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TURIN, ITALY - DECEMBER 11: (L-R) Urbano Cairo President of Torino FC and Gianluca Petrachi of Torino FC during the Torino FC Unveil New Sporting Director Gianluca Petrachi at Stadio Olimpico Grande Torino on December 11, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Quattro domande, un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Diversi presidenti (o vicepresidenti) di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Gennaro Riviezzo (ex vicepresidente Toro Club La Spezia Gruppo Spina) e Aldo Cappon (presidente del Toro Club Veneto Granata).
Curva Maratona vuota a oltranza: siete d’accordo?
Cappon - "Contestazioni, cori, striscioni marce e cortei sono serviti fino a un certo punto: non è cambiato molto, ora serve un pugno più duro. Magari per qualche partita ha senso continuare a tenere la Maratona vuota e vedere come va: se la curva è piena contesta, se è vuota c'è il silenzio. La contestazione è andata bene nella partita con il Lecce, quindi ha senso continuare ad andare avanti così. Anche la Curva Primavera era quasi vuota e tra l'altro la squadra ha vinto nonostante la contestazione".
Riviezzo - “Io sono sempre stato un po’ drastico: le vie di mezzo non mi piacciono tanto. Il Torino in casa non è che abbia fatto granché, siamo in difficoltà. Forse in trasferta giochiamo meglio. La contestazione potrebbe influire? Non lo so, bisognerebbe interpellare ex calciatori per capire se la contestazione può dare fastidio nelle partite casalinghe. La contestazione è legittima: i risultati parlano chiaro. È naturale che dopo 20 anni ci si aspettano cose che non ci sono state. Ma anzi, non ci abbiamo neanche provato ad avvicinarci all’Europa o a lottare per qualcosa”.
Pensa che avrà un'influenza negativa sulla squadra? Potrebbe esserci un'alternativa?
Cappon - Sicuramente la squadra non è immune, ma i giocatori c'entrano fino a un certo punto. La contestazione si rivolge al presidente, non a chi è in campo. Questa cosa dev'essere chiara: nessuno ha qualcosa contro di loro, i tifosi li appoggiano. Penso che farebbe notizia lo stadio vuoto per intero, ma lo trovo poco realistico. In ogni caso, la squadra deve capire che non deve sentirsi coinvolta.
Riviezzo - “Io allo stadio non ci vado più da molto. Perché mi hanno spento l’entusiasmo con i risultati e le prese in giro. Ho capito che il Torino non vuole fare niente, vuole adagiarsi al centro classifica. Io dalla pandemia in poi ho visto quattro partite perché sono stato obbligato ad andare. Non ho più lo stimolo di andare allo stadio. È una protesta legittima: siamo stanchi. Però io penso che se non dobbiamo andare allo stadio, non dobbiamo andare neanche in trasferta. Sciopero a oltranza fino a data da destinarsi. Però il mio cuore granata dice anche: menomale che non devo prendere io la decisione. Probabilmente il Toro avrà bisogno dei tifosi per caricarsi. Sono un po’ combattuto. Come penso che chi ha preso questa decisione sia un po’ combattuto. La situazione ormai è talmente ingarbugliata che penso che anche per il presidente non sia bello fare il presidente. Lo sanno anche in Polinesia che il presidente non è gradito. Fare uno striscione, insultare e protestare… secondo me non si deve fare. Anche perché qua ci sono in ballo 250 milioni di euro. Non penso che lo sciopero del tifo vada a influire su decisioni così importanti. Quando ci sono queste cifre non credo che un imprenditore si faccia mettere fretta o cerchi di guadagnare meno di quanto possa. Lui venderà il Torino quando avrà a che fare con un gruppo o con un privato che gli darà quello che chiede”.
Come giudica la stagione del Toro? Cosa non ha funzionato finora?
