Nel Segno del Toro

Quale scommessa strinsero Rossetti e Libonatti?

Gino Rossetti (foto gazzettaworld.com)

Torna l’appuntamento con Nel Segno del Toro, la rubrica di Stefano Budicin

Stefano Budicin

La storia della nostra squadra è una fonte infinita di aneddoti e digressioni sui giocatori che ne hanno fatto parte. Spesso, le digressioni sono state trattate in maniera tanto approfondita da credere che altro non si possa più dire. Prendiamo per esempio il trio delle Meraviglie. Sappiamo tutti che i fuoriclasse inclusi nel trio giocarono negli anni '20 e calcarono i campi da calcio ben prima che il Grande Torino fagocitasse con il suo formidabile carisma il talento dei suoi predecessori.

A quell'epoca, i mezzi di comunicazione non potevano certo garantire una copertura mediatica tale da testimoniare esemplarmente le qualità tecniche e virtuose dei campioni pre-Invincibili. È comunque vero che Adolfo Baloncieri, Julio Libonatti e Gino Rossetti, dal 1925 al 1929, per le prodezze di cui si sono resi celebri, non hanno certo bisogno di ulteriori spinte promozionali. Negli anni, sul trio delle meraviglie, è stato scritto davvero di tutto. I libri abbondano di informazioni puntuali sul genio dei fuoriclasse, e pare che niente sia stato omesso. Tra i tanti episodi indimenticabili della loro storia, però, che ve n'è uno che non viene citato  con quella frequenza che meriterebbe. Sto parlando di un episodio davvero singolare: una scommessa, stretta tra due dei componenti del trio.

Ma qual è la scommessa che Gino Rossetti e Julio Libonatti strinsero il 4 dicembre 1927? Quel giorno si stava disputando la partita Torino-Brescia, e i granata erano più rampanti che mai. Avevano chiuso il primo tempo sul 6-0, facendo capire fin dai primi momenti che non c'era partita. La gara era giusto una sessione di pratica tra compagni, un allenamento cosparso qui e là da istanti di grande e spensierato divertimento. E i fuoriclasse granata decisero appunto di divertirsi. A un certo punto, Libonatti chiese a Rossetti: "Dai, Gino, scommettiamo che non ce la fai a segnare un gol facendo passare il pallone fra le gambe del portiere?"

A difendere la porta avversaria era Trivellini, portiere di grande valore. Chiunque avrebbe reputato l'impresa ardua, se non impossibile. Ma Rossetti, fiero e incapace di tirarsi indietro ogni volta che si trovava di fronte a una sfida, accettò la scommessa. Così si concentrò, e per trovare il momento giusto rinunciò a tirare anche in quei momenti in cui avrebbe potuto segnare un altro punto senza problemi. I tifosi sugli spalti non capivano cosa stesse escogitando. Perché non tirava? Che cosa gli stava succedendo? Ma il campione stava solo temporeggiando e, ad appena due minuti dalla fine della partita, trovò il tunnel che stava cercando e scaraventò il pallone nella porta avversaria facendolo passare esattamente tra le gambe di un portiere spaurito, vincendo la scommessa.

Un aneddoto curioso e divertente e ai limiti del leggendario. Ma per una squadra come il Torino, anche la leggenda è qualcosa di corrente, una qualità di cui non ci si stupisce.

Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

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