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Rampanti: “Ecco cosa D’Aversa deve fare capire alla squadra”

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Serino analizza così la situazione complicata in casa Toro, dopo l’arrivo di D’Aversa al posto di Baroni
Gianluca Sartori
Gianluca Sartori Direttore 

Il Torino perde malamente in casa del Genoa e si ritrova mani e piedi nella lotta salvezza, a soli tre punti dalla zona retrocessione. Al posto di Marco Baroni è arrivato Roberto D’Aversa. Ecco come Serino Rampanti analizza la situazione, nel consueto appuntamento con “Parola al Mister”.

Serino, l’esonero di Baroni è tardivo? “La situazione era già compromessa prima dell’inizio del campionato. Già nelle amichevoli estive qualcosa non funzionava. Secondo me, Baroni non ha avuto i giocatori che chiedeva. Ha provato a iniziare con le sue idee ma la batosta alla prima giornata a San Siro è stata micidiale. Lì la squadra è rimasta tramortita, così come l’allenatore e i tifosi. Da lì, il Torino ha sempre zoppicato, perché in troppi settori, diciamo la verità, ci sono giocatori inadeguati. Per ogni buco che veniva tappato, se ne apriva un altro. Difficile, per un allenatore, lavorare in questo modo. Baroni, se non altro, ha dimostrato serietà perché ha cercato di barcamenarsi provando ad accontentare tutti e probabilmente il suo errore è stato questo. Ha fatto fin troppo il ‘politico’, mentre in certe situazioni bisogna essere drastici e andare avanti con le proprie idee, rompendo, se necessario, con qualche giocatore o con qualche dirigente”.

Come giudichi la scelta di D’Aversa? “Tra i nomi che erano disponibili, mi sembra il meglio che c’era sulla piazza. Probabilmente ha inciso anche la presenza di Sullo, ex vice di Ventura. Cairo potrebbe essersi affidato a quest’ultimo e secondo me ha fatto bene. A ciò si aggiunge la presenza di Petrachi, che ha lavorato bene con Ventura. Mi sembra un collegamento logico, tutto sommato è una scelta che condivido”.

Quanto rischia il Torino? “Adesso c’è da rimettere a posto i cocci e non è assolutamente una cosa facile. E’ molto difficile ripartire subito forte. Bisogna riemergere piano piano. Nessuno ha la bacchetta magica e non si possono risolvere subito i problemi. Intanto bisogna cercare di non perdere. Da una crisi così ci si risolleva se, prima di tutto, si sta ben coperti, senza avere eccessiva frenesia. Quando si è malati, si ricomincia con un brodino. In generale, io credo che ci siano almeno tre squadre più deboli del Torino, ma l’handicap dei granata è che non erano partiti per lottare per non retrocedere. Quindi D’Aversa deve riuscire a far acquisire alla squadra le caratteristiche tecniche e mentali che servono. Serve resistere e avere resilienza, termine molto usato in questo periodo”.

Calendario difficile e ambiente in subbuglio sono due complicazioni in più? “I giocatori devono essere consapevoli della situazione. Se per disgrazia la situazione precipitasse, sarebbe un danno enorme per tutti quanti, principalmente per loro singolarmente. La società e l’allenatore deve fare loro capire questo”.