Da un cambio di allenatore ci si aspetta una reazione di nervi, una maggiore attenzione volta a mantenere soprattutto la porta inviolata, dopo gli strafalcioni di un'intera stagione, e la voglia di darsi una mano con rinnovato spirito di squadra. Tutto ciò è accaduto. Al triplice fischio, il Toro ottiene meritatamente ciò a cui bramava: la vittoria e un clean sheet. Contro la Lazio le risposte arrivano sotto tutti i punti di vista e si vede un Torino ben diverso da quello di sette giorni fa a Genova. Le firme sono della coppia Simeone nel primo tempo e Zapata nella ripresa, per la prima volta in stagione schierati dal primo minuto. Mette la firma anche Paleari con una parata determinante nel finale. D'Aversa non poteva ottenere di meglio all'esordio, con la zona retrocessione che ora torna a distare sei lunghezze.
al 90'
Torino-Lazio 2-0: Simeone-Zapata, D’Aversa parte bene
Torino-Lazio, le scelte: Ismajli al centro della difesa, davanti Simeone-Zapata
—Per l'esordio sulla panchina granata, Roberto D'Aversa mantiene il 3-5-2 con delle variazioni che riguardano soprattutto la difesa. Di fronte a Paleari, il nuovo tecnico schiera Ismajli al centro con Coco a destra e Ebosse sul lato opposto: panchina dunque per Maripan. Sugli esterni Lazaro e Obrador a comporre il centrocampo con Prati in cabina di regia, Vlasic e Gineitis mezzali. Davanti la coppia inedita dal primo minuto Zapata-Simeone. La Lazio risponde con un 4-3-3: Provedel in porta; Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini in difesa; a centrocampo Belhayane, Cataldi e Taylor e a completare il trio Cancellieri, Ratkov, Zaccagni.
Il primo tempo: sesto gol in campionato per Simeone
—In un Olimpico Grande Torino nuovamente spettrale (la Maratona replica le due precedenti iniziative di contestazione verso Cairo contro Lecce e Bologna), i granata vogliono cominciare al meglio il nuovo corso D'Aversa. Il primo squillo della partita è del Torino dopo quattro minuti. Sulla pressione vinta a centrocampo, Gineitis lancia Simeone. L'argentino, giunto in area, non ha spazio sul destro e deve appoggiare dietro per Lazaro. Il tiro di prima intenzione dell'austriaco sbatte su Pellegrini. Dal corner successivo ci prova da fuori area Prati, il cui destro è potente ma destinato a spegnersi sul fondo. La Lazio, dopo i due pericoli corsi, amministra col palleggio proiettandosi nella metà campo granata. La partita però, dopo un quarto d'ora, risulta ancora bloccata, con le due squadre attente a non scoprirsi. Il Toro in fase di non possesso si dispone con un blocco piuttosto basso e in fase di possesso si rende protagonista di errori in costruzione. I granata mostrano difficoltà a superare la pressione degli uomini di Sarri. Al 21' Coco offre allora una palla a scavalcare il centrocampo per Simeone, che spizza all'indirizzo di Zapata. Il colombiano prova ad aggiustarsi la palla per concludere, un po' macchinosamente. La sua conclusione viene murata, ma il pallone compie una deviazione strana che favorisce Simeone; l'argentino, arrivando da dietro, sullo slancio anticipa Pellegrini e Provedel e tocca quel tanto che basta per portare il Torino in vantaggio al minuto 21. Per il Cholito, che non segnava dalla prima del 2026 a Verona, è il sesto gol stagionale. L'argentino, galvanizzato dal gol, ci prova di nuovo da fuori area costringendo Provedel a distendersi in corner. Il Toro resta dalle parti della metà campo biancoceleste. La squadra di D'Aversa sembra mancare però qualità nell'ultimo passaggio. Aspetto di cui apparentemente sembra invece non difettare la Lazio, che al 36' si fa vedere con Zaccagni. L'esterno biancoceleste, a sinistra, si disfa di Coco, arriva sul fondo e mette una palla al centro per Belahyane. Il sinistro a botta sicura del marocchino si va però a scontrare con la ribattuta del difensore equatoguineano, che si fa perdonare mantenendo il vantaggio granata. Nel finale la Lazio si fa più viva, ma non basta. Prima del duplice fischio di Abisso, Gineitis si fa ammonire per un fallo tattico su Zaccagni.
