Il Torino ha perso in casa contro la Roma dopo aver superato il turno di Coppa Italia sempre contro il club giallorosso. Puntualmente torna l'appuntamento con la rubrica "Parola al mister". Serino Rampanti analizza i temi caldi della settimana granata.

Parola al mister
Rampanti: “Dall’esaltazione alla depressione, questo purtroppo è il Toro”
Buongiorno Serino. Stato d'animo dopo le due partite contro la Roma?"Il Torino, con il tipo di risultati che settimanalmente continua a conseguire, riesce a trasmettere ai propri tifosi profondi stati d’animo altalenanti. Dopo una partita ti esalti e non fai nemmeno in tempo a goderti in pieno una bella vittoria, come quella in Coppa Italia, e subito dopo, sempre contro la Roma, subisci una sconfitta e ripiombi in depressione. Ecco, questo è lo stato d’animo in cui mi trovi oggi, all’indomani della gara del Grande Torino persa contro la Roma".
Cosa non ti è piaciuto della partita di domenica?"Non appena è iniziata la gara ci si è resi conto dell’approccio sbagliato alla stessa da parte del Torino. Loro erano più aggressivi, più determinati e l’innesto dell’ultimo arrivato Mallen ha impresso alla Roma più consapevolezza nel proprio potenziale. Comunque, sono convinto che oltre al maggior potenziale tecnico, la Roma abbia trovato la strada spianata per conseguire questa vittoria dall’iniziale episodio dell’ammonizione a Ismajli".
Ha davvero spostato gli equilibri?"Sì e vi spiego la ragione. Al di là dei meriti della Roma, sono convinto che l’arbitro Chiffi abbia ecceduto nell’ammonire il giocatore del Torino che di conseguenza ha proseguito la gara completamente sottotono con la paura d’essere espulso. In troppi non hanno dato il giusto peso di quanto ha significato questa ammonizione sul risultato finale, sottolineo, troppo frettolosa e data con troppa leggerezza. Visto come certi allenatori e certi giocatori di altre squadre sono così bravi a far notare agli arbitri quando costoro sbagliano andando anche in gruppo a protestare intorno agli stessi, bisognerebbe domandarsi se fosse il caso di imparare certe furbizie che alla fine vogliono dire qualche punto in più in classifica. La cosa comunque che vorrei far notare è che subito si era capito che il nuovo acquisto della Roma Mallen metteva in difficoltà l’uomo che per zona di competenza per marcarlo era Ismajli. Diversa fra i due era la velocità di movimento ed il posizionamento per ricevere palla del romanista che metteva sempre in difficoltà il difensore del Torino. In questo caso a volte gli allenatori per non correre il rischio di rimanere in 10, almeno all’inizio del secondo tempo, cambiano l’ammonito. Ripeto: incredibile come abbia pesato quell’ammonizione data con troppa leggerezza e, non voglio pensare ad altro, perché è andata a danneggiare il reparto difensivo del Torino che in questo frangente del campionato è chiaramente in difficoltà per varie ragioni. Allo stadio mentre mi rendevo conto di questa situazione speravo in un cambio di marcatura su Mallen proprio perché questo giocatore era un pericolo costante contro Ismajli in difficoltà".
Non è stata però cambiata la marcatura: come si poteva agire?"Ho pensato a quello che scrissi tempo fa, ovvero all’aiuto che i collaboratori devono assolutamente dare all’allenatore in certi momenti delicati di una partita. Scrivevamo allora che ci piaceva il sistema adottato dai tecnici dei club americani nel seguire le fasi di gioco nel football dove i tecnici sono in campo, ma sopratutto in tribuna, da dove il gioco si vede meglio. Allora scrivevamo se nel calcio non sarebbe stato meglio dislocare l’allenatore in seconda in tribuna così da poter avere l’opportunità di incidere maggiormente durante la gara. Qualcuno mi dirà che oggigiorno ci sono i match analyst, ma siamo sicuri che riescano a incidere?".
Resta comunque un Torino altalenante come hai detto in apertura: sei preoccupato?"La cosa veramente preoccupante è che sono anni che persiste questa situazione, cioè non si riesce a fare un salto di qualità permanente. A questo punto dopo tanti anni di continui travagli, spero e sono fiducioso che con l’ingaggio di Petrachi arrivi nel Torino qualche ottimo giocatore che possa portare alla squadra un migliore potenziale tecnico nel prossimo futuro. Sbaglia comunque chi è convinto che il lavoro del direttore Petrachi, nel contesto in cui viene a trovarsi, sia cosa semplice. Al contrario, io penso che l’attende un lavoro molto difficile perché riuscire a liberarsi di qualche giocatore ormai a fine carriera con ingaggio spropositato e essere così abili da piazzare certi giocatori inadeguati a questo livello di categoria, anche con tutto l’impegno e la bravura di Petrachi, non sarà cosa facile".
Torniamo un attimo alla vittoria di Coppa Italia: come l'hai percepita?"Lo schierare la formazione messa in campo da Baroni ha significato, al contrario degli ultimi anni, la giusta volontà di crederci. Sono convinto che la vittoria in Coppa sia stata importantissima perché se non altro riesce a dare un significato e un obiettivo a questa stagione. Anche nella stagione 1970/1971, quando la vincemmo, al contrario di un campionato abbastanza anonimo, in Coppa riuscimmo a eliminare squadre più blasonate di noi e il tutto ci portò alla finale di Genova dove vincemmo battendo il Milan ai rigori. In questo caso, ripeto, al contrario del recente passato, vanno fatti i complimenti all’allenatore che mettendo in campo la formazione che ha giocato ha voluto giocarsela fino in fondo e ha avuto ragione. Parlando sempre di Coppa, il prossimo incontro dovremo affrontare l’Inter e, se si è arrivati a questo punto, bisognerà assolutamente crederci. Il calcio è bello perché a volte è imprevedibile".
Chi ti è piaciuto a Roma la scorsa settimana?"Oltre ai meriti di Baroni, vorrei sottolineare la bella prova dei due attaccanti, di Vlasic e Ilkhan. Quest’ultimo con questa bella prestazione ha finalmente messo una bella ipoteca in quel ruolo. Bello aver visto quanto è bravo nella visione del gioco, nel coraggio con cui va a contrastare l’avversario e sorprendente nel prendere il tempo nel gioco aereo. In questa gara due giocate di Vlasic e Ilkhan mi sono rimaste impresse, cioè quando da metà campo hanno eseguito due verticalizzazioni per mandare in porta i due attaccanti. Due passaggi a rischio che certificano la bravura dei due giocatori. Faccio notare che Asllani in tutto il girone di andata non ha mai eseguito questo importante tipo di passaggio".
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