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Chi è D’Aversa: dalla gavetta e le promozioni a Parma fino alle retrocessioni

D'Aversa
La carriera di quello che sarà il nuovo allenatore del Torino: una panoramica che, forse, non fa ben sperare
Davide Bonsignore Redattore 

Retrocessione, esonero, retrocessione, esonero. Queste sono le conclusioni delle ultime quattro esperienze di quello che sarà il nuovo allenatore del Torino: Roberto D'Aversa. La squadra granata ora si vede proiettata a tre punti dalla zona retrocessione, in caso di vittoria della Fiorentina nel derby toscano con il Pisa e ha bisogno di cambiare aria. I risultati negativi, culminati con il 3-0 di Marassi, hanno portato la dirigenza granata a optare per l'esonero di Marco Baroni, ritenuto inadatto per traghettare la squadra verso la salvezza. "Traghettatore" è proprio il termine che descriverà l'esperienza di D'Aversa in granata: un allenatore scelto per raggiungere la salvezza e liberare la panchina a giugno, ma che - in realtà - traghettatore non è.

Da calciatore ad allenatore: la prima esperienza di D'Aversa in Serie B e il primo esonero

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L'esperienza da calciatore del centrocampista D'Aversa si apre nelle giovanili del Milan ma trova compimento tra i professionisti con altre squadre, tra le quali Monza, Pescara, Ternana e Siena. Appende gli scarpini al chiodo dopo la parentesi alla Virtus Lanciano e proprio con i Frentani inizia prima come responsabile dell'area tecnica e poi come allenatore, in Serie B. Alla prima stagione, la 2014/2015 trova la salvezza con la Virtus Lanciano in Serie B, ma a metà della seconda viene esonerato con la squadra frentana al penultimo posto in classifica. Primo esonero con la formazione rossonera che al termine della stagione non riuscirà a trovare la salvezza e anzi avvierà la procedura di liquidazione volontaria, rimanendo attiva con il solo settore giovanile.

D'Aversa e la prima, unica, parentesi positiva al Parma

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Dopo quasi un anno di stop, il 3 dicembre 2016 subentra a Morrone (nominato ad interim al posto dell'esonerato Apolloni) sulla panchina del Parma, in quel momento in Serie C. Con i crociati D'Aversa apre il momento più prolifico della sua carriera: ottiene al termine della stagione la promozione in Serie B, dopo aver vinto i play-off contro l'Alessandria, e successivamente, nell'annata 2017/2018 trova la seconda promozione consecutiva, dopo il secondo posto ottenuto nel campionato cadetto alle spalle dell'Empoli, che gli darà casa qualche anno dopo. A Parma resta altre due stagioni, guidando la formazione gialloblù a un quattordicesimo e successivamente a un undicesimo posto in Serie A. Rescinde al termine della stagione 2019/2020.

Parma e Sampdoria: retrocessione, esonero

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Con i Ducali sembra essere interrotta l'avventura ma il 7 gennaio la dirigenza parmense si rivolge nuovamente a lui: D'Aversa subentra all'esonerato Liverani e raccoglie la squadra al terzultimo posto in Serie A. In cinque mesi non riesce a invertire la direzione intrapresa dal Parma in quella stagione e, anzi, la peggiora. Dopo una sola vittoria, 5 pareggi e 16 sconfitte, i Ducali retrocedono in Serie B con quattro giornate d'anticipo, terminando il campionato all'ultimo posto. Con i gialloblù non trova più futuro, ma in estate trova posto sulla panchina della Sampdoria. Nella prima parte di stagione ottiene una vittoria nel derby contro il Genoa ma i risultati non sono positivi e a gennaio la squadra si trova al sedicesimo posto, a quattro punti dalla zona retrocessione. La dirigenza blucerchiata opta per il suo esonero e il 17 gennaio 2022 lo solleva dall'incarico.

La testata a Henry e l'esonero dal Lecce

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Una storia circolare quella di Roberto D'Aversa che anche nelle successive due esperienze, le più recenti, non trova una variazione rispetto alle ultime parentesi con Parma e Sampdoria. A giugno 2023 Damiani sceglie lui per cominciare la stagione del Lecce in Serie A, accordandosi per un contratto annuale con opzione per la stagione successiva. I risultati, però, non sono buoni: dopo un girone d'andata apprezzabile, al giro di boa la formazione salentina si spegne e incappa in sette sconfitte nell'arco di nove partite. Questi risultati costano la panchina a D'Aversa che l'11 marzo 2024 viene esonerato, contestualmente al divenuto celebre episodio della testata - o, quantomeno, dello scontro testa contro testa - al giocatore giallorosso Thomas Henry. D'Aversa lascia il Lecce al quindicesimo posto, a una sola lunghezza dalla zona retrocessione.

L'esperienza più recente di D'Aversa: la retrocessione con l'Empoli

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Più recentemente, la parentesi all'Empoli. Rimasto libero dagli impegni presi con il Lecce, Roberto D'Aversa trova sistemazione nell'estate del 2024 all'Empoli, con il quale firma un contratto biennale. La stagione comincia al meglio: la formazione toscana raccoglie 10 punti in 6 giornate, rimanendo imbattuta per i mesi di agosto e settembre. I primi mesi sono positivi: nel girone d'andata l'Empoli trova la dodicesima posizione con 20 punti e raggiunge addirittura le semifinali - per la prima volta nella storia del club - eliminando Catanzaro, Torino, Fiorentina e Juventus e uscendo soltanto dopo la doppia sconfitta contro il Bologna. La seconda parte di stagione, però, è tragica: 11 sconfitte nelle prime 16 giornate portano a una situazione in classifica estremamente complicata. Nonostante le vittorie contro Parma e Monza, la sconfitta 1-2 in casa contro il Verona nell'ultima giornata è devastante e porta l'Empoli a retrocedere da terzultima classificata, con 31 punti in classifica. D'Aversa non viene confermato sulla panchina dei toscani e non trova impiego per questa stagione, fino ad ora, quando il Torino lo sceglie per sostituire Baroni.

Il resoconto su D'Aversa: non un traghettatore, ma un lottatore dei bassifondi

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Alla luce di queste esperienze si può parlare di Roberto D'Aversa come di un allenatore che ha senza dubbio fatto gavetta, facendo esperienza in Serie C e in Serie B, che ha trovato una luce e una propria dimensione con il Parma, con il quale ha ottenuto due promozioni consecutive, ma che dall'altra parte ha faticato in tutte le altre piazze. A favore della scelta del tecnico nato a Stoccarda come traghettatore si può evidenziare una grande esperienza come lottatore: nella quasi totalità delle sue esperienze, D'Aversa è stato costretto a lottare per la salvezza. A fare da contraltare, però, si hanno i risultati negativi di un allenatore che nelle ultime quattro esperienze (Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli) ha trovato due esoneri e due retrocessioni. D'Aversa non è mai stato un traghettatore, quasi sempre le sue esperienze sono cominciate in estate, a stagione da impostare. Ma visti i suoi risultati recenti, forse un cambio di paradigma potrebbe anche cambiare l'esito finale.