Salto di qualità: espressione sconosciuta in casa Torino. L'ennesima conferma, quella definitiva ormai al termine del girone d'andata, a gennaio, è arrivata contro l'Udinese allo stadio "Olimpico-Grande Torino". I granata erano chiamati a dare continuità alla partita vinta con merito del "Bentegodi" di Verona e invece nulla, si sono sciolti nonostante le temperature gelide degli ultimi giorni in Piemonte come la neve al sole. Il risultato? Un'altra brutta prestazione davanti al proprio pubblico. La domanda sorge spontanea. E se non fosse Marco Baroni l'allenatore giusto per il salto di qualità di questo Toro? Una premessa è doverosa. Il pacchetto difensivo granata al momento è scadente per quantità e per qualità, il che è ancor più accentuato dalla scelta fatta a inizio settembre di passare a tre. Un'altra premessa è altrettanto importante. Queste gare tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio appaiono dei grandi test per Baroni, per il neo direttore sportivo Gianluca Petrachi e per la presidenza Urbano Cairo per effettuare valutazioni sul mercato ormai iniziato. Sembrano scelte alle volte un po' forzate, in linea con il periodo (Ilkhan rivitalizzato, così come Aboukhlal per non parlare di Njie).

editoriale
E se non fosse Marco Baroni l’allenatore giusto per il salto di qualità?
L'analisi del semestre di Baroni: una gestione che non ha mai convinto
—Il Torino appare dunque come un grande cantiere in cui sono destinate a succedere cose, sia in entrata sia in uscita. In tutto questo contesto si inserisce Baroni, il quale, lo si può affermare senza problemi, da luglio a oggi non ha mai veramente convinto. I mirabolanti cambiamenti dei primi mesi sono ormai in archivio ma non si possono dimenticare i quattro moduli in un mese di partite. Così come non si può dimenticare l'idea di calcio che avrebbe voluto esprimere Baroni in estate e che è stata accantonata nella nefasta notte di San Siro contro l'Inter (a nostro giudizio è stata più rivelatoria di quanto ci si potesse attendere). Inoltre, non si può prescindere nell'analisi sul primo semestre granata di Baroni sulla gestione delle partite. Soltanto in sporadici casi la gestione nei novanta minuti è sembrata reggere (Verona e Sassuolo su tutte), per il resto tante mosse di difficile comprensione e poco in linea con l'andamento del match. Insomma, la gara con l'Udinese ha detto una volta di più che il salto di qualità per il Torino 2025/2026 sarà impossibile. E su questo dato bisogna effettuare riflessioni approfondite su Baroni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.toronews.net/assets/uploads/202304/7d98fd554c540056f3d614f9aeedd3af.jpg)