Il secondo tempo: Zapata al secondo centro stagionale
—Maurizio Sarri, prima di riprendere il gioco, sostituisce Belahyane per Dele-Bashiru e Ratkov per Noslin. Roberto D'Aversa mantiene invece lo stesso undici della prima frazione. Nei primi minuti della ripresa difetta il ritmo, con una grande densità a centrocampo, ma è da questi presupposti che si sviluppa il raddoppio granata. Al 53', su una palla vagante sull'out mancino, Gineitis cambia completamente gioco su Lazaro a destra. Vlasic riceve e scambia con Prati. Il croato pare cercare lo spazio per concludere da fuori per poi avere un ripensamento e allargare su Ebosse. Da quest'ultimo fino a Obrador: il terzino spagnolo alza un cross col mancino su cui Zapata punisce di testa. E' il secondo gol stagionale del capitano granata, che esulta sotto la Maratona vuota.
La reazione biancoceleste è immediata. Noslin prova a sorprendere Paleari con un piazzato dalla lunga distanza, ma il portiere granata si fa trovare pronto in tuffo. Due minuti più tardi è ancora Toro in avanti. Obrador imbuca per Vlasic, che salta Marusic per poi crossare all'indirizzo di Lazaro. L'ex Inter calcia ma colpisce in pieno la sagoma di un difensore. Superata l'ora di gioco, Sarri attua altre due modifiche. Cancellieri abbandona il campo per Isaksen, mentre Pellegrini lascia spazio a Nuno Tavares. Il Toro gestisce il possesso e cerca di trovare varchi per colpire ancora. Al 66' Ebosse guadagna un corner da destra su cui Simeone prova ad approfittarne, senza successo. In seguito, D'Aversa fa esordire nel 2026 Ivan Ilic (assente dalla gara del 21 dicembre con il Sassuolo) al posto di Gineitis. La Lazio prova a rientrare in partita palleggiando nei pressi della trequarti granata senza però avere quel guizzo per cambiare lo stato delle cose. Al 72' D'Aversa compie altre due sostituzioni. Standing ovation per Duvan Zapata che fa posto a Casadei, contemporaneamente a Obrador che lascia a un altro esordio nell'anno solare: quello di Niels Nkounkou, che non giocava in campionato dal 27 dicembre, dalla gara casalinga col Cagliari. D'Aversa avanza Vlasic in compagnia di Simeone, con Casadei dietro in una posizione ibrida. Nel finale, la Lazio cerca una reazione tardiva. Nuno Tavares sgroppa a sinistra e, una volta sul fondo, coinvolge Noslin a due passi dalla linea di porta: attento Ebosse in chiusura alle sue spalle. Al 76' il tentativo di controbalzo di Cataldi, con il pallone che esce non di molto. La Lazio resta in forcing offensivo. Cataldi sradica palla dai piedi di Prati, entra in area e mette all'indietro un pallone per Dele-Bashiru. Il controllo, poi il destro su cui si immola Ebosse. Negli istanti successivi, Vlasic finisce sul registro dei cattivi per un intervento in ritardo a centrocampo su Provstgaard. A dieci dalla fine, Sarri si gioca la mossa Dia al posto di Zaccagni. Quattro minuti più tardi è il turno di D'Aversa, che sostituisce l'applaudito Simeone con Kulenovic e Prati con Tameze.
La Lazio resta in pressione. Isaksen all'86' guadagna un corner, di cui Tavares si incarica della battuta. La palla arriva sul secondo palo a Marusic che fa sponda per Romagnoli. L'ex capitano del Milan colpisce di testa da due passi ma è miracoloso Paleari a dirgli di no e mantenere il doppio vantaggio. Nel finale, una conclusione di Vlasic che Provedel devia in corner e le ammonizioni di Tameze e Kulenovic. Al triplice fischio il Toro festeggia una vittoria a dir poco fondamentale che lo allontana dalla zona retrocessione.
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