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Lasciarci le penne

Toro Seduto aveva capito tutto

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Torna "Lasciarci le penne", la rubrica su Toro News di Marco Bernardi: "Nemmeno quarantotto ore erano trascorse dai fantastici dieci minuti contro il Verona che già si tentava di attaccargli il cartellino con il prezzo"
Marco P.L. Bernardi
Marco P.L. Bernardi Columnist 

"Quando l’ultimo albero sarà abbattuto, l’ultimo pesce pescato, l'ultimo bisonte ucciso e l’ultimo fiume inquinato, vi renderete conto che non si può mangiare il denaro". Si dice che questa celebre frase sia stata pronunciata da Toro Seduto, il leggendario capo dei Sioux. Ci vedeva lungo: c'è da chiedersi che cosa penserebbe del mondo di oggi, in cui la mercificazione sta raggiungendo livelli impensabili fino a pochi anni fa. Il denaro continua a non essere commestibile, ma la bramosia di averne in quantità talmente esagerate da renderlo inesauribile per generazioni sembra non avere confini.

Dare il prezzo a ogni cosa è diventata una necessità e giustifica perfino la guerra, l'avvilimento di interi popoli, l'asservimento del diritto internazionale ad opera di autoeletti poliziotti del Mondo, diventando un'abitudine per i più, per la famosa Maggioranza cantata da Fabrizio De André di cui abbiamo già parlato in questa rubrica. Toro Seduto, in quelle parole che da alcuni gli sono state attribuite (secondo altri si tratterebbe di una frase proverbiale), ha svelato verità lampanti, talmente evidenti da essere state dimenticate e sostituite dalle fandonie di chi s'ingozza con il dio denaro. Io, che parteggio da sempre per gli indiani quando mi capita di vedere un film western e che considero Fiume Sand Creek una delle più belle canzoni di sempre, non posso non essere d'accordo con il saggio capo.

Ho pensato alle sue parole qualche giorno fa nel leggere che è già stato fissato un prezzo per Alieu Njie, talento granata comparso nel firmamento del pallone: nemmeno quarantotto ore erano trascorse dai fantastici dieci minuti contro il Verona, nei quali il ragazzo si è svelato al mondo del calcio, che già si tentava di attaccargli il cartellino con il prezzo, tariffa giustificata dalle doti tecniche con un piccolo sovrapprezzo per l'optional dell'esultanza spettacolare (che è un po' come i cerchi in lega: servono a poco, ma fanno molto figo). Neanche il tempo di realizzare che potremmo averne trovato uno buono in arrivo dalle nostre giovanili (aveva già segnato un goal al Como nel 2024 a dire il vero, ma quella di domenica è sembrata una nuova prima volta), che si comincia subito a inserirlo nel Monopoli tritatutto che inghiotte il Calcio e lo risputa polverizzato e omologato.

Parafrasando il capo indiano, potremmo dire che Quando l'ultima emozione sarà stata svenduta, l'ultima illusione mercificata, l'ultima bandiera ammainata, ci renderemo conto che il denaro non potrà ricomprarle. Toro Seduto, da vecchio, girò l'Europa con il circo Barnum, un modo escogitato dal governo USA per far fuori un avversario scomodo. La leggenda vuole che si rivolgesse al pubblico nella sua lingua con discorsi pieni di spirito ribelle di cui nessuno capiva un tubo. Alla fine tutti applaudivano e gli chiedevano autografi come a un qualunque guitto. Dopo il ritorno in America lo ammazzarono: troppo grave colpa essere un uomo libero. Specifico che gli undici del Toro "seduto" visto in campo mercoledì sera all'Olimpico Grande Torino non hanno niente a che spartire con questo articolo.

Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore.

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