Sì, prego."La dico spesso. Genoa e Torino non dovrebbero competere per questi piani della classifica e invece purtroppo da stagioni si ripresenta sempre lo stesso problema. Per questo mi attendo una partita nervosa. Ogni palla potrebbe essere decisiva. Mi spiace molte vedere Genoa e Torino in questa situazione perché tifo entrambe le squadre e conosco benissimo le due piazze".
Quanto la sta deludendo la gestione Baroni?"Per dare un giudizio equo bisognerebbe analizzare tutte le partite, però il Torino appare una squadra dal potenziale superiore. L'allenatore si mette in discussione per quello che non ha saputo trasmettere ai suoi giocatori. Non voglio essere banale, però solo dall'interno si possono dare giudizi concreti. Non mi piace addossare la colpa soltanto perché una persona non mi sta simpatica. L'allenatore ha una grande importanza, ci sono aspetti che dipendono strettamente da lui".
Cairo è contestato ormai incessantemente dalla tifoseria granata. A Genova c'è stato un cambio di proprietà nel recente passato. Secondo lei, sono tempi maturi anche a Torino?"Non me ne intendo di bilanci, parlo di storia. Torino e Genoa non dovrebbero avere situazioni costantemente negative, dovrebbero attestarsi su altre linee e invece niente. Nemmeno con il cambio di proprietà ha giovato al Genoa. Quando hai un nome come Torino e un nome come Genoa devi sottostare a delle regole che la piazza ti impone e sono regole che vanno al di là dei bilanci".
Cosa è cambiato dall'era Preziosi a quella Zangrillo?"Con Preziosi c'erano delle scintille perché venivano fatti acquisti appropriati che risalivano la china e poi venivano puntualmente venduti limitando le prestazioni sul lungo periodo del Genoa. Non è mai stato fatto nulla per crescere davvero, non è mai stato mantenuto un asset strategico".
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