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Al 90'

Como-Torino 6-0: l’ennesima umiliazione, condanna per Baroni?

Como-Torino 6-0: l’ennesima umiliazione, condanna per Baroni? - immagine 1
I granata sono disastrosi a Como e vengono di nuovo rullati dalla squadra di Fabregas: ora Baroni è a serio rischio dopo un altro ko da panico
Federico De Milano
Federico De Milano Caporedattore 

Si commenta da solo il pomeriggio in riva al Lario del Torino. Dopo l'1-5 del match d'andata in casa, i granata crollano di nuovo in maniera imbarazzante, per non dire vergognosa, contro il Como. La gara del 22° turno di Serie A termina 6-0 in favore dei ragazzi di Fabregas che hanno segnato quindi in totale 11 reti contro il Toro nelle due partite di questo campionato. Si tratta della terza volta (due Como e il debutto con l'Inter) che la squadra di Marco Baroni subisce almeno cinque gol in questa edizione della Serie A e, come naturale che sia, anche il tecnico granata ora finisce sul banco degli imputati vedendo la sua posizione a rischio.

Le scelte: Casadei e Pedersen tornano dal primo minuto

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Dal punto di vista della formazione iniziale, Baroni non cambia molto rispetto alla partita dello scorso fine settimana contro la Roma. In difesa vengono confermati Tameze, Ismajli e Coco e in attacco partono di nuovo dal primo minuto sia Adams che Ngonge. Le uniche novità nell'undici granata sono a metà campo con Casadei e Pedersen che tornano ad avere una maglia da titolare al posto degli infortunati Gineitis e Aboukhlal, completano il reparto i confermati Ilkhan e Vlasic mentre Lazaro cambia fascia giocando a sinistra. Nel Como parte dal primo minuto l'ex Vojvoda nel ruolo di terzino destro.

Il primo tempo: Douvikas apre la marcature subito a inizio gara

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Pronti e via con il Como che parte subito forte rendendosi pericoloso già al 3' minuto con il colpo di testa di Rodriguez che sfiora il gol su cross dell'x Vojvoda. Tre minuti più tardi ed è di nuovo lo spagnolo a sfiorare il gol da due passi con un tiro ravvicinato che però non trova la porta. Il vantaggio del Como però è solo rimandato di pochi minuti perché all'ottavo minuto parte Douvikas in contropiede e in campo aperto brucia in velocità i difensori granata. Sbaglia Ismajli che si fa superare dal lancio partito dalle retrovie e poi al greco del Como, una volta arrivato davanti a Paleari, basta essere freddo per batterlo sul primo palo segnando così l'1-0 dei padroni di casa. Il Toro cerca di riacciuffare subito il punteggio con una buona azione sviluppata al 13', Pedersen corre sulla fascia destra e crossa pescando Casadei che sul secondo palo fa la sponda di testa e Adams calcia forte ma venendo murato. Al 15' però il Como trova la strada del 2-0 con un tiro rasoterra di Baturina da fuori area che si insacca a fil di palo: male anche qui la difesa granata che non ha marcato a dovere gli attaccanti biancoblù. Cinque minuti più tardi arriva già il primo cambio forzato per Baroni con Ismajli che deve lasciare il campo per un problema muscolare e al suo posto entra Maripan. La leggerezza con cui gioca il Como si vede in tutti i suoi effettivi e poco prima della mezz'ora ci prova anche Vojvoda con un tiro da lontano, circa sulla trequarti offensiva, ma il pallonetto dell'ex difensore del Toro vola alto sopra la traversa di Paleari. Il portiere granata è poi decisivo al 30' quando salva il 3-0 con una bella parata su tiro da buona posizione di Douvikas: il centravanti greco sterza saltando Coco, entra in area e calcia ma è reattivo il numero uno che para. Rodriguez sbaglia ancora e grazie il Toro non segnando il 3-0 al 39' quando riceva da Baturina un pallone perfetto sul dischetto del rigore ma lo spagnolo calcia con troppa potenza e spara alto sopra la traversa. Il Toro ci prova in modo un po' leggero negli ultimi minuti del primo tempo con Ngonge che spreca anche un pallone interessante e così la prima frazione di gara termina sul 2-0 in favore della formazione di Fabregas.

Il secondo tempo: rigore col VAR e il Como dilaga, non aveva mai segnato 6 gol in Serie A

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In avvio di ripresa il Toro prova a creare dei grattacapi alla difesa del Como con dei lanci lunghi diretti verso Ngonge ma l'ala belga per due volte su fa trovare in fuorigioco nei primi minuti. Al 55' c'è l'episodio che fa inclinare ulteriormente il piano della partita: Douvikas entra in area e calcia col mancino, Maripan lo chiude in scivolata ma poi il pallone finisce sul braccio del difensore cileno. L'arbitro Feliciani inizialmente non concede il penalty ma poi viene richiamato al monitor e rivedendo le immagini concede il tiro dagli undici metri con una decisione che appare discutibile (inoltre, non funziona l'audio al momento in cui l'arbitro spiega la scelta): sul dischetto si presenta Da Cunha che calcia sotto la traversa e batte Paleari per il gol del 3-0 al 59'. Il Torino da lì in poi esce dal campo e di fatto lascia praterie al Como che trova presto anche il quarto gol. Al 65' arriva infatti la doppietta di Douvikas, il greco viene imbeccato bene da un passaggio filtrante di Baturina, Coco incespica e il greco ha gioco facile nel dribblare Paleari e insaccare a porta vuota per il 4-0. Subito dopo questo quarto gol, Baroni fa una tripla sostituzione: dentro Zapata, Anjorin e il debuttante Obrador mentre escono Ngonge, Ilkhan e Tameze. Non cambia però nulla perché il Como dilaga trovando il quinto gol grazie a un tiro dal limite dell'area di Kuhn: spedisce la palla sotto la traversa con il suo mancino grazie anche a una deviazione di Obrador che mette fuori causa Paleari. Fabregas toglie dal campo un Nico Paz che oggi non era in forma e non ha giocato bene come ha ormai abituato tutti in questi due anni in Italia. Ma questo non è un problema per il Como che trova anche il sesto gol senza problemi: Casadei effettua un rinvio troppo corto con la testa, e ogni palla vagante è preda di un giocatore di Fabregas, in questo caso Caqueret, che controlla e calcia di controbalzo da fuori area per quello che è il gol del 6-0 al 76'. In Serie A il Como non aveva mai segnato sei reti in una singola partita. La gara termina su ritmi bassi con i lariani che, a questo punto, tirano i remi in barca e un Torino inerme, che va incontro agli inevitabili processi in una situazione che chiama il club a fare delle scelte precise.