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Napoli-Torino 2-1, la moviola: pochi episodi e direzione lineare di Fabbri

Napoli-Torino 2-1, la moviola: pochi episodi e direzione lineare di Fabbri - immagine 1
Partita senza episodi decisivi: giuste le sanzioni a Gineitis e Ismajli, resta qualche dubbio sul giallo a Lazaro
Matteo Curreri
Matteo Curreri Redattore 

Dopo un esordio bagnato dal successo contro la Lazio di Maurizio Sarri, il Maradona anche sotto la guida di Roberto D'Aversa resta un tabù per il Torino. Prima Alisson, poi il più classico dei gol dell’ex, firmato da Elmas. Utile soltanto alle statistiche il quarto centro in un 2026 a dir poco prolifico per Cesare Casadei, che ha reso un po’ più vivace il finale. Al triplice fischio di Michael Fabbri arriva però una sconfitta, di certo meno preoccupante di quanto visto nell’ultima trasferta a Marassi, costata la panchina a Marco Baroni. L’allerta resta comunque arancione e contro il Parma, vecchia fiamma di D’Aversa, servirà tornare a fare punti pesanti in chiave salvezza.

Restando invece nei pressi di Fuorigrotta, la direzione del fischietto ravennate non ha vissuto momenti particolarmente decisivi durante la partita. Fabbri ha condotto una gara solida, estraendo tre cartellini, tra l’altro tutti nell’arco di dieci minuti del secondo tempo e tutti nei confronti di giocatori del Torino.

La moviola di Napoli-Torino

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Nell’arco di un minuto arrivano i primi due gialli estratti da Michael Fabbri. Al 63', Gineitis, in zona centrale nella propria metà campo, entra in ritardo nel duello a numeri invertiti – 66 e 99 – contro il rientrante Anguissa, assente da ben quattro mesi. Il lituano interviene duro sulla caviglia del camerunese, arrivato in anticipo, e il giallo è ineccepibile. Stesso metro adottato al 64' per quanto riguarda Ardian Ismajli, saltato nettamente in progressione da Hojlund, ben avviato sulla trequarti. L’albanese lo stende con il solo obiettivo di limitare i danni: entra duro sulle gambe e, conscio della gratuità dell’intervento, chiede subito scusa al danese. Il cerchio si chiude al minuto 73, dove invece serpeggia qualche dubbio su un giallo forse eccessivo. Su una palla in profondità, Lazaro tocca con la mano e lascia involontariamente scorrere per Politano. L’austriaco prova ad aiutarsi con le braccia, facendo però perdere l’equilibrio all’ala partenopea. Fabbri gli mostra il cartellino e il disaccordo dell’esterno granata è evidente. Nel complesso, una gestione senza particolari criticità per il direttore di gara. I pochi episodi sono stati valutati con linearità. La direzione di Fabbri si può considerare nel complesso convincente.