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TURIN, ITALY - FEBRUARY 24: Roberto D'Aversa Head Coach of Torino FC during the Torino FC Press Conference on February 24, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Antivigilia di Napoli-Torino, Roberto D’Aversa presenta in conferenza stampa la trasferta di venerdì sera (ore 20.45) contro gli azzurri. Di seguito le risposte ai giornalisti presenti nella sala conferenze dell’Olimpico-Grande Torino.
16.45 - Si attende l’arrivo del tecnico in sala conferenze
17.01 - Arrivato D'Aversa, al via la conferenza
Come si fa a evitare risultati altalenanti?
"La storia di quest'anno dice che ci sono stati risultati negativi subito dopo le vittorie, è la prima cosa che ho detto alla squadra dopo la partita. Giocando di venerdì c'è meno tempo per preparare la gara, ci siamo subito buttati nel lavoro".
Contro il Napoli vedremo novità?
"Quando sono arrivato abbiamo fatto quello che poteva portarci vantaggi con la Lazio. Dobbiamo ragionare sulla squadra che abbiamo di fronte, il Napoli porta aggressione uomo su uomo. Dal punto di vista tattico sarà una gara diversa".
Sono ipotizzabili due attaccanti o è meglio una sola punta?
"Ci può stare come valutazione, l'avevo fatta anche per la Lazio. Nella scelta dell'undici bisogna valutare che ci sono partite nella partita e alla condizione fisica. Ci possono stare entrambe le cose".
Un regista come Ilkhan può essere una soluzione?
"Può ricoprire il ruolo da play in un centrocampo a tre, anche se contro la Lazio avevamo una mediana a due. Gineitis ha fatto benissimo da mediano, non mi soffermerei su sistema o moduli: è l'interpretazione della gara e degli spazi a fare la differenza. Ilkhan può giocare sia a tre sia a due".
Come può cambiare l’attacco con Adams?
“Bisogna sempre valutare che rientra da un infortunio. Per caratteristiche può ricoprire sia il ruolo da prima punta sia da trequarti, tutte e tre le zone di campo: anche a sinistra a piede invertito”.
Che rapporto ha con Conte?
“La voglia di battere l’avversario non cambia. Ci sono undici scudetti in campo, mi sembra scorretto parlare del rapporto tra me e Conte”.
Si può fare un primo bilancio della sua settimana granata?
“In questo momento il mio unico obiettivo è raggiungere al più presto quello di squadra, non c’è altro nella mia testa. Dobbiamo essere convinti di andare a Napoli a fare una prestazione importante: voglio vedere un atteggiamento che chiedo già nel lavoro quotidiano. La partita sarà molto difficile ma anche bella da andare a giocare, ho un po’ di invidia per la squadra che potrà scendere in campo. Sono venuto per fare il meglio possibile, l'entusiasmo non deve scemare in euforia”.
Ha visto qualcosa di interessante nella Primavera?
“Ha vinto 3-1, è già un aspetto importante. I mancati esordi fanno capire anche il valore della prima squadra, è più difficile che un giovane possa esordire. Vorrei che i ragazzi della Primavera ragionassero anche sul fatto che l’allenatore della prima squadra, nella sua storia, ha fatto sì che tanti ragazzi esordissero. E quindi devono avere una motivazione in più”.
L’assetto difensivo sarà confermato?
“Ogni settimana si fanno delle scelte. Contro la Lazio sono ricadute su quei tre, ma con tempo, lavoro e allenamenti potrebbero anche cambiare. Dipende dalle caratteristiche con cui voglio iniziare la partita e da quelle della squadra avversaria. Tutti si devono sentire considerati”.
Come cambia il ruolo degli esterni?
“Chiedo partecipazione nella costruzione e nella fase conclusiva. Bisogna migliorare l’arrivo dalla parte opposta. Nel momento in cui stiamo costruendo bisogna dare la soluzione al braccetto, ma voglio anche partecipazione per la conclusione”.
Che cosa può ancora dare Zapata?
“Ha caratteristiche molto importanti anche per venire a costruire. La dota migliore è l’attacco alla profondità, quando ti vengono ad aggredire si può sfruttare per attaccare gli spazi. C’è chi ha queste caratteristiche di natura, e Duvan è tra i migliori, e chi lo fa per intelligenza calcistica come Simeone e Adams”.
Adams può essere titolare?
“Valutiamo, è tornato da un problema al polpaccio e bisogna stare molto attenti. Contro la Lazio ho preferito non rischiarlo, il polpaccio è un muscolo particolare”.
Come sintetizza gli aspetti più belli toccati nello spogliatoio? E cosa c’è da migliorare?
“Questa settimana ha confermato il mio pensiero sul potenziale reale di questa squadra. Il livello di concentrazione è stato buono ma si può sempre migliorare. Dobbiamo migliorare le palle inattive, abbiamo qualità sia in chi batte sia in chi va a saltare. C’è stata voglia di farle ma non ancora nel migliore dei modi, ma squadra cerca di riportare in allenamento quello che viene provato in partita ed è importante”.
Quanto è importante che il braccetto sinistro sia un mancino?
"È importante per la costruzione di gioco, lo si è visto contro la Lazio. E anche a livello difensivo, perché si fanno le scalate e un'eventuale scivolata si fa sul piede forte".
Un ruolo più avanzato può valorizzare Casadei?
"Casadei è la classica mezzala di inserimento, che può essere anche avanzato come trequartista. Magari non a piede invertito, ma sulla destra può essere sfruttato per buttarsi dentro e far valere il fisico. Ha già fatto tre gol, starà a lui dimostrare di poter essere un giocatore importante che può arrivare a sette o otto gol".
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