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ToroPreview, verso Torino-Lazio: “La contestazione penalizza la squadra?”

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Ogni settimana alcune domande sul prossimo match a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro
Redazione Toro News

Quattro domande, tre pareri in merito. Le nostre opinioni, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview: prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Matteo Curreri, Federico De Milano ed Eugenio Gammarino.

 

Quali aspettative per la prima di D’Aversa?

Curreri - “Più che a D'Aversa, la mia attenzione è rivolta a chi scenderà in campo. La speranza è di assistere a un moto d'orgoglio, che in qualche modo la presenza di un tecnico nuovo abbia già alzato i livelli di attenzione e che, da un conto personale, possano tradursi in risultati ben più soddisfacenti per tutta la squadra. Di certo è molto facile immaginare un Toro più abbottonato contro una squadra di maggiore palleggio come la Lazio. Quello che mi piacerebbe vedere più di tutto, più del risultato, è una squadra viva, che non accetti la situazione in cui si ritrova. Che davvero le parole di Vlasic e D'Aversa sulla maggiore abnegazione di alcuni elementi del gruppo possano quantomeno aver dato fastidio a chi di dovere e generare la volontà di fornire già segnali a partire da domani".

De Milano - "Mi aspetto un Toro attento e più concentrato soprattutto in difesa. D'Aversa in passato ha dimostrato di saper organizzare una buona fase difensiva con le sue squadre ed è esattamente quello di cui ha bisogno il Torino oggi. Mi sembra davvero impossibile pensare di salvarsi con la peggior difesa del campionato per numero di gol subiti: nelle ultime dodici partite servirà quindi attenzione da questo punto di vista per portare a casa dei punti fondamentali in ogni gara".

Gammarino - "Spero di vedere un Toro più motivato e deciso nella sfida contro i biancocelesti. Il cambio in panchina ha sicuramente portato delle novità ma tocca ai giocatori dimostrare di che pasta sono fatti e che diano qualcosa in più per non complicare altrettanto la classifica. Nonostante il periodo di inattività, D'Aversa è un ottimo allenatore e a partire dalla sfida di domani può puntare su una rosa competitiva e che può portare a casa punti importanti contro i capitolini".

 

Cambiereste qualcosa a livello tattico?

Curreri - “Non so se, giunti a questo punto della stagione, possa essere d’aiuto ripensarsi anche tatticamente. Oggi urge dare meno attenzione a come il Toro si dispone in campo e più a come sta in campo. Forse mi ripeto, ma ciò che più preoccupa è la mancanza di reattività e di un minimo di amor proprio: un tema ben più cruciale rispetto al 3-5-2 o a qualunque altro modulo. Serve calarsi pienamente nella situazione di una squadra che, di riffa o di raffa, deve portare a termine il risultato minimo. E non sarà facile se non si farà un necessario bagno d’umiltà".

De Milano - "Dal punto di vista dello schieramento no, ormai questa squadra è focalizzata sul 3-5-2, poi è chiaro che non ci siano gli interpreti migliori per questo modulo ma è un problema che si trascina dietro dall'estate con un mercato incentrato sul 4-2-3-1 e poi con il passaggio alla difesa a tre che si era reso necessario. Vorrei provare a vedere qualche giocatore più al centro del gioco e coinvolto con più sicurezza per cercare di aumentare anche l'autostima di questo gruppo, penso ai vari Casadei, Adams (infortunato però nell'ultimo periodo), Simeone e Nkounkou".

Gammarino - "Personalmente rivaluterei alcuni giocatori messi un po' ai margini da Baroni. D'Aversa potrebbe rivalorizzare alcuni di loro. Penso a Nkounkou, Casadei, Zapata, Biraghi tra i tanti, giocatori che potrebbero dare tranquillamente una mano per la risalita in classifica del Torino viste le qualità che hanno a disposizione".

 

Su quale coppia d’attacco puntereste?

Curreri - "In attesa di un pieno rientro di Adams io punterei sui due giocatori più pesanti sia come caratteristiche che, potenzialmente, come impatto. Vorrei tanto vedere questa coppia inedita Simeone-Zapata: due giocatori in evidente difficoltà e che si spera possano anch'essi essere scossi dal cambio di guida tecnica. Menziono Sandro Kulenovic, perché la sua fisicità, il gioco di testa che sono le  caratteristiche che più gli si addicono, in una fase in cui le partite vanno vinte, pareggiate senza badare tanto al come, può essere sicuramente utile e D'Aversa ne terrà conto. Poi, con tutti al 100%, io farei sempre giocare Adams e Simeone".

De Milano - "In questo momento Simeone sta facendo fatica ma mi sembra l'unico ad oggi in grado di accendere l'attacco granata, quindi partirei con lui sempre titolare. Al suo fianco si può pensare di dare ancora una chance a Zapata che in stagione è stato protagonista spesso di giri a vuoto ma anche di qualche prestazione convincente. Njie lo terrei invece ancora come arma per la mezz'ora finale, non mi ha mai convinto ancora del tutto e deve crescere, in attesa che rientri Adams".

Gammarino - "La coppia d'attacco titolare rimane Adams-Simeone. Tuttavia, con l'infortunio dello scozzese D'Aversa ha l'imbarazzo della scelta. Al momento Zapata rimane la scelta più logica al fianco del Cholito. In alternativa Kulenovic ha dato ottime risposte nelle ultime apparizioni mentre Njie quando è stato chiamato in causa non ha deluso".

 

La contestazione sta penalizzando la squadra?

Curreri - “No, non sono d'accordo. La contestazione può avere una doppia lettura: per alcuni può essere considerata una zavorra sulle già lapalissiane difficoltà del Torino in tutto ciò che concerne il campo da calcio; dall’altra può diventare un alibi servito su un piatto d’argento, una sorta di scaricabarile confezionato ad arte. Starà ai giocatori decidere da che parte stare: se seguire il monito di un leader come Vlasic o sedersi in attesa della prossima esperienza lontano da Torino. Motivo per cui non conviene avere ogni anno mezza squadra in prestito. È qui che bisogna mostrare il proprio attaccamento alla maglia e, se non c’è, quantomeno la propria professionalità.

Non accetterei, in caso di retrocessione, una crociata contro la tifoseria granata, che sta vivendo qualcosa di più grande del semplice inseguimento di un risultato sportivo. Lasciare lo stadio vuoto è un’occasione, come non si vedeva da molto tempo, per prendere una decisione compatta sul proprio destino di popolo. La curva, il tifoso comune, il Toro non lo hanno mai abbandonato e mai lo faranno. Solo che ora c’è questo scollamento: il tifoso del Toro non si riconosce più nella società e, di conseguenza, neppure nella squadra".

De Milano - "Sì e non lo penso io ma è un sentimento che lo stesso Adams ha esternato. Ciò non significa che sia sbagliato protestare e far sentire il proprio dissenso verso la presidenza con ogni forma possibile di protesta, purché non violenta. Sacrificare qualche punto in una stagione, che tanto non avrebbe comunque donato delle ambizioni superiori, non credo sia una grave perdita. L'importante però adesso è che gli undici che scendono in campo riescano a fare i risultati che servono per salvarsi senza pensare alle lecite e corrette contestazioni dei tifosi".

Gammarino - "Si, penalizza la squadra soprattutto nelle gare casalinghe. Se contro il Lecce non è stato molto evidente, contro il Bologna ha influito l'assenza della curva a sostenere la squadra. Tuttavia, il tifo organizzato ha tutte le ragioni per disertare i match ma in questo momento della stagione potrebbe non essere la mossa migliore".