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tor interviste Luigi Scaglia a TN: “D’Aversa? Il suo punto forte sono le palle inattive”

Esclusiva

Luigi Scaglia a TN: “D’Aversa? Il suo punto forte sono le palle inattive”

Scaglia
In esclusiva le parole dell'ex giocatore del Torino, arrivato sotto la Mole dal Lumezzane grazie a Petrachi. Ha avuto D'Aversa a Parma
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Roberto D'Aversa nel corso della sua esperienza da allenatore ha incontrato diversi giocatori. Uno di questi è Luigi Scaglia, ex Torino. Fu preso da Gianluca Petrachi durante la Rivoluzione dei Peones. Fu un colpo assolutamente a sorpresa dal Lumezzane e Scaglia si distinse in granata in un anno di militanza segnando 2 gol in 24 partite. Dopo qualche anno incontrò sulla propria via il Parma e di conseguenza D'Aversa, con il quale visse la cavalcata dalla Serie C alla Serie B e poi dalla Serie B alla Serie A. Oggi Scaglia è ancora in attività: milita nel Ciliverghe in Eccellenza ed è ormai alla soglia dei 40 anni.

Buongiorno Luigi. Che ricordo conserva di D'Aversa?"Un dolce ricordo perché mi volle al Parma in Serie C per la scalata verso la Serie B. Con lui abbiamo raggiunto traguardi importanti. Parma è stata una tappa davvero bella della mia carriera calcistica". 


Che allenatore è?"Sa dove vuole arrivare, sa cosa proporre. Sul campo si vede che è preparato, non lascia nulla al caso. Ci tiene molto al suo lavoro. Me lo ricordo a Collecchio: era sempre attivo per preparare nuovi allenamenti. Non è affatto uno sprovveduto". 

Voi giocavate con il 4-3-3?"Sì, noi giocavamo con il 4-3-3. Non so se lo riproporrà con il Torino". 

Un punto forte di D'Aversa?"Una sua peculiarità è la preparazione sulle palle inattive. Facevamo schemi anche sui falli laterali. Credo si possano sfruttare al meglio tutti i calci da fermo". 

Tra l'altro al Torino è tornato anche Gianluca Petrachi, un altro che lei conosce molto bene. "Sì, anche a Petrachi è stato davvero importante nella mia carriera. A Lumezzane non mi conosceva nessuno e ancora oggi mi chiedo come mi scovò Petrachi. La dirigenza del Lumezzane me lo tenne nascosto fino all'ultimo giorno di mercato di gennaio ma era già da novembre che il direttore mi visionava. Quando me lo comunicarono pensavo fosse uno scherzo perché mai più me lo sarei aspettato. Poi, D'Aversa è stato altrettanto importante perché veleggiavo con il Latina in cattive acque, lui mi chiamò e mi portò a Parma per la scalata". 

Il Torino fin qui l'ha delusa?"Assolutamente sì perché i giocatori in rosa sono forti. Non conosco le dinamiche dello spogliatoio e della società. Il parco giocatori non ha nulla a che fare con la salvezza. Anche il mercato di gennaio ha portato giocatori importanti come Marianucci e Prati". 

Quanto può incidere sul gruppo squadra la contestazione alla società?"Può incidere ma bisogna essere capaci di isolarsi. La contestazione dà fastidio, però bisogna andare oltre. Io arrivai alla Sisport con le camionette della polizia che piantonavano il centro sportivo. L'unica vera medicina sono i risultati. La vittoria ricompatta, D'Aversa dovrà partire bene per sanare la situazione". 

Come uscire dal pantano, secondo lei?"Ci sono quattro-cinque squadre immischiate. Ogni gara in Serie A è complessa. Il Torino per uscire dalla situazione dovrà ritrovare punti in casa, nonostante le difficoltà ambientali".