero, in quelle precedenti - ma fin qui in Serie A Lazaro ha collezionato 16 titolarità su 19 presenze (su 20 giornate), per un totale di 1414 minuti e una media di 74 minuti a partita. I dati sono ottimi: come si spiega questo se non è uno dei migliori giocatori granata? Tutto sta nella sua grande duttilità: Lazaro è in grado di giocare sia sul versante destro sia su quello sinistro, proponendosi come jolly, da spendere all'occorrenza su una o sull'altra corsia. E Baroni, fin qui, si voglia per l'infortunio di Pedersen o - prevalentemente - per la poca affidabilità delle alternative a sinistra, ha spesso giocato questa carta.

Lazaro, prestazioni non soddisfacenti e ingaggio elevato: gli aspetti negativi

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L'abbiamo detto e lo ribadiamo: Lazaro non si può annoverare tra i migliori giocatori in questa stagione. La decisione definitiva da parte di Marco Baroni di indirizzare il proprio Torino verso il 3-5-2 ha donato importanza agli esterni: da quinti di centrocampo, questi diventano fondamentali, sia in fase difensiva sia nella manovra offensiva. Per le sue caratteristiche, questo ha esaltato Pedersen, che grazie alla grande velocità e al suo essere infaticabile si è proposto come l'alternativa più valida sulla destra. All'opposto, invece, Lazaro - scelto da Baroni come titolare a sinistra, prima dell'infortunio del norvegese - è apparso spesso sottotono: le caratteristiche dell'austriaco sono differenti, è un giocatore più statico e di impostazione che di corsa e sacrificio. Così l'austriaco non solo non ha brillato, ma anzi è diventato una delle "situazioni da cambiare" nell'organico granata. A questo si aggiunge un'elevata spesa annua: Lazaro con 2,78 milioni lordi a stagione di ingaggio è uno dei granata che comportano una spesa maggiore relativamente a quella voce. Un aspetto da non sottovalutare.

Dentro o fuori: la scadenza a giugno e i ragionamenti sul futuro

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Ragionamenti in corso, dunque, sul futuro di Valentino Lazaro. Ai lati positivi e quelli negativi che abbiamo illustrato sopra si aggiunge la particolare condizione contrattuale dell'austriaco: il 30 giugno 2026, Lazaro sarà libero da oneri e onori legati al Torino. Scadenza tra 5 mesi e di rinnovo ancora non se n'è sentito parlare. Sul calciomercato il DS granata Petrachi ha già sondato un profilo per la corsia di destra: si tratta di Lucas Agazzi, esterno uruguayano classe 2005. Un profilo di grande prospettiva e futuribilità: una soluzione che permetterebbe ai granata di guardare molto in avanti. Unendo tutti questi aspetti si arriva alla conclusione che di ragionamenti sul futuro del numero 20 granata se ne stanno facendo eccome, ma la soluzione per lui sembra difficilmente sotto la Mole.