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BOLOGNA, ITALY - OCTOBER 29: Cesare Casadei of Torino FC heads the ball during the Serie A match between Bologna FC 1909 and Torino FC at Renato Dall'Ara Stadium on October 29, 2025 in Bologna, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Torino-Bologna pesa più di quanto suggerisca la classifica. All’andata finì senza reti e senza grandi emozioni, domenica non sarà uno scontro diretto per l’Europa né una vera sfida salvezza - anche se il Torino continua a guardarsi le spalle - ma, piuttosto, un confronto tra due squadre che galleggiano a metà senza stabilità. Bologna decimo, Torino tredicesimo: due squadre separate da tre punti e unite da molte più domande. Entrambe arrivano da settimane complicate, con certezze smarrite e il bisogno di risposte per capire, almeno, qual è la direzione da prendere.
Il Bologna si presenta a Torino con il peso di un periodo negativo che sembra trascinarsi per inerzia. L’ultima vittoria in campionato risale al 15 gennaio, il 3-2 sul campo del Verona: da allora, quattro sconfitte di fila, contro Fiorentina, Genoa, Milan e Parma, con appena tre gol segnati e nove subiti. L'ultima al Tardini riassume il momento di crisi. Prima l’espulsione dell’ex granata Tommaso Pobega, che spezza la gara e costringe il Bologna a un dispendio energetico notevole - dall’80’ anche il Parma è rimasto in dieci - poi il palo di Orsolini all’88’ e infine la beffa al 95’, con il tiro da fuori di Ordonez che ha decretato il Parma vincitore. Nel mezzo, il percorso nelle coppe: prima del tracollo con il Milan il Bologna ha battuto 3-0 il Maccabi Tel Aviv in Europa League e stasera c'è il quarto di finale di Coppa Italia contro la Lazio che darà segnali importanti. Tante partite, tante energie consumate.
Il Torino arriva alla gara su un cammino emotivamente instabile. La sconfitta per 6-0 a Como è stata uno spartiacque traumatico, arrivato tra l'altro dopo la pesante sconfitta in campionato contro la Roma che poco prima i granata avevano battuto in Coppa Italia. Da Como, il clima già teso si è spezzato: la protesta della Curva Maratona ha certificato il malcontento, nonostante la vittoria sul Lecce abbia riacceso una fiammella, evidenziando l’impatto dei nuovi innesti. Successivamente, l’eliminazione dalla Coppa Italia contro un’Inter ampiamente rimaneggiata dal turnover ha ancora ridimensionato le aspettative. Già: quali sono, oggi, le aspettative? L’ultimo 2-2 con la Fiorentina ha mostrato luci e ombre: errori di troppo, difesa fragile, orgoglio ferito. Ma il Toro è sì andato a terra, eppure al 95’ si è rialzato, trovando con Maripan un gol che, forse, vale più del punto conquistato.
Per il Torino questa gara è una prova di carattere prima ancora che di classifica. È l’occasione per provare a dare una direzione a un momento fatto di tensioni e discontinuità. La squadra di Baroni alterna smarrimenti a improvvise reazioni d’orgoglio: ora deve scendere dall’altalena e dare continuità alle risposte intraviste nell’ultima parte della gara di Coppa con l’Inter e nel finale contro la Fiorentina. Battere il Bologna significherebbe offrire un segnale concreto a un ambiente che pretende risposte e certificare che il Toro, pur fragile, ha margini per fare di più.
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