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Granata dall'Europa

Niente da salvare

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Torna "Granata dall'Europa", la rubrica su Toro News di Michele Cercone: "Il baratro della B si fa sempre più reale"
Michele Cercone Columnist 

Dalla società, all’allenatore, ai giocatori, non c’è più niente da salvare in questa stagione che sta portando al pettine anni di pessima gestione e promesse disattese. A furia di scherzare con il fuoco prima o poi ci si brucia: il Torino FC e il suo presidente hanno scherzato fin troppo negli ultimi anni e ora pagano le conseguenze di una gestione scellerata che ha svuotato la squadra di qualità e la società di tutti i significati e i valori granata. Alla base di tutti i problemi c’è un presidente che di calcio capisce davvero poco, e che continua a circondarsi di una struttura societaria inadeguata e scheletrica.

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Fino all’arrivo di Vagnati le tante magagne erano state coperte da plusvalenze che hanno permesso di ripianare gli scarni bilanci e di vivacchiare alla meglio. La scelta dell’ex DS ha avviato invece un circolo vizioso in cui i profitti dell’ultima argenteria sono stati buttati in operazioni di mercato senza senso, aprendo nei libri contabili voragini difficili da colmare. Se a questo si aggiunge la scelta di un allenatore che non ha nessuno spirito Toro, mantenuto immeritatamente da mesi alla guida di un gruppo di mediocri pedatori senza carattere e senza amor proprio, si arriva all’attuale punto di non ritorno in cui il baratro della B si fa sempre più reale.

Inascoltati e trattati come un male necessario, i tifosi sono l’ultimo baluardo rimasto a difendere la storia e i valori del Toro. La scelta di non entrare allo stadio si fa sempre più giusta e condivisibile. Questa società, questo allenatore e questa squadra non meritano il sostegno di chi ama i colori granata, e il silenzio è ormai la sola difesa contro lo scempio della nostra storia e dei nostri valori. Qui non si tratta più di posizione in classifica o di serie B, ma del rischio di vedere sparire la nostra stessa identità. Lo stadio deserto è il nostro grido di dolore in questo deserto la cui traversata si fa sempre più lunga e penosa.

Il Toro, il giornalismo e l'Europa da sempre nel cuore. Degli ultimi due ho fatto la mia professione principale; il primo rimane la mia grande passione. Inviato, corrispondente, poi portavoce e manager della comunicazione per Commissione e Parlamento Ue, mi occupo soprattutto di politica e affari europei. Da sempre appassionato di sport, mi sono concesso anche qualche interessante esperienza professionale nel mondo del calcio da responsabile della comunicazione di Casa Azzurri. Osservo con curiosità il mondo da Bruxelles, con il Toro nel cuore. Mi esprimo a titolo esclusivamente personale e totalmente gratuito.

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