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Verso Como-Torino: sperare è lecito, proteggersi è cortesia

Davide Bonsignore Redattore 
La sfida tra granata e lariani porta ricordi non proprio piacevoli: sistemare il futuro per sopportare il passato

L'ultima volta che il Torino ha affrontato il Como, i tifosi granata non sono usciti con il sorriso dall'Olimpico Grande Torino. E ad essere sinceri, se è possibile, le condizioni di partenza sono anche peggiori. Siamo a metà campionato, si iniziano a formare i vari gruppi che si smistano per obiettivi. La maglia rosa è l'Inter, rincorso da Milan, Napoli e Roma. Dietro c'è chi cerca di ingaggiare il gruppo davanti per un posto in Champions: Juventus e Como - tra poco analizzeremo meglio la situazione dei lariani -. Poi ancora chi vuole conquistare gli ultimi posti tra Conference ed Europa League: a questo gruppo appartengono Atalanta, Bologna e Lazio. Qui il Torino cerca di entrare, ma al momento si trova tra quelli che rischiano di finire, ancora una volta, nel limbo di metà classifica: ecco Udinese, Parma, Cagliari e Torino, con le neopromosse Sassuolo e Cremonese. Dietro chi rincorre per salvarsi: è il caso del Genoa, della Fiorentina e del Lecce e più indietro ancora del Pisa e del Verona. Per questo la ventiduesima giornata diventa molto importante: dalle partite come Como-Torino si discriminerà tra le squadre che potranno lottare per qualcosa, quelle che dovranno lottare per qualcosa e quelle che, invece, termineranno la stagione senza patemi né grandi emozioni.

Como-Torino, lariani ancora più pericolosi: tra le squadre più in forma

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Gli azzurri di Cesc Fabregas sono tra le formazioni più in forma della Serie A. Questa è una certezza. Nelle ultime sei gare il Como ha pareggiato contro il Bologna, per il resto ha ottenuto quattro vittorie contro Lecce, Udinese, Pisa e Lazio e perso contro il Milan che... recuperate l'intervista postpartita di Fabregas, se non capite che intendo. Insomma, i lariani sono veramente in forma. Nelle ultime sei gare la differenza reti è strepitosa: 12 gol segnati (2 a partita) e solo 2 subiti. All'andata, Nico Paz e compagni hanno espugnato l'Olimpico Grande Torino con il risultato di 1-5, nell'undicesimo risultato positivo in una streak che si è poi fermata a dodici. Insomma, ad oggi il Como è una squadra lanciata per cercare di aggrapparsi alla corsa Champions (2 punti dalla Juventus e quinta e 5 dalla Roma quarta) e che deve sfruttare le partite di metà stagione - e sulla carta abbordabili - come questa per riuscire a raggiungerla.

Torino, la speranza è l'ultima a morire: serve una prestazione di grande livello

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In questa partita, in particolare, il Toro non può sbagliare. Non perché da questa essa dipenda la sua stagione, ma perché sarà uno di quegli appuntamenti in cui qualsiasi errore sarà colto dagli avversari che puniranno i granata. Nico Paz, Douvikas, Baturina e gli altri lariani sono in una forma eccezionale: qualsiasi passaggio o marcatura sbagliata di Tameze o di Coco o di Lazaro - per citare alcuni che nelle ultime gare non hanno fornito prestazioni brillanti - saranno sfruttati dagli azzurri. I granata si trovano in un periodo particolare: nel 2026 sono arrivate le ottime vittorie contro Verona e Roma (in Coppa Italia), in cui i ragazzi di Baroni hanno anche espresso un buon calcio. Poi, però, a queste vittorie si affiancano gli scivoloni contro Udinese e Atalanta e un disastroso primo tempo in campionato contro i giallorossi in campionato. Il Toro è imprevedibile. Ma in Como-Torino ad essere estremamente prevedibili sono i lariani: se il Toro sbaglia, il Como colpisce. Baroni dovrà preparare un'altra partita come quella in Coppa Italia: perfetta, o quasi.