Vigilia di Milan-Torino, il tecnico Roberto D'Aversa si presenta in conferenza stampa per parlare della prossima gara. Dopo due vittorie interne contro Lazio e Parma, ora la trasferta di San Siro contro un Diavolo mai battuto in carriera. Di seguito le risposte alle domande dei giornalisti presenti in Sala Conferenze.

LE VOCI
D’Aversa pre Milan-Torino: “L’entusiasmo non diventi euforia. Serve la prestazione”
14.00 Si attende l'arrivo di D'Aversa previsto per le 14.15.
14.15 Arrivato D'Aversa via alle domande.
Il Milan ha dimostrato tanto di soffrire particolarmente le squadre che devono salvarsi. Il Toro come giocherà?
“Vedendolo dal vivo anche contro l’Inter è andata così, bisogna ragionare sempre sulle proprie caratteristiche e capire le loro. In possesso palla possono trovare delle situazioni per aprirti centralmente. Dobbiamo essere bravi affinché questo non avvenga. Sono convinto che il piano tattico possa darci una mano, ma ciò che determina il risultato è la voglia di portare a casa il risultato a tutti i costi”.
Ha avuto le risposte da Casadei?
“Credo che ci si stia fossilizzando troppo sui singoli. Per me è importante fare attenzione al gruppo. Sia il reparto difensivo che il reparto offensivo stanno trovando continuità. Bisogna ragionare sul concetto di squadra e non di singolo. Ribadisco che Casadei deve trovare la continuità per giocare dall’inizio perché ha qualità importanti”
Il Toro non vince in casa del Milan dall’85. Quanto c’è voglia di fare l’impresa? Quale sarà la prima cosa da non sbagliare?
“Sicuramente è un motivo in più per far sì che la squadra vada in campo per fare risultato pieno. Il Milan è secondo, ha entusiasmo. E’ la squadra che ha avuto più progressi rispetto allo scorso anno. Ma noi siamo il Torino e dobbiamo andare in campo con l’obiettivo di portare a casa il miglior risultato possibile. Deve esserci la prestazione. Fare 95 minuti di attenzione e abnegazione. Quello che chiedo è l’atteggiamento perché il Toro va in campo per mettere in difficoltà qualunque avversario”
La sensazione che il Torino può giocare con due punte è un gesto di sfida. Ci proverete? Cosa chiede agli attaccanti domani?
“Chiaro che per ragionare in maniera equilibrata usa un centrocampista in più ma non è detto che con due attaccanti si è più propositivi o offensivi, i miei attaccanti sanno che per poter giocare insieme devono fare entrambe le fasi. Non è detto che un attaccante in più sia più propositivo, è una questione di atteggiamento. I miei attaccanti devono partecipare in entrambe le fasi. Hanno dimostrato di poterlo fare. A maggior ragione se si va a San Siro questo aspetto deve essere portato in campo. Poi è chiaro che si prendono le precauzioni su che modo partecipare nelle fasi”.
Non è ancora riuscito a battere Allegri. Qual è la sua migliore qualità?
“Credo che sia un ottimo allenatore, lo sta dimostrando anche quest’anno. Se prima della Lazio ha messo la squadra nelle condizioni di vincere lo scudetto vuol dire che è un allenatore importante. Pragmatico, ottiene risultati anche facendo un ottimo calcio. Sull’estetica è soggettiva. L’allenatore deve sempre raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società”.
Chi gioca tra Ilkhan e Prati?
“Io penso che quando un allenatore ha dei dubbi vuol dire che allena una squadra di livello, ma non solo in quel ruolo. E’ chiaro che le caratteristiche sono diverse. Prati porta più fisicità, ma Ilkhan ha un terzo tempo sullo stacco di testa, ha più frequenza di passo rispetto all’altro. La scelta la determina anche il giocatore con cui loro andranno ad affrontare quella porzione di campo. Ogni scelta andrà bene”.
La classifica da quando è arrivato era diversa. Cosa direbbe ora ai giocatori?
“Sicuramente si respira un’aria diversa, dettata dai risultati. Ma noi dobbiamo ragionare su cosa abbiamo fatto per raggiungere quei risultati. Quando sono arrivato non era scontato vincere con la Lazio. Sapevamo di essere invischiati in una lotta che non compete a questa squadra. Non tutti i problemi sono risolti. A Napoli siamo stati bravi a essere presenti nell’atteggiamento. Non dobbiamo trasformare questi risultati in euforia, perché ti porta ad affrontare le squadre con minore attenzione. Dobbiamo ragionare partita dopo partita. In questo momento affrontiamo il Milan con personalità. Dobbiamo essere bravi a non commettere errori. Ma dobbiamo ancora raggiungere il nostro obiettivo”.
In attacco la scelta più logica è immaginare Simeone con Adams e Zapata nella ripresa?
“Per caratteristiche Duvan fa più fatica a subentrare, ma con il Parma, dove sapevamo di non avere spazi e che Adams non avesse i 90’ nelle gambe, ho fatto questa scelta. la scelta è stata fatta in base alla partita e a ciò che dovevamo fare. Lì abbiamo sfruttato al meglio le caratteristiche di tutti. Le scelte andranno fatte all’ultimo momento. Quando do la formazione”.
Il punto dall'infermeria?
"Aboukhlal non farà parte dei convocati, Njie in settimana ha avuto un problemino leggero. Il resto della squadra è disponibile e arruolabile"
14.34 Finisce qui la conferenza stampa
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