Cappon - "Altalenante, a volte ci sono belle prestazioni o comunque atteggiamenti, altre molto meno. Ad esempio, Baroni in Coppa Italia è partito timoroso e solo quando ormai la partita era compromessa il gruppo si è dato da fare. È un peccato. Speriamo di migliorare, ci sono stati tanti acquisti nelle ultime due sessioni, ma non hanno portato il miglioramento che si sperava. La squadra ha pochi obiettivi, e la prassi è arrivare a metà classifica. Se vai avanti così e sei discontinuo puoi puntare a un campionato tranquillo, ma solo finché non ti stufi. Sul mercato, ci sono sicuramente stati degli acquisti sbagliati, giocatori che non hanno reso come si pensava. Guardando quelli nuovi, della sessione invernale, invece hanno già mostrato qualcosa di buono. E in più Casadei sembra tornato ai livelli dello scorso anno. Per lo meno, ora si spera che ci sia continuità. Tra tutti, Ilkhan è giovane ha scavalcato le gerarchie e si è preso il centrocampo: era già in rosa..."
Riviezzo - “Non ha funzionato niente, come gli altri anni. È sempre uguale. C’è la difficoltà a costruire una squadra competitiva. Dalla pandemia in poi abbiamo rischiato la B più volte. Non contenti, con Juric potevamo fare il salto di qualità. Secondo anno, il Torino va in ritiro, non compra nessuno e vende Bremer. L’ultimo giorno di mercato compra tre giocatori. Sono strategie del nulla. Fare calcio così non ha nessun senso. La squadra la devono fare l’allenatore insieme al DS”.
A livello di campo, può bastare l’arrivo di Petrachi per dare una scossa?
Cappon - "Cambi allenatore eppure i risultati sono sempre gli stessi, se si escludono le stagioni in cui siamo andati in Europa League per demerito di altri. Negli ultimi anni non c'è mai stato uno scheletro definitivo, c'è qualcosa che non va. Se vai bene una partita e male l'altra resti sempre a metà. Petrachi ha esperienza e secondo me forse ha più voce in capitolo rispetto a Vagnati. Ma non è oro colato, è stato qui diversi anni ma alla fine non abbiamo avuto risultati così diversi rispetto a quelli raggiunti con Vagnati. Se non altro, Petrachi conosce la piazza e magari può fare di più. Inoltre, la dirigenza è ridotto all'osso: da quando è andato via Comi manca un direttore generale. Visto anche gli impegni che ha Urbano Cairo, servirebbe un Zaccarelli o comunque un ex granata che conosca il calcio per fare le veci del presidente, sicuramente non può fare tutto lui. Serve un direttore generale come si deve".
Riviezzo - “Secondo me l’anno scorso sono stati commessi degli sbagli in sede di campagna acquisti. Alla strategia degli ultimi giorni si è aggiunta quella di comprare giocatori che non hanno minutaggio da anni. Il Torino ha cominciato con le 5 pere dell’Inter, poi sono arrivate anche vittorie contro Roma e Napoli. Il Torino è una squadra mediocre. Però analizzata singolo per singolo uno può trovarla neanche tanto male. Il punto è che io non vedo la costruzione di una squadra che possa puntare a qualcosa. Io penso che il presidente abbia fatto bene a prendere Petrachi, ci speravo. È una persona squisita. Io penso che il DS possa fare bene. Penso che aggiusterà molto la squadra. Ha le idee chiare. Non per niente ha preso ragazzi giovani. L’indirizzo è quello: prendere giovani che vogliano restare. A Petrachi non bisogna spiegare niente. Sa come sono i tifosi del Torino e sa cosa si deve fare e cosa non si deve fare con loro. Sa dove l’entusiasmo può nascere e sa anche dove può morire. Sa cosa vuol dire Filadelfia, l’attaccamento alla squadra e cosa facciamo in caso di entusiasmo. Ora purtroppo non possiamo essere entusiasti. Questo campionato scivolerà e si penserà al prossimo. Ma se anche il prossimo sarà quest’agonia… è finita”.
Interviste a cura di Davide Bonsignore e Andrea Croveri
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