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TURIN, ITALY - JANUARY 7: Nikola Vlasic of Torino FC in action during the Serie A match between Torino FC and Udinese Calcio at Stadio Olimpico di Torino on January 7, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
"Eravamo più sporchi dal punto di vista tecnico per la qualità che abbiamo. Basta vedere il gol dell’Udinese, il primo. Loro con un passaggio entrano in area. Siamo mancati dopo un buon primo tempo. Dopo abbiamo cercato di recuperare, il gol è arrivato tardi. Siamo dispiaciuti", ha dichiarato Marco Baroni. Il punteggio dice Torino-Udinese 1-2, i numeri di Sofascore raccontano una sconfitta che brucia proprio perché nasce da un mix già visto: produzione, pressione, e poi la mancanza del colpo che ammazza la gara. Come afferma il tecnico granata, il gol è arrivato tardi e gli avversari con un palleggio entrano in aerea. A dimostrazione di scarso cinismo e poca solidità. I
Sul piano delle conclusioni il distacco è minimo: 10 tiri Torino, 9 Udinese, con 4-4 nello specchio. La vera frattura emerge però quando si guarda alle situazioni “pesanti”. Le grandi occasioni sono 4 per il Torino e 3 per l’Udinese. Ma il dato che pesa come un macigno è quello delle occasioni nette mancate: 3 per i granata contro 1 degli ospiti. In pratica il Toro ha avuto più volte la chance di andare oltre l’episodio e mettere un margine di sicurezza, senza riuscirci. E infatti gli expected goals spiegano perché l’Udinese, pur senza un dominio di volume, abbia meritato di più in termini di pericolosità: 0,88 xG Torino contro 1,99 xG Udinese. Tradotto: i granata tirano quasi quanto l’avversario, ma con probabilità media di segnare più bassa; gli ospiti, invece, arrivano meno spesso ma in condizioni mediamente migliori.
Il Toro chiude con il 54% di possesso e 444 passaggi complessivi contro i 392 dell’Udinese, costruendo anche più presenza stabile nella metà campo avversaria: 66 ingressi nel terzo offensivo (contro 46) e 93 passaggi completati negli ultimi 30 metri. È una partita in cui la manovra c’è, la continuità pure, ma la differenza la fa la qualità delle occasioni create e soprattutto trasformate. Anche l’area racconta una sfida ambigua. Il Torino calcia 7 volte dall’interno, l’Udinese 8, ma soprattutto gli ospiti toccano palla 30 volte in area granata contro le 19 del Toro nell’area avversaria: un dato che parla di difesa costretta spesso a proteggere la porta “dentro casa”, nonostante il possesso favorevole. Non a caso l’Udinese chiude con 38 chiusure difensive (contro 22), segno di un assedio respinto ma anche di un Torino che non riesce a trasformare la pressione in vantaggio concreto.
La parte difensiva, infine, non è “solo episodio”. Il Toro vince bene i duelli aerei (23 su 41, 56%) e ha un saldo palle perse favorevole (3 contro 10), però concede 6 corner e, soprattutto, lascia all’Udinese una partita da 1,99 xG. Quando permetti quella qualità lì, rischi di pagare caro anche con poche conclusioni concesse. La reazione finale (gol all’87’) rende il risultato più stretto. Ma non cancella il nodo: senza cinismo sulle grandi occasioni, l’inerzia non diventa mai controllo del punteggio.
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