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Olimpico Grande Torino, in Comune si torna a discuterne: le ultime

Eugenio Gammarino
L'assessore ha confermato l'estinzione delle ipoteche che gravavano sull'impianto

L'Assessore allo Sport del Comune di Torino Domenico Carretta, intervenuto nella Sala Rossa del comune di Torino, ha risposto alle interpellanze sul futuro dello Stadio Grande Torino. L'assessore ha confermato l'estinzione delle ipoteche che gravavano sull'impianto per un importo che ruotava intorno ai 30/40 milioni: "Lo stadio Olimpico Grande Torino è materia estremamente delicata, che sta a cuore a questa amministrazione. Partire da una valutazione che doveva tener conto di 30 o 40 milioni di ipoteche rendeva la strada più complicata. Ora si aprono più possibilità. Al momento le possibilità sono tutte nella disponibilità della Città che potrà regolarsi anche sulla base di eventuali manifestazioni di interesse. Ad oggi non c’è stata alcuna interlocuzione ufficiale o altri fatti amministrativi rilevanti. I procedimenti peritali si sono svolti e gli esiti, che sono stati comunicati, costituiranno la base per le valutazioni necessarie ai bandi che potranno essere pubblicati" ha affermato Carretta. Attualmente le opzioni sul tavolo sono diverse: partenariato pubblico privato, concessione pluriennale o altre formule di affidamento. Inoltre, l'assessore ha sottolineato che l'impianto deve restare uno stadio di calcio: "La città può dare indicazioni chiare sull'utilizzo dell'impianto. Le attività collaterali sono possibili, ma lo stadio deve servire per ospitare una squadra che gioca un campionato professionistico", respingendo ipotesi considerate poco coerenti con la funzione dell'arena sportiva.

Sul futuro dell'impianto ha espresso preoccupazione Pierlucio Firrao, consigliere comunale di Torino Bellissima, che parla apertamente di un quadro poco chiaro richiamando l'attenzione sulle scadenze visto che la concessione attuale scade a fine 2026: "Le declinazioni non mi lasciano molto sereno, e soprattutto non lasciano sereni i tifosi del Toro. Non penso si vada molto oltre il 30 giugno". "la fine di una partita finita a reti inviolate" osserva in maniera critica anche Ferrante De Benedictis, consigliere di Fratelli d'Italia Per De Benedictis, la rimozione delle ipoteche è un segnale positivo, ma non basta: "Ci sono tutte le condizioni per procedere in termini di gara e di proposte anche economiche. Sarebbe assurdo che il Torino dovesse trovarsi senza casa. Sarebbe una brutta figura per la città e per lo sport". Ora serve una disponibilità piena anche da parte del club di Urbano Cairo. L'obiettivo dichiarato resta quello di immaginare un vero polo granata, capace di coniugare sport, eventi e sviluppo urbano, senza perdere di vista l'identità dell'impianto verde.