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TURIN, ITALY - FEBRUARY 24: Roberto D'Aversa Head Coach of Torino FC during the Torino FC Training Session at Stadio Filadelfia on February 24, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Cambia tutto, ma deve cambiare veramente tutto. La scelta di esonerare Baroni arriva dopo una serie di risultati estremamente negativi: nelle ultime sette in stagione, il Toro è uscito sconfitto cinque volte. Allora una decisione in extremis, quella del cambio di allenatore, che ha un obiettivo da raggiungere con una modalità prestabilita: arrivare alla salvezza cambiando atteggiamento. Questo aspetto è chiave nel raggiungimento della permanenza in Serie A da parte della squadra granata: un cambiamento di mentalità e di atteggiamento in campo che deve necessariamente arrivare dai giocatori. Il metodo, è presto detto, potrebbe anche essere il ritiro.
Nella giornata di ieri, martedì 24 febbraio, Cairo e D'Aversa si sono presentati nella sala conferenze dell'Olimpico Grande Torino per presentare il percorso che si vedrà da qui al 30 giugno, quando scadrà il contratto dell'ex tecnico dell'Empoli. Un percorso in cui ci si aspetta da parte della formazione granata un cambio di atteggiamento: nelle ultime uscite, troppe volte si è vista una squadra passiva quasi passeggiare in campo. Il risultato di Marassi ne è l'esempio. La società aveva minacciato, in caso di risultato negativo contro il Genoa - e il 3-0 è decisamente tale -, un ritiro istantaneo per preparare con la massima concentrazione la partita contro la Lazio. Ora non c'è più Baroni, c'è D'Aversa, e la decisione spetta a lui. Nella giornata odierna il nuovo tecnico granata avrà di nuovo modo di lavorare sui campi del Filadelfia con i suoi giocatori e deciderà: se ci sarà un netto e positivo cambio di atteggiamento, allora forse lo si potrà evitare. Altrimenti, sarà ritiro.
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