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Incubo granata: il Toro sprofonda nel vuoto di un Grande Torino spettrale

Incubo granata: il Toro sprofonda nel vuoto di un Grande Torino spettrale - immagine 1
Torna "La scossa granata", la rubrica su Toro News di Michelangelo Suigo: "Il Toro non corre, non lotta e, cosa più grave, sembra non avere identità"
Michelangelo Suigo Columnist 

Il triplice fischio di Torino-Bologna 1-2 non è stato solo il segnale della fine di una partita, ma l'urlo strozzato di una piazza che non ne può più. Quello che doveva essere il catino della rinascita si è trasformato in un incubo granata ad occhi aperti, incorniciato da uno scenario desolante: uno Stadio Grande Torino vuoto, ferito nel profondo e unito da un unico coro di contestazione.

​L'ostinazione di Baroni: scelte che condannano

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​Ancora una volta, il dito è puntato sulla gestione tecnica. La formazione iniziale di Marco Baroni è apparsa, ai più, un autentico suicidio tattico. È inspiegabile come i due elementi più in forma e qualitativi della mediana, Ilkhan e Casadei, siano stati relegati in panchina per quasi un'ora di gioco. Vederli entrare solo al 55', quando il danno era già fatto e il Toro rincorreva sotto di un gol, sa di beffa oltre che di errore di valutazione. Mentre il talento restava a guardare, in campo si assisteva allo spartito monotono di Aboukhlal. L'esterno ha goduto di praterie sulla fascia, trovandosi costantemente libero di puntare l'area, ma il risultato è stato sistematicamente nullo: nemmeno un cross degno di nota, una cronica incapacità di servire i compagni che ha vanificato ogni potenziale transizione offensiva.

​Un attacco spuntato e una difesa colabrodo

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​La gestione dei cambi ha poi completato il quadro del disastro totale. Nel momento di massima spinta, Baroni ha deciso di richiamare in panchina Ché Adams — apparso comunque vivace — lasciando in campo un Simeone visibilmente appannato e mai pericoloso. I numeri, d'altronde, fotografano una realtà impietosa: ​2 tiri in porta totali, entrambi arrivati nell'unica fiammata degna di nota, quella che ha portato al sesto centro stagionale di Vlasic. Ben 44 gol subiti, la difesa più bucata del campionato, una media da retrocessione che certifica la fragilità di un reparto arretrato ormai privo di bussola.

​Lo spettro

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​La classifica oggi non permette più voli pindarici, ma impone di guardarsi le spalle con terrore. Con questa sconfitta, il margine sulla terz'ultima posizione si è assottigliato a un pericolosissimo +6. Un vantaggio che, con questo trend psicologico e tecnico, rischia di evaporare nel giro di poche domeniche. ​L'atmosfera attorno alla squadra è plumbea. La contestazione a Cairo non è più solo un rumore di fondo, ma il sentimento dominante di una tifoseria che si sente tradita. Il Toro non corre, non lotta e, cosa più grave, sembra non avere identità. Se non si inverte la rotta immediatamente, il "disastro totale" non sarà più solo il titolo di una domenica storta, ma l'epitaffio di una stagione fallimentare.

Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un autore che per chi è avvezzo al mondo della comunicazione, specialmente se legata all’imprenditoria, non ha bisogno di presentazioni. Chi volesse approfondire il suo sterminato curriculum può farlo sul sito di Inwit, azienda di cui ricopre attualmente il ruolo di EVP External Relations, Communication & Sustainability Director. Ma soprattutto, per quel che attiene a questa rubrica, Michelangelo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.

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