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TURIN, ITALY - NOVEMBER 02: Massimiliano Allegri, Head Coach of Juventus looks on prior to the UEFA Champions League Group H match between Juventus and Paris Saint-Germain at Juventus Stadium on November 02, 2022 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Una storia quasi a senso unico quella tra Allegri e i granata, che sabato alle ore 20:45 si affronteranno per la venticinquesima volta in Milan-Torino. Il bilancio non sorride ai granata, che nel corso degli anni si sono spesso confermati tra le vittime preferite del tecnico livornese. I numeri delle 24 sfide in cui l’allenatore toscano ha affrontato i granata sono infatti eloquenti: 17 vittorie e 6 pareggi, con una sola affermazione del Toro, nel derby della stagione 2014/2015. Il dato si aggrava se si considerano le gare in trasferta: contro le squadre di Allegri, i granata non hanno mai vinto, con lo zero ancora fermo alla voce successi. Dal Cagliari al Milan, passando per le esperienze alla Juventus e il ritorno in rossonero, il copione non è mai cambiato.
Bisogna risalire al 2008 per trovare il primo scontro tra Allegri e il Torino. All’epoca l’allenatore muoveva i suoi primi passi in Serie A e, dopo cinque sconfitte consecutive e un pareggio, ottenne la sua prima vittoria proprio contro i granata all’Olimpico. In che modo? Con quello che diventerà il suo marchio di fabbrica, il “corto muso”: 0-1 con gol di Robert Acquafresca all’86’. Il ritorno in Sardegna, invece, si chiuse sullo 0-0. Al termine della stagione il Toro retrocesse in Serie B, tornando in A tre anni più tardi. Allegri, nonostante un inizio complicato, chiuse invece al nono posto con il Cagliari, risultato che gli valse la Panchina d’Oro.
Le strade di Allegri e del Toro tornarono a incrociarsi nella stagione 2012/2013, in un contesto completamente diverso. Il tecnico sedeva sulla panchina del Milan già dal 2010/2011, anno dello scudetto, mentre il Torino era al primo anno dopo il ritorno in Serie A. I risultati, però, non cambiarono. All’Olimpico finì 2-4, nella prima di una lunga serie di rimonte “allegriane”, con le firme di Robinho, Nocerino, Pazzini ed El Shaarawy. Illusorio il vantaggio iniziale di Santana, così come inutile la rete finale di Bianchi. La terza vittoria di Allegri contro il Torino arriva già al ritorno con l'1-0, targato Super Mario Balotelli. L'attaccante italiano si rese protagonista anche della beffa subita dai granata nella stagione successiva. La coppia D'Ambrosio-Cerci porta il Toro in vantaggio di due reti e Muntari accorcia le distanze. Sembra tutto apparecchiato per la prima vittoria contro l'allenatore livornese, ma al 97' il Milan ottiene un calcio di rigore, che Balotelli realizza e porta il risultato sul 2-2 finale. L’imbattibilità di Allegri contro il Torino proseguì, almeno fino a poco dopo, quando sarebbe arrivata l’unica gioia granata.
Siamo solo all’inizio di un “vis-a-vis” tra Allegri e il Torino, destinato a durare a lungo e a prendere una piega sempre più emblematica e, per i granata, spesso drammatica. L’approdo del tecnico sulla panchina della Juventus, dal 2014 al 2019 e poi dal 2021 al 2024, segna un’era: in questo periodo si disputano ben diciotto derby. Le beffe per il Toro diventano una costante. A partire dal primo derby con Allegri in panchina, quando l’1-1 — rigore di Vidal e coast-to-coast di 70 metri di Bruno Peres — si trasforma nel 2-1 juventino al 93’, con il gol da fuori area di Pirlo. Il copione si ripete anche nella stagione successiva, con un altro 2-1 deciso al 93’, stavolta da Cuadrado. Non mancano le rimonte, come quella del 2016 (da 1-0 a 1-4) e quella del 2023, quando il Toro, avanti due volte, esce sconfitto 4-2 dall’Allianz Stadium. A rendere ancora più amaro il bilancio contribuiscono anche episodi arbitrali discussi: dal derby di Coppa Italia del 2015, con l’espulsione di Molinaro e il mancato secondo giallo a Zaza, alla sfida del 2016, segnata dal rosso ingeneroso ad Acquah e dal pareggio di Higuain al 92’. L’ultimo incrocio tra Allegri e il Toro in un derby risale al 2024, chiuso sullo 0-0. Nel mezzo, per i granata, tante sconfitte, pochi pareggi e una vittoria.
È il secondo derby di Allegri a rappresentare ancora oggi l’unica sconfitta del tecnico contro il Toro. Quello del 26 aprile 2015 resta infatti l’ultimo successo granata contro i bianconeri. Il gol iniziale di Pirlo su punizione non basta: le reti di Darmian allo scadere del primo tempo e di Quagliarella al 57’ ribaltano il risultato e regalano al Torino una vittoria per 2-1 dal valore storico. Un successo che rappresenta una tregua tra il lungo digiuno precedente e il presente, ma che resterà anche un episodio isolato nel confronto con Allegri. Negli anni successivi, infatti, il tecnico tornerà a imporre il proprio dominio, lasciando ai granata solo il ricordo di quella notte come unica vera gioia in un confronto fin qui a senso unico.
La scorsa estate Massimiliano Allegri ha fatto ritorno sulla panchina del Milan e, dopo ventinove giornate, il cammino dei rossoneri è stato più che positivo: secondo posto a quota 60 punti, in linea con l’obiettivo Champions, con il sogno scudetto ancora sullo sfondo. La sfida d’andata tra Torino e Milan è stata l’ennesima dimostrazione delle difficoltà granata contro il tecnico livornese. Dopo un primo tempo da sogno, con il rigore di Vlasic e la rete di Zapata, il Toro si è visto rimontare: prima Rabiot e poi, nella ripresa, la doppietta decisiva di Pulisic hanno ribaltato il risultato. Uno scenario diverso rispetto a quello attuale, con i granata allora guidati da Baroni e Allegri assente per squalifica. Sabato sera a San Siro, invece, sulla panchina del Torino ci sarà Roberto D’Aversa, con l’obiettivo chiaro di spezzare una maledizione che dura da quasi undici anni. Servirà anche interrompere la lunga imbattibilità di Allegri nelle sfide interne contro il Toro. Difficile, certo. Ma non impossibile. D’altronde, le imprese esistono: Davide ha battuto Golia, il Barcellona ha rimontato il PSG dal 4-0 e perfino l’Undertaker ha perso la sua streak a WrestleMania.
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