Tra l'altro al Torino è tornato anche Gianluca Petrachi, un altro che lei conosce molto bene. "Sì, anche a Petrachi è stato davvero importante nella mia carriera. A Lumezzane non mi conosceva nessuno e ancora oggi mi chiedo come mi scovò Petrachi. La dirigenza del Lumezzane me lo tenne nascosto fino all'ultimo giorno di mercato di gennaio ma era già da novembre che il direttore mi visionava. Quando me lo comunicarono pensavo fosse uno scherzo perché mai più me lo sarei aspettato. Poi, D'Aversa è stato altrettanto importante perché veleggiavo con il Latina in cattive acque, lui mi chiamò e mi portò a Parma per la scalata".
Il Torino fin qui l'ha delusa?"Assolutamente sì perché i giocatori in rosa sono forti. Non conosco le dinamiche dello spogliatoio e della società. Il parco giocatori non ha nulla a che fare con la salvezza. Anche il mercato di gennaio ha portato giocatori importanti come Marianucci e Prati".
Quanto può incidere sul gruppo squadra la contestazione alla società?"Può incidere ma bisogna essere capaci di isolarsi. La contestazione dà fastidio, però bisogna andare oltre. Io arrivai alla Sisport con le camionette della polizia che piantonavano il centro sportivo. L'unica vera medicina sono i risultati. La vittoria ricompatta, D'Aversa dovrà partire bene per sanare la situazione".
Come uscire dal pantano, secondo lei?"Ci sono quattro-cinque squadre immischiate. Ogni gara in Serie A è complessa. Il Torino per uscire dalla situazione dovrà ritrovare punti in casa, nonostante le difficoltà ambientali".
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