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ORBASSANO, ITALY - SEPTEMBER 28: Francesco Baldini, head coach of Torino Primavera minutes before the Primavera 1 match between Torino U20 and Parma U20 at stadio Valentino Mazzola on September 28, 2025 in Orbassano, Italy. Photo: Alberto Girardi for Toro News
Di cambi di panchina il Torino ne ha sperimentati due. Uno, quello che ha fatto più rumore, ha visto D'Aversa insediarsi al posto di Baroni in prima squadra. Ben prima, a fine settembre, la Primavera granata aveva già operato però il primo: Baldini al posto di Fioratti. Due i file rouge che accomunano i due allenatori: la situazione complicata in cui sono subentrati, con le rispettive squadre alla soglia della zona rossa o in zona rossa, e l'essere riusciti a risollevare, in tempi diversi, la situazione. Dopo aver visto le mosse di D'Aversa, analizziamo quelle di Baldini.
Dopo i primi mesi di un insediamento non semplice, Baldini ha plasmato un Torino che gli assomiglia molto. Il tecnico granata è sempre stato convinto che questa squadra avesse più qualità di quelle che dimostrava in campo e che le premesse per togliersi qualche soddisfazione ci fossero. Lo ha detto, gliene va dato atto, quando tutto il contorno di classifica e di risultati ancora non quadrava, lo ha ripetuto anche nelle partite più difficili. Baldini è un allenatore più da bastone che da carota, schietto e molto consapevole di cosa vuole vedere in campo, dall'atteggiamento ai movimenti. Il gruppo ha avuto bisogno di tempo per abituarsi al tecnico, ma poi ha recepito il suo modo di lavorare e lo ha assimilato. Il dogma è semplice: chi lavora bene, va in campo. Tradotto, zero gerarchie e solo fatti anche a costo di ribaltare più volte l'undici tipo. Testando le sue varie forme, Baldini ha scoperto il Toro che poteva essere specchio delle sue idee e lo ha trovato. Tant'è che da dicembre a oggi la squadra è diventata molto simile al suo allenatore, prima ancora che nel gioco nella sua tenacia. Un qualcosa che qualche mese fa mancava, ancor più dei risultati.
A livello tattico, la svolta è arrivata tra dicembre e gennaio in due momenti diversi. Il primo coincide con il derby d'andata quando Baldini inizia a varare il 4-3-3, modulo che da quel momento sarebbe stato di riferimento per i granata. Poco dopo arriva il mercato di gennaio. Ludergnani e Baldini decidono di intervenire sul gruppo con l'obiettivo di crearne uno più compatto e unito negli intenti. Diversi salutano e vengono rimpiazzati con giocatori che il Toro pesca in casa, 2007 che stavano dimostrando di meritare più spazio e 2008 di prospettiva da far salire in Primavera in anticipo, tre ragazzi si aggiungono alla rosa dal mercato (Ewurum, Nascimento e Tonica). Così si crea un nuovo zoccolo duro. La difesa si ridisegna al suo interno: Zaia torna fisso nel ruolo di terzino destro, Kugyela si adatta a terzino sinistro spartendosi i compiti con Carrascosa; in mezzo Pellini, Tonica e lo spagnolo quando non spostato sulla corsia laterale. A centrocampo a Liema Olinga e Acquah, rimasti perni, si affiancano di volta in volta giocatori in rampa di lancio, da Ferraris a Ballanti. In attacco cambia tutto. Il Toro pesca in casa gli esterni, Sandrucci e Bonacina, e sceglie un unico riferimento in attacco, Gabellini o in alternativa Zeppieri. Questa l'ossatura principale, non fissa ma variabile a seconda di quello che poi è il lavoro in settimana.
Da quel derby a oggi il Torino ha risollevato la sua classifica con un passo da altissima graduatoria. In sedici partite la squadra di Baldini ha ottenuto 6 vittorie, 9 pareggi e 1 sola sconfitta. In totale ha raccolto 27 punti da inizio dicembre a oggi, prima ne aveva solo 8. La classifica vede il Torino al quindicesimo posto, dato su cui la prima parte di campionato incide enormemente. In una graduatoria che consideri solo gli ultimi quattro mesi, la squadra di Baldini è quarta dietro solo a Lecce (32 punti), Cesena (29) e Roma (28), tre squadre che sono in piena lotta playoff ora. I granata non si sono mai avvicinati a quella lotta e anzi hanno dovuto combattere quella salvezza, tuttora in corso visto che il punto di margine sulla zona playout è di poca sicurezza. Il Toro però ora sa di poter dire la propria in una classifica che sta scalando, tanto che Baldini afferma: "Non dobbiamo rallentare perché non abbiamo fatto ancora niente, però prima usciamo da situazioni complicate e prima possiamo guardarci davanti. A questa squadra non pongo limiti".
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