In cosa ti ha convinto?"Devo dire che è stato coraggioso nei contrasti, anche nelle palle alte e più padrone della situazione rispetto alla partita casalinga giocata contro il Cagliari. Mi è piaciuto nella distribuzione del pallone non esitando nel cercare, al bisogno, anche il lancio lungo, cosa non semplice in una partita del genere. Sempre presente nell’offrirsi in aiuto ai compagni per farsi passare il pallone. Insomma, mi ha convinto e credo che giocando con più continuità egli possa migliorare molto e il Torino avere già nel prossimo futuro un calciatore affidabile. Spero e mi auguro che verso di lui non si inizi a criticarlo o fare mugugni ai primi errori che ci saranno sicuramente in particolare quando la squadra giocherà in casa. Spero anche che gli si dia completa fiducia perché solo così egli potrà sentirsi più sicuro nelle giocate e anche se commettesse qualche errore, molto molto importante sarebbe, continuare a sostenerlo. Con i giovani ci si comporta così".
L'altro tema caldo emerso dalla sfida di Bergamo è stato Duvan Zapata. Come giudichi la sua reazione all'uscita dal campo? "Parto da questo. Sempre secondo il mio modesto parere, se si vorrà arrivare fino in fondo al campionato con una relativa tranquillità bisognerà il più possibile facilitare il lavoro di Baroni. Tutti sappiamo del grave infortunio di Zapata e di quanto lavoro ha dovuto sostenere per ritornare in campo. Tutti però, senza ombra di dubbio, abbiamo consapevolezza che l’allenatore abbia avuto un occhio di riguardo nell’impiegarlo fin da inizio campionato anche se dimostrava chiari segni di inadeguatezza. Facendolo giocare a inizio campionato anche se per pochi minuti, Baroni manifestava nei riguardi del giocatore grande rispetto e considerazione per i suoi trascorsi in carriera. Ritengo quindi da lodare la generosità dell’allenatore che anche a discapito di prestazioni insufficienti per evidenti motivi derivanti dall’infortunio, Baroni ha continuato a dargli fiducia nonostante il giocatore difficilmente potrà, per ovvi motivi dovuti all’età e alla gravità dell’infortunio stesso, ritornare calcisticamente quello che era".
Dunque, a maggior ragione ha sbagliato a lamentarsi all'uscita dal campo Zapata?"Dico che le lamentele del giocatore le ho trovate sbagliate e ingenerose nei riguardi di una persona che, vista la sua situazione, ha sempre cercato nel limite del possibile di aiutarlo. A questo punto non posso esimermi dal dire come chiaramente la penso e come i club in genere, aggiungo giustamente, nella maggioranza dei casi, dovrebbero comportarsi".
Prego."Ho sempre sostenuto che i guai di una squadra iniziano quando all’interno del gruppo vi sono dei giocatori magari anziani che, per il loro passato, godono di considerazione da parte dei tifosi e dell’ambiente squadra. Forti di questo status, anche se in campo sono ormai dei comprimari, costoro, non rendendosi conto della realtà calcistica che stanno vivendo, indirettamente, anche con semplici gesti, sentendosi dei leader, minano il lavoro dell’allenatore di turno e di conseguenza danneggiano la squadra quando il tecnico sostituendoli li mette di fronte alla realtà. Parliamoci chiaro, questa è la realtà che sta vivendo Zapata. Una squadra è equilibrata quando i leader negli spogliatoi sono leader sopratutto in campo. Quando non si manifesta questa realtà, non si avrà mai una squadra equilibrata".
Cosa farebbe nel caso specifico?"Detto con chiarezza come la penso, spero che Cairo e Petrachi non sottovalutino certi episodi che a volte possono essere il preludio di guai più grossi".
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