Da Cerci a Petrachi: quando l’addio al Torino di Cairo non porta fortuna

Da Cerci a Petrachi: quando l’addio al Torino di Cairo non porta fortuna

Approfondimento / Il direttore sportivo è solamente l’ultimo ex granata a non essersi (per ora) confermato dopo l’esperienza nel capoluogo piemontese. Ma tra gli ex Toro c’è anche chi ha avuto fortuna

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Da protagonisti con il Torino a flop in un’altra squadra. La lista degli ex granata che dopo l’addio non sono riusciti a confermarsi è rimpolpata da Gianluca Petrachi, che ieri è stato ufficialmente sospeso dalla Roma. Il ds non ha operato male ma alla fine si è rivelato incompatibile con i vertici della società dal punto di vista caratteriale. Ma il suo, appunto, non è il primo caso di flop dopo la separazione con il Torino. Forse il più celebre è stato il caso di Alessio Cerci, che da idolo dei tifosi è stato presto dimenticato sia per il famigerato post della fidanzata (“andiamo nel calcio che conta”) sia per le sue prestazioni. Certo, c’è anche chi dopo aver lasciato il Torino ha avuto fortuna conquistando successi personali e professionali.

TOP – È il caso di due vincitori di due edizioni differenti di Europa League come Davide Zappacosta (Chelsea, ora tornato alla Roma) e Matteo Darmian (che sarà avversario del Torino proprio domani con il Parma), ai vincitori di coppe nazionali come Mbaye Niang con il suo Rennes (ma l’esperienza del bizzoso attaccante in Bretagna sembra già essere ai titoli di coda) e Nikola Maksimovic, che mercoledì sera ha sollevato la Coppa Italia in faccia alla Juventus con il Napoli. E poi c’è il giocatore che forse meglio di tutti ha fatto dopo l’addio ed è l’ex capitano granata Kamil Glik, che nel 2017 vinse la Ligue 1 e poi è anche arrivato in semifinale di Champions League. Come dimenticare Ciro Immobile. Dopo aver lasciato il Toro la prima volta non ha avuto successo all’estero tra Borussia Dortmund e Siviglia. Poi, dopo essere tornato al Torino per la seconda volta nel 2016, è sbarcato alla Lazio. In biancoceleste, oltre a vincere la classifica marcatori della Serie A e quella dell’Europa League nella stessa stagione (2017/2018), ha sollevato 3 trofei di squadra: due volte la Supercoppa (2017 e 2019) e una volta la Coppa Italia (2018/2019). Ora si gioca lo scudetto con la Lazio e probabilmente si laureerà anche capocannoniere della Serie A.

FLOP – Storia diversa per molti altri volti noti ex Toro, che dopo aver lasciato il club di Cairo per spiccare il volo non hanno sin qui avuto altrettanta fortuna. Come detto, Petrachi è soltanto l’ultimo caso e Cerci il più celebre. L’esterno che contribuì alla bellissima stagione 2013/2014 del Torino, ora gioca in Serie B alla Salernitana allenato dal suo mentore Gian Piero Ventura. Il tecnico si inserisce anche lui in questa lista: dopo aver lasciato il Toro, è diventato Ct della Nazionale e la sua avventura in azzurro è finita come tutti sanno. Poi una fugace e non felice esperienza al Chievo e infine la ripartenza dalla Serie B. A rimpolpare questa lista ci sono anche Omar El Kaddouri e Bruno Peres. Il centrocampista dopo un biennio felice in prestito al Torino tornò al Napoli per giocarsi le sue carte, ma l’esperienza fu tutt’altro che felice. Spedito all’Empoli e ceduto al PAOK dopo, El Kaddouri non confermò più le buone impressioni fatte in granata. Discorso simile per Bruno Peres, che a parte un salvataggio sulla linea a Donetsk che regalò il passaggio del turno di Champions alla Roma, in giallorosso ha combinato poco o nulla. Il terzino brasiliano (che sarebbe anche potuto tornare al Torino nel 2018) è oggi tornato alla Roma dopo un’esperienza in patria, ma è un protagonista secondario. Morale della favola: in questi anni, molti protagonisti granata hanno visto (e forse vedono tuttora) il Torino come tappa di passaggio, un trampolino di lancio per poi lanciarsi ai massimi livelli. Ma spesso non hanno avuto fortuna: lasciare il certo per l’incerto non è sempre la scelta giusta.

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  1. scifo66 - 2 mesi fa

    Nel caso di Petrachi penso che l’addio abbia portato conseguenze negative sia per il ds sia per Cairo e il Toro. Anche se non mi stava particolarmente simpatico gli va riconosciuto che da noi nel complesso ha fatto discretamente bene, soprattutto nel periodo di Ventura. È chiaro che ha anche sbagliato degli acquisti però il suo bilancio personale nel Toro è stato positivo.

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    1. paolinux - 2 mesi fa

      Concordo. E forse Ventura ha persino piu’ meriti di Petrachi nell’identificare e, soprattutto, preparare psicologicamente i giocatori. Magari non sarebbe male avere un Ventura in veste di talent scout e DS o DG.

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