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TURIN, ITALY - DECEMBER 8: Cyril Ngonge of Torino FC reacts during the Serie A match between Torino FC and AC Milan at Stadio Olimpico di Torino on December 8, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Dopo soli sei mesi si conclude l'avventura di Cyril Ngonge con il Torino. L'attaccante belga, torna formalmente nel Napoli di Antonio Conte (visto che in granata ci è arrivato solamente in prestito) e poi volerà in Spagna. Per lui è infatti pronta la nuova esperienza con l'Espanyol, club di Barcellona che attualmente è in lotta per le coppe europee nel campionato spagnolo. L'estate scorsa il Toro aveva deciso di puntare con convinzione su Ngonge, un innesto che era stato anche avallato dal tecnico Marco Baroni, convinto di poter aiutarlo a tornare a splendere come nella loro esperienza comune a Verona. Ma la realtà è però stata amara per entrambi e ora si è già giunti a un divorzio.
L'esperienza di Ngonge è stata certamente negativa e i tifosi non hanno affatto visto ripagare le aspettative che c'erano sul suo conto. L'ala classe 2000 arrivava quest'estate all'ombra della Mole con un buon carico di attese visto che si era appena laureato campione d'Italia con il Napoli (pur con uno spazio ridotto) e soprattutto conosceva già bene l'allenatore. Il nome dell'esterno belga era infatti uno di quelli che piaceva maggiormente a Baroni dopo un'ottima esperienza di entrambi con l'Hellas Verona (11 gol e 3 assist per lui da gennaio 2023 a gennaio 2024).
Tuttavia, come si evince dai dati di SofaScore, nel Toro non ha saputo incidere: appena 13 presenze da titolare - sommando Serie A e Coppa Italia - con un solo gol e due assist a referto. A far storcere il naso sono però anche due dati su cui ci si attendeva molto di più da uno con le qualità di Ngonge: 0,61 di passaggi chiave a partita e soltanto 0,91 di media di dribbling completati. Pesa sul conto del belga anche il fatto di avere una conversione di grandi occasioni da gol pari a 0 su 5.
Sull'esperienza di Ngonge al Torino ha pesato anche una brutta gestione societaria e a livello di staff tecnico che c'è stata fin dall'estate. L'ex Verona e Napoli era arrivato in granata durante il ritiro in Trentino Alto Adige, per essere l'ala destra titolare nel 4-2-3-1 che Baroni aveva ipotizzato come suo modulo di partenza per questa stagione. Tuttavia, nel corso delle amichevoli estive sono emersi diversi problemi e il Toro ha poi iniziato il campionato passando al 4-3-3. I problemi difensivi emersi nelle prime giornate di Serie A hanno portato Baroni a prendere la decisione di virare poi ancora sul 3-5-2.
Questi continui cambi di sistema di gioco hanno anche messo in difficoltà alcuni elementi della rosa, uno fra tutti Ngonge che in questo attuale 3-5-2 fa più difficoltà a trovare una collocazione naturale in campo. L'allenatore ex Lazio non ha però mai smesso di credere nel potenziale del belga e anche negli ultimi tre turni di campionato lo ha schierato sempre da titolare (contro Atalanta, Roma e Como) salvo poi toglierlo dal campo sempre nella ripresa. Ora il Torino tenterà di raggiungere la salvezza con i gol di altri attaccanti mentre Ngonge proverà a rilanciarsi in un calcio meno tattico, come quello spagnolo, per mettersi alle spalle le ultime due esperienze complicate vissute con le maglie di Napoli e Toro.
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