Emiliano Mondonico e la sedia sollevata per protesta
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Emiliano Mondonico è un personaggio esemplare della storia granata. Lo si ricorda sia nelle vesti di giocatore sia per i contributi rilevanti che ha dato come allenatore, prima al Torino, poi all'Atalanta.
Appena Mondonico approda al Torino, più di un dirigente è convinto di avere tra le mani il nuovo Meroni. C'è chi guarda alle stelle e ritiene che sia un segno del destino, come un premio di riparazione per la prematura scomparsa del campione. Mondonico, in effetti, è molto simile a Meroni: fisicamente non imponente, riesce comunque ad avere un ottimo controllo del pallone, ama il dribbling e scende in campo con i calzettoni calati.
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L'inizio in squadra è promettente. Schierato all'attacco, nelle prime sei gare ufficiali, di cui tre di Coppa Italia, due di Coppa delle Coppe e la prima in campionato, segna e contribuisce alla vittoria dei compagni. Il suo primo mese granata è a dir poco sensazionale, e il futuro si prospetta promettente. Ma quel guizzo di entusiasmo finisce presto. A un mese dall'arrivo, Mondonico viene di volta in volta scartato e messo in panchina.
C'è un episodio, in particolare, per cui Mondonico viene ricordato, un gesto che è entrato a suo modo nella storia della nostra squadra e del calcio in genere. Siamo al 13 maggio 1992. Il Toro affronta l'Ajax allo Stadio Olimpico di Amsterdam. In gioco è la Coppa Uefa. Nel girone d'andata, il punteggio era stato di 2-2. Adesso il Torino, se vuole aggiudicarsi la Coppa, deve vincere in Olanda oppure pareggiare con almeno 3 gol.
Il Toro che si presenta in finale è una squadra forte, fiera, consapevole. E allo Stadio attacca con una veemenza che rende onore allo stemma che la caratterizza. La partita procede con costanti colpi di scena, occasioni da gol sfumate in pali e tanta adrenalina. Il primo tempo si chiude sullo zero a zero. Il secondo si apre con un Toro ancora più aggressivo. Fino al momento in cui Roberto Cravero, piazzandosi in area di rigore, cade a terra dopo aver tentato di saltare Frank De Boer. Dalla panchina il rigore sembra netto, quasi doveroso. Emiliano Mondonico, certo della cosa, cerca di far valere la ragione di chi vorrebbe si fischiasse il rigore. E nel farlo prende una sedia e la solleva al cielo. Una protesta di cuore, enfatica, a dir poco significativa. Che non serve a nulla. Il Toro continua ad attaccare con la stessa imperturbabile tenacia del primo tempo. Ma la porta avversaria para e respinge e blocca ogni genere di tiro.
La partita si conclude con un pareggio e l’Ajax conquista la coppa. Ma a quella vittoria la storia non darà eccessiva importanza, perché i veri protagonisti della partita, e del campionato 1991-92, sono stati proprio i granata.
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