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Torino, domenica arriva la Lazio: l’attacco in crisi vuole sbloccarsi

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Stagione deludente per i biancocelesti di Sarri, oggi al decimo posto
Andrea Croveri

La stagione dei biancocelesti si può oggi considerare tutt’altro che positiva. Fin dall’inizio qualcosa non ha funzionato: il ritorno di Maurizio Sarri aveva riacceso entusiasmo, ma il mercato estivo bloccato ha pesato sull’organizzazione della squadra e le cessioni di gennaio hanno ulteriormente indebolito un equilibrio già fragile. Negli ultimi anni la Lazio era rimasta una squadra competitiva, spesso in corsa per l’Europa - basti pensare al secondo posto conquistato nel 2023 proprio sotto la gestione di Sarri - ma da allora è iniziata una lenta discesa. Oggi, i biancocelesti galleggiano a metà classifica, in un decimo posto poco rassicurante: il sesto posto dista undici punti e la zona europea appare lontana. I risultati recenti raccontano una squadra discontinua: lo 0-0 a Cagliari, la sconfitta contro l’Atalanta, ma prima ancora il passaggio ai rigori in Coppa Italia col Bologna, preceduto dal 2-2 contro la Juventus allo Stadium e dalla vittoria per 3-2 in casa contro il Genoa.

L'attacco vuole sbloccarsi

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Il sistema di gioco si basa su un 4-3-3 mobile, con Maldini adattato da centravanti e supportato sugli esterni da Pedro, Cancellieri, Noslin e Isaksen. Nonostante due acquisti offensivi invernali, dopo la partenza di Castellanos la Lazio ha perso il suo principale riferimento senza trovare un vero sostituto. I gol sono arrivati soprattutto dal centrocampo, mentre l’attacco continua a faticare in continuità e peso realizzativo. Daniel Maldini, spesso impiegato da falso nove, ha mostrato qualità tecnica e capacità di legare il gioco, ma in area emergono i limiti di un giocatore non naturale nel ruolo: dopo cinque presenze è ancora a zero gol. Non ha inciso nemmeno Ratkov, che ha avuto occasioni importanti senza concretizzarle. Un inserimento complicato, come sottolineato da Maurizio Sarri, che aveva persino commentato il suo arrivo con un diretto "Non lo conosco". Le difficoltà offensive accompagnano la Lazio dall’inizio della stagione, e nel 2026 i numeri confermano il calo: nessun attaccante ha garantito continuità. Castellanos aveva segnato due reti prima della cessione, Dia è fermo a una e Noslin a tre. La prossima sfida rappresenta quindi un’occasione per invertire la tendenza contro la fragile difesa granata, chiamata a resistere con il coltello tra i denti per evitare che i biancocelesti ritrovino fiducia sotto porta.