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Decameron granata – La prima volta a Superga: “L’aria profumava di storia e di mito”

foto Paolo Pavan

L’iniziativa / La ventottesima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

Marco De Rito

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la ventottesima giornata di novelle.

MANDA LA TUA NOVELLA GRANATA A redazione@toronews. net

"Era il 1965, primavera avevo 5 anni.

"Con la mia famiglia ci eravamo trasferiti da poco da Torino a Pino Torinese.

"Ero stato operato di tonsille e per “premio” mio padre decise di portarmi a Superga , a vedere dove il Grande Torino era scomparso in un pomeriggio.

"Più volte mi aveva raccontato i particolari dello schianto e dei funerali, già allora conoscevo la formazione degli invincibili a memoria, già allora erano miti per me.

"L’emozione di trovarmi in quel luogo era fortissima.

"I segni dello schianto mi lasciarono sconvolto, provai a pensare cosa si potesse provare in un momento così tragico. Mio padre, forse intuendo la mia angoscia mi disse: "qui la storia ha deciso di creare degli eroi" .

"Ricordo la lapide con fiori. Era il 4 maggio, il 16 anniversario della tragedia , ricordo i nomi scolpiti nella pietra, ricordo le corone di altre squadre, anche internazionali, a testimonianza di quanto grande fosse quel Torino.

"E l’aria a Superga profumava di granata, di storia e di mito.

"Forza vecchio cuore granata, il ricordo ci aiuti a rinascere ed essere degni di quella squadra.

"Riccardo Bussone

"Purtroppo questo 4 maggio ci vedrà fisicamente lontani da Superga. Mi permetto di fare un semplice proposta. Ognuno di noi tifosi del Toro, alle 17,05 del 4 maggio, reciti i nomi del Grande Torino. Siamo tutti noi "capitani" del Toro. Tocca a noi chimare per nome i nostri eroi granata. Un modo per rimanere accanto alla nostra storia e non arrenderci al virus. E' solo una proposta.

"FVCG

"Fabio S.

"L'emozione di prendere la Cremagliera era tanta , pian piano che salivo il cuore aumentava i battiti. Arrivo nel piazzale alzo lo sguardo e vedo la Basilica, cerco la lapide la trovo inizio a leggere i nomi una sensazione strana inspiegabile ho sentito un'emozione indescrivibile. Man mano che mi allontanano anche questa strana sensazione mi abbandonava. Scendendo mi sono detta sarà stata la suggestione. 25 maggio 2017 ecco di nuovo la stessa strana emozione, la stessa che avevo provato davanti alla lapide degli Invincibili e sapete dov'ero al Filadelfia.

"FVCG SEMPRE

"Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net). Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese