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AL 90'

Torino-Parma 4-1: i granata servono il poker e la salvezza si avvicina

Matteo Curreri
Matteo Curreri Redattore 
Triplice fischio: da Simeone a Zapata, i granata si assicurano il più nove sulla zona retrocessione

Al triplice fischio si può dire: D'Aversa ha fatto come Sinner. Il Toro fa suo, con un netto 4-1, quello che potrebbe essere il match point salvezza in una partita in cui si è visto finalmente un Toro da Toro, smanioso di far suoi tre punti pesantissimi. Il prosieguo della stagione, sembra fare meno paura: ora i granata - anche se con una partita in più - vanno a nove lunghezze dal terzultimo posto. L'apnea, il terrore del Ferraris, hanno trovato immediata risposta con la Lazio, ripetuta ancora al Grande Torino contro il Parma. Ad accomunare le due sfide le reti del Cholito Simeone, su cui ha voluto inizialmente infierire la sempre più bestia nera Mateo Pellegrino, e il timbro finale di Duvan Zapata. Il colombiano completa un secondo tempo cominciato con la rete di Ilkhan, che si mette alle spalle il rosso di Genova, e proseguito nell'autogol di Mandela Keita. Ma le sensazioni, rispetto alla gara con i biancocelesti, sono ancor più positive: per una volta il Toro ha fatto qualcosa di più della vittoria, del "han fatto quello che dovevano fare".

Torino-Parma, le scelte: Adams terminale offensivo, si rivedono Pedersen e Ilkhan

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Rispetto alla gara del Maradona, in cui Roberto D'Aversa ha voluto dare continuità all'undici visto contro la Lazio, il tecnico ex della partita attua delle variazioni di spartito. Confermato il terzetto a difesa di Paleari - con Coco a destra, Ismajli al centro e Ebosse a sinistra - sugli esterni Pedersen vince il ballottaggio con Lazaro, così come Ilkhan viene preferito a Prati. Continuità invece per Gineitis in mediana e Obrador sull'out mancino, mentre rimane fuori Valentino Lazaro. Sulla trequarti campo, Simeone e Vlasic supportano l'unico terminale offensivo Adams, che riconquista la maglia da titolare: l'ultima volta lo scorso 15 febbraio contro il Bologna. Il Parma invece risponde con il ritorno di Suzuki in porta. A sua difesa Delprato, Troilo e Circati. Cremaschi e Valeri agiscono sugli esterni; il mezzo al campo Sorensen, Keita, Ordonez; in attacco la coppia Strefezza-Pellegrino.

Il primo tempo: botta e risposta tutto argentino

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La gara si gioca ancora in un clima surreale: per la quarta sfida interna consecutiva, continua la protesta del tifo granata, che lascia lo stadio per gran parte vuoto. Il primo approccio al match vede un Torino che prova ad alzare fin da subito i ritmi, anche in riaggressione. Un atteggiamento che premia subito i padroni di casa. Terzo minuto: una palla vagante a centrocampo, Vlasic sfonda centralmente e, ridosso della lunetta dell'area avversaria, cerca un servizio per un compagno. Il rimpallo sul corpo di Circati favorisce Simeone che se la allunga col mancino e col destro, in scivolata, fa passare la palla sotto le gambe di Suzuki. Toro avanti dopo appena tre giri di lancette. Il Cholito colpisce ancora, nella stessa porta in cui aveva già fatto male alla Lazio, interrompendo la striscia di tre clean sheet consecutivi del Parma lontano dal Tardini. Dopo la rete granata, il gioco si interrompe per problemi fisici occorsi a Cremaschi dopo uno scontro con Vlasic. Lo statunitense, precedentemente soccorso dallo staff medico, esce dal campo in lacrime e viene sostituito (tra gli applausi di incoraggiamento del Grande Torino) da Britschgi. Il gioco riprende e il Toro non sembra accontentarsi del più uno di vantaggio. Al 12' Vlasic si libera delle maglie crociate per allargare con la punta su Obrador. Lo spagnolo va sul fondo e crossa: Simeone non ci arriva, alle sue spalle Pedersen aggancia col petto e mette fuori di testa per Coco. La conclusione dell'ex Las Palmas di mancino è svirgolata. Ma l'atteggiamento dei granata è sfacciato, di una squadra che vuole fare la partita, reattiva anche in fase di non possesso. Ma sul primo affondo ospite, al 19', arriva l'inaspettato pareggio. In un'intervista a precedere l'incontro di questa sera, Gabriel Strefezza l'aveva annunciato: "Non vedo l'ora di mandare in gol Pellegrino": dalle parole ai fatti. Cross da da sinistra dell'italo-brasiliano e l'argentino - al quinto gol in tre partite contro i granata (numeri a dir poco impressionanti) - a  padroneggiare sulla marcatura di Ebosse e ad incornare di testa il gol della parità. Il primo accenno di reazione granata arriva al 27'. Vlasic prima lavora in interdizione. Gineitis vince un contrasto e poi appoggia al dieci croato che lascia partire un sinistro rasoterra da fuori area. La palla accarezza il palo alla sinistra di Suzuki e si spegne sul fondo. Il Parma però sembra attecchire sull'out mancino. Sorensen, lanciato in profondità da Valeri, al 29' arriva sul fondo e mette una palla bassa all'indirizzo di Pellegrino, ma in questo caso è tempestivo l'intervento ad allontanare in corner di Ismajli. Da sviluppi di corner, c'è spazio per Strefezza per carica il destro in quello che diventa un tiro-cross velenoso su cui Paleari è attento a smanacciare. La successiva palla inattiva crea ancora panico nell'area granata. Il cross di Valeri è ancora per Pellegrino, ma si innesca un parapiglia con Troilo che se la ritrova sui piedi. Blocca Paleari, che fa respirare il Toro. Nel finale, cresce la manovra granata. Al 39' Gineitis alza un cross perfetto all'indirizzo di Simeone, che in girata di testa sfiora il palo alla sinistra di Suzuki. La pressione della squadra di D'Aversa resta viva, che si getta in un forcing finale. Al 42' ci prova ancora Vlasic dalla distanza, con il portiere giapponese costretto a deviare in corner. Nei tre minuti di recupero l'aggressione granata non porta però i suoi frutti e Maresca manda le squadre negli spogliatoi col risultato di 1-1.

Il secondo tempo: Zapata completa l'opera

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Nella ripresa i due tecnici ripresentano gli stessi undici che hanno concluso la prima frazione. Il primo squillo è ducale. Dopo 3 minuti, Suzuki coinvolge Pellegrino che fa a sportellate con i suoi marcatori. Strefezza di spalla lo manda in profondità e l'argentino mette una palla al centro per nessuno, su cui Paleari - in uscita - si mostra particolarmente incerto, rischiando la frittata con la collaborazione di Ebosse. Il camerunese allontana il pericolo autoindotto. Sicuro invece, tre minuti più tardi, l'estremo difensore granata in presa sul cross di Strefezza. Rispetto alla prima frazione, i granata sembrano avere più difficoltà nel trovare spazi contro un Parma compatto. La conseguenza naturale è una manovra più lenta. Al 52', nonostante la complessità, Adams viene travolto a ridosso dell'area di rigore da Keita. Si incarica della battuta della punizione Gineitis: centrale la battuta del lituano, che trova comunque le dita di Suzuki per il corner. Ilkhan dalla bandierina coinvolge ancora Gineitis per la battuta corta. Il cross a uscire coinvolge Vlasic che arpiona il pallone, dribbla e appoggia su Ché Adams che controlla e scarica il destro verso lo specchio. Sulla traiettoria si inserisce Emirhan Ilkhan, al secondo centro con la maglia granata, il primo in campionato. "Forza Toro alè" si alza dalla Maratona antistante al Grande Torino. Un entusiasmo contagioso, che si trasforma in un immediato tris, dopo appena sessanta secondi. Gineitis combatte a centrocampo, Vlasic parte in solitaria, per poi coinvolgere Adams. Lo scozzese si accorge allora di Simeone solo soletto in area di rigore. Lo serve e il Cholito si coordina in acrobazia: traversa, ma è poi Mandela Keita a tradurre il pallone in rete per il 3-1 al minuto al 56'.

Verso l'ora di gioco, Maresca estrae i due primi cartellini dell'incontro nei confronti di Ordonez per un fallo su Adams e Delprato per proteste. Poi tocca a D'Aversa attuare la prima mossa a partita in corso. Lo aveva annunciato: "Adams non ha ancora i 90 minuti" ed ecco gli applausi a sottolineare una prestazione gradita al pubblico per lasciare spazio all'acclamato Duvan Zapata. La risposta di Cuesta è tripla: fuori Troilo, Ordonez e Keita per Estevez, Valenti e Oristanio. Ma è il Toro ancora ad esaltarsi in una fase di evidente galvanizzazione. Al 67' Ilkhan cerca la doppietta personale con un tiro di sola potenza, che va alto però, sopra la traversa. Il Parma prova a farsi vedere. Delprato al 72' alza un cross alla ricerca della testa di Pellegrino: sicuro Paleari in presa. Dall'altra parte, Pedersen alza anch'esso un traversone, su cui però non c'è nessun compagno pronto a colpire. Nel Toro qualche momento di apprensione per Ismajli, che esce momentaneamente dal terreno di gioco per farsi soccorrere, prima di un altro doppio cambio comandato da D'Aversa con le ovazioni per Ilkhan e Simeone ad anticipare gli ingressi di Prati e Kulenovic. Proprio quest'ultimo neo entrato si rende parecchio pericoloso. Al 79' Zapata appoggia per il croato che, di prima intenzione, costringe Suzuki all'intervento in tuffo. Nel finale, a cinque dal novantesimo, Kulenovic entra nel registro dei cattivi e, nel recupero, c'è spazio per il poker firmato Duvan Zapata. E che gol! Il colombiano, servito da Kulenovic,  infila un destro all'incrocio che non dà scampo a Suzuki. Il Toro festeggia quattro reti, come non era mai accaduto in stagione. Il segnale che qualcosa è cambiato.