Il presidente della Lazio Claudio Lotito, a margine della cerimonia per i festeggiamenti dei 126 anni del club biancoceleste, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che hanno spaziato dal mercato — con i retroscena sull’affaire Raspadori, ormai prossimo a vestire la maglia della Roma — all’arrivo del nuovo acquisto Ratkov, che aveva spiazzato il tecnico Maurizio Sarri, il quale ha ammesso di non conoscere l’attaccante ex Salisburgo. Immancabili anche le uscite sulla stabilità della sua presidenza — “La società non è in vendita e io non vado via” — e sulle casse societarie — “Questa estate è stato creato un danno di oltre 100 milioni”.

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Lotito, che attacco agli arbitri: “Il sistema non è più credibile”
Il tema si è poi spostato sulla classe arbitrale. L’operato dei direttori di gara è stato molto contestato dai biancocelesti (e non solo) nel corso di questa stagione: “Io registro i danni che abbiamo subito. Non è solo un problema della Lazio, che è forse la più penalizzata, ma il sistema così come concepito non tiene più — ha detto —. Questo è un sistema basato sulla credibilità e non è più credibile. La Lazio ha perso almeno 8 o 9 punti reali, la mia battaglia non è solo per la Lazio ma per il sistema. L’unica cosa che ho a cuore è che il sistema funzioni in maniera trasparente, corretta e uguale per tutti”.
Lotito ha poi aggiunto: “Ho fatto un comunicato ufficiale, quando tutti criticavano gli arbitri, per smorzare i toni, dicendo che bisognava accompagnare il percorso di crescita. All’interno della classe arbitrale ci sono conflitti, deferimenti e situazioni varie. Non ho voluto delegittimare nessuno, ma abbiamo continuato a registrare episodi che dimostrano valutazioni non conformi. Questo ha generato in me, come uomo delle istituzioni, la necessità di attenzionare il problema con una lettera alla Lega, nella quale si chiede di creare le condizioni per definire queste situazioni una volta per tutte”.
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