Nella magistratura italiana un personaggio più che rilevante: nato nel 1939, Gian Carlo Caselli ha avuto un ruolo importante nelle inchieste delle Brigate Rosse, nella Procura della Repubblica di Palermo, addirittura in Eurojust a Bruxelles. Ora in pensione, il magistrato Caselli può dedicarsi a una delle sue più grandi passioni: il Toro. Grande tifoso granata, Gian Carlo Caselli nei suoi 87 anni ha sempre seguito il Toro nelle sue vicende, belle e brutte. Si è raccontato ai microfoni di Toro Storia, parlando proprio della sua più grande passione e di quanto questa spesso gli sia stata ancora di serenità.

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Il magistrato Caselli si racconta: “Il Toro una valvola di sfogo: scuola di vita”
Caselli racconta la sua passione: "Ho associato il Torino all'andare controcorrente"
—I ricordi di Gian Carlo Caselli dovrebbero essere patrimonio granata, dal Grande Torino a Gigi Meroni. Quel che più colpisce, però, è l'aspetto ideologico della sua fede. Una "valvola di sfogo", come ha raccontato lui stesso, che spesso gli è valso "zona semi franca": la possibilità di "essere faziosi, un lusso che, come si sa, un magistrato non potrebbe permettersi mai". In questo senso Caselli ha parlato di Toro come di una scuola di vita, la possibilità di essere più cose contemporaneamente e di avere una libertà aggiuntiva. A completare la magia, il modo in cui questa fede è nata: "Le prime partite le ho viste perché mi ha accompagnato a vederle un collega di lavoro di mio padre che non si occupava di calcio, che si chiamava De Carolis. Lo ricordo - ha raccontato Caselli - perché aveva sempre in tasca una copia de L'Unità, e questo suo impegno a sinistra anche sindacalmente nella stessa fabbrica in cui lavorava mio padre, a quei tempi non era ben visto, anzi era considerato come un soggetto ostile. Paradossalmente ho combinato, magari inconsapevolmente ma poi rendendomene sempre più conto, il tifo del Toro con la voglia di andare controcorrente, di non essere conformisti". Un racconto, quello della fede granata di Caselli, che sfocia nell'ideologia e nella filosofia: "A Torino è più facile tifare Juve che Toro e questo, mescolando il sacro col profano, penso che sia servito anche nella mia vita: cercare di fare le cose di cui si è convinti, giuste, andando magari controcorrente senza preoccuparsi di inseguire invece le mode o le maggioranze". La storia di Caselli e del suo legame con il Toro è una storia forse d'altri tempi ma che, a livello di magia, non manca mai d'essere attuale.
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