Decameron granata – Amarcord allenatori: “Radice, il tedesco che giocava all’olandese”

L’iniziativa / La trentaduesima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

di Marco De Rito, @marcoderito

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la trentaduesima giornata di novelle.

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In tanti anni di militanza granata ho visto succedersi  tanti allenatori sulla ns. panchina. Sarebbe “semplice”dire Radice, ma fra tutti e non me ne vogliano gli altri,ricordo con particolare affetto “Paron Rocco”.

Personaggio”goldoniano”, finto burbero dal cuore grande ed altrettanto grande umanità che considerava i giocatori come fossero dei “fioi”,ragazzi con pregi e difetti tipici dell’età non diversi dagli altri  ma con la differenza di potersi permettere “un guardaroba più fornito” rispetto allo standard del tempo e quindi  da meritare con impegno e professionalità.Durante la Sua permanenza, tutto sommato abbastanza breve, ha lasciato tracce indelebili.

Mitiche le partitelle del Giovedì contro i Primavera:in quel contesto sapeva dare il meglio di Sè,spronando in veste di arbitro. i giocatori ad un costante impegno e per essere “convincente”con la sua voce tonante in vernacolo triestino spesso sbottava in stentorei “ti se un mona!” suscitando l’ilarità di noi tifosi sugli spalti.

Mi piace ricordarlo così, corpulento e bonario, che da Lassù magari in qualche angolino con pergolato e gioco da bocce  seduto attorno ad un tavolo insieme agli Invincibili ed  ai suoi “ragazzi” (Meroni, Ferrini, Hitchens, Moschino, Radice e tanti altri) in un clima cordiale e perché no davanti ad un “bocal de quel bon”

Grazie Paron!

G.Natali

Per fortuna sono molti gli allenatori che risvegliano in me emozioni. Ma devo essere sincero, due in particolare ricoprono un posto particolare in me Gigi Radice è l’allenatore dello scudetto, il “tedesco” che giocava olandese. Un precursore ed un visionario, per usare un termine che oggi va molto di moda.

Prese l’eredità lascaitas da Giagnoni, altro grande tecnico, è ci portò lo scudetto che mancava da 27 anni, con un calcio spettacolare, con al grinta e la consapevolezza della propria forza. Due atteggiamenti che oggi mancano eccome!

L’altro, e devo dire, il primo nella scala dei miei affetti, è Emiliano Mondonico. Un granata dentro. diventato un emblema, un sigillo. La squadra era stellare e lui la bussola la indicò con una sedia alzata. Lo voglio ricordare così, con il sorriso sotto i baffetti ed il suo tono pacato che faceva amare il calcio. Oggi avremnmo bisogno tutti di persone così.

Riccardo Bussone


Gianni ci ha raccontato la sua prima volta a Superga, tema delle precedenti novelle:

Ero per lavoro a Villastellone. Pranzammo con il mio amico Dante nel ristorante dei signori Castigliano.

A vedere le foto di Eusebio, mi venne il groppo in gola e la mia macchina a Superga…saliva da sola.

Silenzio, magia e quei nomi.

Uno dei pomeriggi piu’ belli da tifoso granata.

Al ritorno, mi sembrava di averli visti giocare.

Gianni – Novi Ligure

 

Decameron granata: a quale allenatore siete più affezionati? Raccontatecelo


PRIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Al Fila nel ’59, Toro in B ma che bolgia…”

SECONDA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio:  La prima volta allo stadio: “Quelle emozioni degli anni 70-80”

TERZA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “La ripresa negli anni ‘ 60 “

QUARTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “L’inizio della sofferenza”

QUINTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Il colore granata, il più bello del mondo “

SESTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Da quel giorno non ci fu storia, diventai del Toro “

SETTIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Mi sentii parte viva della storia della mia squadra “

OTTAVA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel giorno capii cosa significa essere del Toro”

NONA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

DECIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

UNDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Ricordo il ruggito della Maratona e l’urlo di tutti i tifosi”

DODICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Non vedo l’ora di tornare a gioire”

TREDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel rosso a Glik…”

QUATTORDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Provavo a imitare Pulici nelle rovesciate”

QUINDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “La figurina a colori se ne sta in una pagina aperta per caso”

SEDICESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Si chiamava Giorgio, veniva da Trieste ed era il mio supereroe”

DICIASSETTESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Bianchi è rimasto nei momenti più difficili”

DICIOTTESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Ero malato, Mondonico mi venne a trovare”

DICIANNOVESIMA  PUNTATA –  L’idolo d’infanzia: “Puliciclone, l’emblema del tremendismo granata

VENTESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “San Siro rappresentava un’entità suprema”

VENTUNESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quella partita a Madrid…”

VENTIDUESIMA  PUNTATA –Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quante emozioni a Bilbao”

VENTITREESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “A Helsinki il primo appuntamento con la mia ragazza”

VENTIQUATTRESIMA PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “A Lisbona ricordi unici”

VENTICINQUESIMA PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “A Castel di Sangro ci fu un’invasione granata”

VENTISEIESIMA PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “A Nantes per Junior, Cravero e…”

VENTISETTESIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta a Superga: “Dalla Calabria fino alla lapide degli Invincibili”

VENTOTTESIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta a Superga: “L’aria profumava di storia e di mito”

VENTINOVESIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta a Superga: “Emozione, ho ancora la foto con Pulici”

TRENTESIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta a Superga: “Era una giornata di nebbia…”

TRENTUNESIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta a Superga: “Ero bambino, con una decina d’anni sulle spalle…”


Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net). Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese

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